Una notevole somiglianza

Nel 1989 quello che ricordo di aver ascoltato sono i Guns And Roses. Appetite for destruction in particolare. Una tipa mi ha dato la cassettina in … non so, seconda liceo? Credo di si. Io ero già “rock”. Quello che passava allora: Bon Jovi intanto, un po’ di glam e hair … “Commerciale”. Ricordo che feci ascoltare due robe dei Bon Jovi a CB, il mio amico, che da quel momento in poi divenne super rockmetaldeppiù mentre io ascoltavo roba varia. Io avevo già una infarinatura-plagio dei miei fratelli, U2, Pink Floyd, Led Zeppelin. Poi lì intorno, nel paesello, c’era tutto un insieme di chitarrismo per cui si sentiva parlare di Blackmore, di Dio, Ozzy, ma io non è che proprio ci stessi dietro: Iron Maiden soprattutto, poi Metallica (mai piaciuti fino al Black Album, a parte alcuni momenti). A me iniziava a piacere Madonna e altra roba pop, anche Italiana. Mi ero consumato tutto De André in concerto con la PFM Vol.2 miliardi di volte (in cassetta) dopo aver ascoltato nell’infanzia alcuni LP. Baglioni “alé oo” una cassetta sola, per anni ho pensato che esistesse solo quella. Ho apprezzato molto gli Spandau Ballet di “Through the Barricades” in una gita alle medie particolarmente triste e solitaria. Sicuramente sentivo anche Zucchero di “Rispetto”, altra roba di mio fratello, qulcosa forse in radio, ma poco la radio io, da piccolo.

Comunque nel 1989 io ricordo che mi fu passato Appetite for Destruction e lo stra-mega-ultra consumai. Poi ci furono le vacanze e scoprii così che era uscito un nuovo album di Zucchero perché me lo vendette un – così li chiamavamo prima che arrivasse altro – “marocchino”. Un venditore ambulante di una qualsiasi etnia e/o provenienza che chi lo sa. Era, ovviamente, stra-piratatissima la cassetta. Ma io, al massimo, notai che la stampa della copertina non era “perfetta”. Ho consumato quella cassetta (Oro, Incenso e Birra) forse ancora di più di quanto non abbia fatto con l’altra.

Ma il mondo stava iniziando una rivoluzione diversa, momentanea, una moda anche, scoprii poi.

Così questa sera quando il mio ex collega Z è venuto a prendermi e ha messo su “una roba” che è iniziata, io ho ascoltato. Sento le chitarre distorte, sento la batteria, il cantato urlacchioso, una registrazione che mi sembra un po’ così.
Ma non con voglia di cambiare. Ascolto ancora, lui mi fa “se vuoi cambiare pezzo…”, io – “no, lascia”.
Nella mia testa penso … beh che sento male, chiedo di alzare. Poi ricomincio, penso “questa gente si è sparata il Seattle sound in vena. Sembrano voler arrivare dove arrivavano gli Alice in Chains ma senza farcela. Però… però il suono delle chitarre… la parte sonora non è male, non la disprezzerei… sembra un ottimo demo di qualcuno che ci credeva davvero, peccato che quel tempo ormai sembra finito nel dimenticatoio, ma chi sono? – penso.
Sento la voce… urla sempre, lamentoso. Casino vario, poca melodia… ma non mi dispiace e poi quel mood… E mi ricordo che la settimana scorsa gli ho regalato “Bleach” masterizzato.

Hey! Ho scoperto che i Nirvana fanno i Nirvana, nel 2025. Bravissimo! È che… io Bleach non l’ho praticamente mai ascoltato; l’avrò sentito… ma ho apprezzato solo qualcosa dei Nirvana di Nevermind ed In Utero, sempre le più famose o riconoscibili? Chi lo sa ormai. Comunque quando lui cantava, quando si capivano delle note del cantato.

A suo tempo ero più sul prog metal, sulla melodia, su altro. Persino gli Alice in Chains mi sono arrivati dopo, li ho cagati dopo. Come sempre pensando “quando non sarà di moda lo ascolterò”. Certo li mi sono innamorato poi, troppo tardi caro Layne. Forse mi serviva più… dolore? Chi lo sa. Ho dovuto sintonizzarmi su certi suoni, scavare nel frastuono per sentire che era si, frastuono, ma prodotto da un centro che suonava, eccome. Oggi cambierei solo la batteria di Dirt perché suona troppo rimbalzosa plasticosa anni-80, così come in Undertow dei Tool. Forse qualche cosa sugli alti, ma in generale è perfetto.

Quindi ecco, ormai quel sound per me è possibile. E quando l’ho sentito… beh mi è sembrato proprio del periodo del grunge.

I Nirvana.

Applausi a me eh?

