il vecchio e il nuovo – 13ma puntata

Mi chiede con insistenza di vedere le mie foto di quando avevo 20 anni. Lei doveva ancora nascere. Le guarda e mi riempie nuovamente di complimenti, di arrapatissimi complimenti, lusinghieri, dolci, frizzanti ed arrapaNtissimi complimenti. Guardo quelle foto finalmente apprezzando com’ero, mentre quando lo ero mi facevo schifo. Lei, dice, mi vede così, dice, io vedo che “dentro” sei così.

Penso, immagino, sotto quei 40 KG di merda che c’è sopra. Sotto la mancanza dei capelli giusti, sotto 10 anni di occhiaie?

Ma lei mi vede così oggi, dice.

Io mi vedo nudo, come lei mi vede … e provo ribrezzo, schifo. Continue reading →

ricercano il padre

Pur affascinandomi non so nulla di psicologia. Ricordo di aver sentito spesso parlare, anni fa, di solito in rappresentazioni cinematografiche di psicologi che liquidavano rapidamente qualcosa con una spiegazione da 4 secondi, i rapporti di alcune coppie con “lei cerca un padre” e cose di questo tipo.

Mi rendo conto di quante ragazze ventenni (poi scopri che hanno iniziato parecchio prima nella loro esplorazione) stiano assieme a quarantenni (circa).

Tante proprio, ora la cosa mi stupisce nuovamente. Alcune, più riflessive, dicono di cercare una guida, qualcuno che le tenga in riga altrimenti faranno casino. Altre dicono solo che con i coetanei nonsepo’pproprio perché sono bambini.

Ora è capitato a me. Ovviamente mi sento gratificato visto che in genere mi sento una merda, ma tutto sommato osservo anche, cercando di distaccarmi. Mi ha mostrato che nella sua rubrica mi ha indicato come “gnorry”. Ovviamente mi sono accorto che non le sono indifferente ma… ma.

Mi sono fatto l’idea che hanno dei padri di merda, prima. Poi che hanno semplicemente un casino in famiglia. Mi vengono in mente frasi sentite, come “rapporto conflittuale” ma… ma no, in fondo non ce l’hanno poi così conflittuale. Mi pare che gli manchino tanto le gite fuori porta col papà. Che non ce le hanno, che non hanno tempo, non si danno tempo, non danno loro del tempo, per andare a zonzo, guardare il mondo con qualcuno, chiacchierare. Non vedo grande desiderio di mettermi la lingua in bocca. Del resto io mi faccio così schifo che provo ribrezzo per suo conto. Non so nemmeno più come si bacia, forse. Continue reading →

del listino di MediaWorld, le riflessioni della Santoni

sanguisuga

me lo fai tu gratis? io non leggo come si fa

Scrivevo l’altro giorno della Lucarelli e del listino di MediaWorld. Il giorno dopo ho trovato la stessa identica foto linkata dalla PhotoShop Guru Marianna Santoni, con la giustissima riflessione portata all’attenzione di fotografi e grafici sul fatto che normalmente ci si aspetta da questi professionisti che lavorino gratis. Ed era quindi un invito a pensare: vedi che se per una installazione di una app ti fanno pagare, posso ben farti pagare per l’editing più o meno complicato di una foto… per il servizio fotografico (e NON per la stampa, che compete lo stampatore) … eccetera?  Continue reading →

giovane/vecchio me stesso

Ricordo. Ero con lei, macchina mia, in un posto. Non ci volevo andare. Glielo avevo detto. E, scopro poi, lei aveva accettato nella sua idea che ero uno che la voleva solo scopare, che avevo urgenza di farlo e che le stava bene, che non c’era altro.

Non era vero.

Ma per lei era così, io non sapevo che per lei era così e nessuno dei due sapeva che sarebbe stato meglio che l’altro sapesse. Non lo sapevamo, quindi non potevamo sapere nemmeno il resto.

Dunque arriviamo li, ma le avevo detto non più di 10 minuti o non andiamoci. Arriviamo, si dilunga in ogni modo. Alla fine le dico senti io me ne vado, tu fai quello che vuoi. E’ tutta la vita che lo faccio. Mi hanno fregato così tante volte da adolescente con “ma vieni con noi che poi ti diverti” e poi restavo incastrato a rompermi i coglioni in cose che non mi interessavano, perdendo tempo della mia vita solo perché non avevo un’auto … che dalla patente in poi questo non accade più. Io non vengo se non ho la certezza di non restare incastrato. Se mi piace rimanere rimango. Ma non devo rimanere perché la macchina è tua.

Ma non devo nemmeno rimanere perché TU non hai la macchina.

