Ignobile presente, addio D

“Quanto più il presente intorno a noi diventa ignobile, tanto più dobbiamo guardare le stelle” – Joan Mirò

Questa citazione era inserita prima di entrambi i libri che D aveva scritto. Non ho terminato nemmeno uno dei suoi libri, quello che avevo comprato. Autoprodotto, auto-stampato. Non mi pigliava tantissimo, anche se era ben scritto e mi sembrava che avesse qualcosa. Ma è tanto tempo che difficile per me leggere. Molto difficile. Quindi quello che leggo spesso è “facile da leggere”. Il che non significa necessariamente che sia una cazzata o sia leggero. Deve pigliarmi di brutto, perché presto mi viene un senso strano di “dovrei fare qualcos’altro”. Assurdo, ansioso.

Quando scoprii che D aveva scritto dei libri gli chiesi dove potessi acquistarne uno e lui mi disse che avrebbe seguito volentieri l’acquisto perché non sapeva se fidarsi del sistema di intermediari che se ne occupava. Quando arrivò, comunque, mi colpì fortemente la citazione che aveva scelto. Lui era molto positivo mentre tutto attorno a noi crollava, si disgregava, si distruggeva. Forse perché lui riusciva ad evitare il tipo di casini che capitavano a noi altri che rimanevamo: lui si occupava comunque di vendita, di clienti grossi, faceva girare soldi grossi. E forse si occupava di quello che sarebbe dovuto essere il futuro. O forse no, semplicemente la prendeva meglio. Se ne sbatteva, non si lasciava toccare. Da qui la citazione che ricordo qui.

L’ha letta il sacerdote alla funzione, ieri. Ci sono andato per onorarlo, per rispetto a lui. Che però non so se fosse interessato alla religione. La chiesa era (naturalmente uso questo termine) gremita. Lo era davvero: recentemente è un fatto piuttosto raro. Ha avuto un incidente mortale. Ma era una persona positiva, mite, riservata ma laboriosa e generosa. Uno di quei tipi di persone che i sacertodi non vedono l’ora di citare usando proprio queste parole. Che però a D si attagliavano perfettamente. Lo era. In parte lo avrei considerato un po’ cagacazzi: non era esattamente riservato. Credo fosse in realtà selettivo. Perché quando c’era da spettegolare lui c’era eh. Ma quando tutti siamo andati alla deriva lui quasi manco salutava. Nonostante questo lo ricordo come persona intelligente e positiva, poco propenso a lasciarsi trascinare nella negatività, molto diverso da me insomma. Ci siamo sicuramente trovati bene a chiacchierare perché ovviamente io ho imparato a vestire la mia maschera della contentezza: grandi sorrisi, scherziamo, ironizziamo, che della merda di vita non si può parlare per come sta. Ma solo nella prospettiva del sicuro miglioramento. A parte questo, in effetti era piacevole passare da lui quando era tutto un disastro. Sembrava che per lui non lo fosse. E in effetti ha trovato lavoro immediatamente: le prospettive erano chiaramente migliori per lui. Mia sorella non ha trovato un cazzo tutt’ora. Solo roba terribile.

Ma la citazione mi dice molto sull’uomo. Non credo l’abbia trovata su Wikipedia. Ma se anche fosse, l’ha scelta. E la poesia che le ha dedicato una donna al funarale, chiarmente un’amica speciale … doveva essere positiva, leggera, lasciare noi vivi col sorriso per desiderio del morto, citando Sant’Agostino, come se lui fosse solo di la nell’altra stanza, presente anche se non lo puoi vedere.

Questo quella donna non me lo doveva fare. Il suo amore era palpabile. La sua conoscenza e frequentazione. Tutti avranno pensato a quantio mi avesse commosso la morte di questo collega. Ho pianto tutte le lacrime che il mio corpo ha potuto produrre per questo amore spezzato dalla morte. Maledetta morte schifosa, maledetta vita di merda che hai lasciato in vita chi soffre e tanti stronzi, quando una ottima pesona perfettamente in età per godere di quello che aveva e che migliorava le vite di chi lo frequentava è stata stradicata senza pietà. Quella donna ti avrebbe ancora D, mi sarei sostituito a te subito. Ora. Anche adesso farei a cambio. Quell’amore vi meritava entrambi. Il mio nulla non lo merito nemmeno io: non ho fatto così tanto male nella vita.

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