Ad ogni modo un regalo a voi qui. Pensavo fosse il contrario, invece…

caffè amaro

Ho bevuto del caffé con una dolcissima guerriera. Sceso dove la guerra di cui si narrava si combatte davvero, in prima persona. Oggi è generale dei cappuccini e comanderà molte truppe. Ma il prossimo anno sarà solo un soldato. Un soldato molto forte, della truppa vera, non di quelli che comandano e non annusano il sangue. Un soldato di quelli veri, che combattono per i propri cari, per salvare la vita a sé stessi e ai propri cuccioli. Che cammina sotto le bombe con l’ombrellino, ma un passo alla volta, uno dietro l’altro, senza arretrare. Al massimo si ferma e aspetta, trema un po’, procede. Arriverà alla trincea nemica a piedi. Il coltello lo sa usare.

Probabilmente non berrò mai più il caffé zuccherato. Così, di botto. Non ci sono mai riuscito da quando ho tentato. Quanto sarà? Due anni? Seriamente, dico. Ci avevo provato e sono passato solo da una bustina e mezza ad una. A volte a quella piccola, senza troppo fastidio. Ma il patto per fare un passo sulla luna e un caffé di moka veramente buono… chissà: forse hanno compiuto il miracolo. Quello in autogrill non era lo stesso: troppo acido. Ma forse il passo è fatto: sento di più il caffé. Sono anni che me lo dite tutti, che quando inizi a berlo normale (non zuccherato) poi lo vuoi solo così. Vedremo. È anche probabile. E tutto sommato mi fa doppiamente felice: per il gusto, per la dieta.

E il motivo e la persona: di più. Lo bevo zuccherato da tutta la vita, ragazza. Questo cambiamento – se c’è – lascia un segno amaro ma buono. Quindi mi hai fatto sentire anche questo? Forse si. Pensa: dicono, alcuni, mi ha detto una che ne sa, che per abituarsi a tutto bastino 2 settimane. Io sapevo tre mesi. Ma ok, proviamo prima con 2 settimane. Io però vorrei che non ci si abituasse a tutto in due settimane.

Io a certe cose non mi abituo: non mi abituerò mai.

Crema pasticciera delllamammadimimmo

Un tempo il mio metabolismo era bello. Non sapevo di avere un metabolismo. Da piccolo ero uno di quelli “mangia che sembri uno del Biafra!” (piccola spia della mia veneranda età). Tale condizione di paradisiaco ingollare bisonti con doppia impanatura di gorgonzola e patate, fritti e re-impanati con dello strutto e restare magri come dei chiodi terminò a 26 anni. Il rito funebre dura a tutt’oggi.

giuseppine

COMUNQUE prima potevo. Uno dei giorni più belli del mio marinare la scuola da non-ancora-schiavo-della-figa fu il mio compleanno di nonsoquando; 15-17, non so. Andai alla fu pasticceria G, in fondo alla piazza. E fui determinato. Io a volte devo essere deciso e determinato con i negozianti che non mi vogliono vendere la roba. Cioé, ma che cazzo ve lo devo insegnare io a vendere? Mavaffanculo. Comunque “30 giuseppine” dissi. “Ma no dai, prendine cinque e poi vedi se hai fame” (mapputt… porc… ma cosa?!!!! ) gli mostro i soldi “ho detto 30, quel vassoio, mi siedo li; se non le mangio sono affari miei. E una cioccolata calda”.

Le Giuseppine nella mia zona sono una roba che in Sicilia si chiama in un altro modo. Sono ciambelle fritte e riempite di crema pasticciera. Ovviamente la mia mattinata fu scandita da GNAM, leggo fumetto, GNAM, leggo FUMETTO, GNAM disegno fumetto, GNAM leggo fumetto e ascolto walkman – sotto lo sguardo sbigottito della cassiera. Ma non del pasticcere. Il fottuto pasciccere che non ha mai voluto rivelarmi la ricetta della sua crema pasticcera che io adoravo. Ha chiuso, lo stronzo, e io non ho mai avuto quella ricetta. FORSE, dico FORSE, ha davvero sostituito la farina con la farina di riso. Ma era uno stronzo. Forse non era vero.

Sono sempre stato un adoratore della crema pasticcera. Anche della figa liscia, adoratore, ma prima ero solo un apprezatore, un interessato. Prima c’era la crema pasticcera. Mia sorella sapeva farne una abbastanza buona, un po’ liquidina. Ma insomma io ero convinto che “mia sorella sa cucinare”. E la faceva come i Cattolici osservanti fanno sesso solo per procreare: solo per la ricetta. Ma io aprivo la torta e mi leccavo via la crema! Oppure aspettavo che svuotasse la ciotola e mi leccavo la crema. Questa cosa del leccare mi è rimasta anche per – avete capito; ma con lo stesso entusiasmo, piacere, una cosa che senti proprio aderire la lingua, le labbra: GNAM. Ma niente mia sorella al massimo per il compleanno. E che cazzo, in pubertàdolescenza hai fame e sei goloso sempre. Quindi iniziai con il Cucchiaio d’argento. Credo fosse circa la ricetta di mia sorella. Circa. Non era un granché, o troppo farinosa o troppo liquida. Allora iniziai semplicemente a variare, togli, metti, assaggia. Questa cosa però era SEMPRE per mezzo litro di crema. Continue reading →