del listino di MediaWorld, le riflessioni della Santoni

sanguisuga

me lo fai tu gratis? io non leggo come si fa

Scrivevo l’altro giorno della Lucarelli e del listino di MediaWorld. Il giorno dopo ho trovato la stessa identica foto linkata dalla PhotoShop Guru Marianna Santoni, con la giustissima riflessione portata all’attenzione di fotografi e grafici sul fatto che normalmente ci si aspetta da questi professionisti che lavorino gratis. Ed era quindi un invito a pensare: vedi che se per una installazione di una app ti fanno pagare, posso ben farti pagare per l’editing più o meno complicato di una foto… per il servizio fotografico (e NON per la stampa, che compete lo stampatore) … eccetera?  Continue reading →

AAA fotoritocco: volontari cercansi: costa poco, vale molto.

Interessante questa “operazione recupero foto” rovinate da disastri naturali. L’idea è questa: la gente, esaurita l’emergenza sopravvivenza, torna a casa e trova quei quattro stracci che son diventate le cose che possedevano, tra cui le stampe fotografiche: ricordi di una vita, magari non sono capolavori – lo sapete tutti – ma sapete tutti anche che quella foto del nonno è l’unica che ha la nonna, quell’altra – era sul caminetto – è l’unica in cui ci siete tutti e persino lo Zio Ermenegildo , partito nel ’76 per il Brasile.

Chiunque sia in grado di fare un lavoro decente di recupero fotografico su foto danneggiate dal tempo e ancora meglio, danneggiate tout court, si faccia sentire e accetti la sfida che  offrono le foto di queste persone. E immagino sia possibile associarsi anche dall’Italia non solo per aiutare, ma anche per farsi aiutare. Credo che mezzo Nord non si sia dimenticato delle inondazioni di qualche tempo fa, vero? Se i vostri parenti hanno questo problema e non sapete come aiutarli perché non sapete usare un programma di fotoritocco, però potete iniziare a muovere qualche passo ed associarvi, cercando di unire le forze a quelle di queste persone e chiedere aiuto anche a loro; oppure potete cliccare altrove e fottervene, come di qualsiasi altra cosa, click e non fate niente.

E invece click: potete fare qualcosa. Senza spendere nulla.

Se invece sapete anche come fare, aiutate anche voi, sia in patria, in casa, sia presso quel sito. E se sapete come fare ad “internazionalizzare” la cosa, muovete anche voi le vostre sante chiappette. Qui non c’è da scucire un centesimo: solo fatica. E se siete disoccupati e usate da Dio Photoshop e mi state leggendo… why not?

Anche su feisbus: https://www.facebook.com/OperationPhotoRescue

Risonanza photoshioppara, qui.

Se avete preso in prestito photoshop e stavate giusto per restituirlo, leggete QUI e poi se proprio non ce la fate divertitevi QUI.

Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare

Frase di Manzoniana memoria, pronunciata dal pavido Don Abbondio, divenuto per questa triste caratteristica, esemplare.

Eppure le indicazioni di tanti benpensanti, ottimisti, volitivi, religiosi e coraggiosi… più o meno, ricondotte al succo di ciò che contengono, dicono “eh, non devi avere paura”, “devi essere coraggioso”, “devi fare quello di cui hai paura” … eccetera, ovverosia cose tanto sensate quanto ciò a cui si rivolgono… ovvero che se uno ha paura, ha paura e basta.

Dir loro “ma non devi averne” non cambierà le cose. Le persone sono lasciate sole ad affrontare il cambiamento da ciò che conoscono a ciò che non conoscono. Chi non fa altro che dire “questa è la vita, o mangi ‘sta minestra o salti la finestra” non sta risolvendo il problema di chi ha paura… non ha la ricetta, non sta aiutando in alcun modo. Si trova nella condizione di chi la cosa l’ha già risolta, non ce l’ha (ora), o non ce l’ha forse mai avuta… se ce l’avesse (ora) davvero non la saprebbe affrontare, perché la vera paura è quella che queste persone non riescono ad affrontare: nel momento in cui ci riuscissero, la condizione non sarebbe più quella descritta. Sembra cervellotico, sembra insensato. Cercate di rileggere e capire: quella paura che non si risolve, quel terrore, quella condizione. Una volta risolta non c’è più, non è più conoscibile, forse non è mai stata quella comprensibile, dunque.

E allora? E allora è chi mostra la via con l’esempio che scioglie le paure, che contribuisce … se il coraggioso apre la pista ma lascia chiaramente vedere che il possibile era possibile ed in che modo, alcuni paurosi saranno tali forse per meno tempo e tanti semplicemente lo saranno meno. Qualcuno starà dicendo che “è troppo facile” che “si, questi vogliono la pappa pronta” eccetera. Ma si, avete ragione. Questo tipo di persona, quella che risponde così, non è il destinatario di questo testo. Continue reading →

Le ferie dell’anno in corso non si dovbrebbero mangiare

Se avete permessi e ferie maturati gli anni precedenti, e ve le mangiano obbligandovi ad andare in ferie per, se poi le cose vanno male, cacciarvi in cassa integrazione (evviva il fatto che esista, sono d’accordo) , ricordate che prima vanno usati proprio quelli. Se invece notate – anche in periodi non sospetti – che vi spariscono le ferie dell’anno in corso, andate a farvi dare istruzioni e delucidazioni in merito presso il sindacato e poi dal datore di lavoro. Ad ogni modo se vi si obbliga a far fuori le ferie prima di averle maturate togliendovi ogni possibilità di scelta, anche in questo caso, parlate col vostro sindacato di riferimento. Le ferie servono a voi per riposare e i permessi per fare altre cose. Non sono uno strumento dell’azienda per mettervi in pausa come un robot da spegnere. Sicuramente è invece per questo che gran parte della scelta (il potere, la facoltà) è in mano sua, ma ricordate che se avete un brandello di diritto, rinunciarvi è una vostra colpa, non è un’azione del datore di lavoro. E’ una vostra inazione.

Riguardo agli straordinari non retribuiti, quando pensate “eh, ma in un periodo come questo è già bello lavorare” : ricordate che lavoro = una cosa che fai e ti pagano, altrimenti si chiama volontariato. E in secondo luogo guardate quanti problemi di coscienza si fanno altre persone.