Quando si sta insieme si parla, si parla PRIMA. Continue reading →

per iPhornari

Questi giUovini mi hanno fatto ridere assai. Così mi sono detto : beh, se sono ragazzi che fanno queste parodie di cui condivido il senso al 100% … forse non sono “retrivo” e refrattario alle innovazioni … è che un conto è la moda, un conto l’innovazione, il progresso.

Link al video parodia simpatia relativo alla pubblicità sull’iPorn.

 

Il #rispetto è innato, la #vecchiaia non ha diritto a maggior rispetto

Interessante intervento di Sgarbi (che però, sappiamo, è in grado – si vantò di questo – di dire tutto e il suo esatto contrario) da Santoro per dire che se uno è di valore chissenefrega se è vecchio, che si dia da fare, che si metta in gioco.

Voglio però ricordare che lo stesso vale se il vecchio in questione è una testadicazzo: ricordatevelo sempre tutti (specie se trentenni): la vecchia testa di cazzo è la giovane testa di cazzo di ieri. Il rispetto per l’età l’ha perso quand’era giovane, ma l’ha perso per demeriti, perché tutti partiamo con il diritto ad essere rispettati. Se poi siamo e ci comportiamo da teste di cazzo non è che funzioni come per la patente a punti: eri e resti testa di cazzo, con l’aggravante dell’incontinenza! E non mi riferisco di certo all’incapacità di urinare a comando, ma a quella di tenere a freno la propria barbarie: se di barbarie, maleducazione, boria o malagrazia siamo pieni, da vecchi non ci interessa o non siamo più capaci di trattenerci, pare, no? Dicono che i vecchi perdono le inibizioni e quindi se sono tristi piangono di più, se sono fatalisti sospireranno di più verso l’inevitabile senza badare al fatto che parlino di corde a casa dell’impiccato … se sono villani e maschilisti daranno ordini alle donne come se fossero serve e se sono stati abituati a trattenere la voglia di comandare, ecco che rispunterà fuori anche quando non sono più in grado di fare le cose che ti hanno chiesto di fare.

E se gli dici di non rompere i coglioni si lamentano e magari fan le vittime dicendo “eh, l’ho sempre fatto, stai a vedere che non lo so più fare, adesso!”. Ma lo so fare anche io. Proprio come te alla mia età, proprio come te, senza che nessuno mi stesse sul collo, come te alla mia età senza che nessuno mi triturasse i coglioni, lo so fare come te alla mia età perché si tratta solo di una questione pratica che non hai più la forza di trattare, ma come sarebbe successo a te alla mia età, si fa più agevolmente se un vecchio non ti sta in mezzo alle palle facendo domande, criticando quando tutto sta andando bene e già è endato bene tutte le altre volte quando il tal vecchio non era a dirigere i lavori (banali), dando consigli e mettendosi fisicamente in mezzo, mancando agli altri del rispetto che pretenderebbe per sé, per primo.

Quindi si: i vecchi valgono sempre: e i vecchi se rompono i coglioni, non sono più degni di rispetto degli altri: sono solo persone, come voi.

Le regole del rispetto secondo me:

  • nasci degno di rispetto: in quanto persona.  Chi ti manca di rispetto in tale condizione compie un abuso, non devi guadagnartelo, non devi “meritare” più rispetto di quanto tu non abbia nascendo.
  • Poi, però, agisci, tieni un certo comportamento, assumi un determinato contegno, prendi decisioni, realizzi, interagisci, fai. Quello che fai ti qualifica. Oppure ti squalifica. Nel qual caso quel rispetto “innato” lo perdi. Ed è a quel punto che potresti dover riguadagnare (e non è detto che sia possibile) il rispetto, la considerazione.
  • Ma se invecchi comportandoti da stronzo, stronzo rimani, stronzo sei anche da vecchio, non più degno di rispetto di quel coglione che sei sempre stato, se lo sei stato. Se invece eri, sei stato e rimani degno di rispetto, quando invecchi potresti aver guadagnato autorevolezza, quindi ulteriore rispetto per le tue conquiste e gratitudine per ciò che ha arricchito tutti quelli che ti circondano… ma l’età – se non hai perso il rispetto trattando male le persone – ti concede l’attenzione e la considerazione derivanti dalla decadenza e dalla debolezza: non maggiore rispetto: sempre lo stesso, ma con una visione gentile verso il nostro comune destino.

Una cosa che dovete sempre cercare, quando un vecchio vi sembra uno stronzo, sono gli altri vecchi: chiedete, parlatene. Dite apertamente che vi dispiace mancare di rispetto al tizio, ma si comporta con tale mancanza di rispetto che sembra impossibile ne possa pretendere per sé: scoprirete spesso dai suoi coetanei che per tutti loro è uno stronzo. Loro sono quindicenni con lui/lei, hanno sei anni con lui, hanno ottant’anni o hanno vent’anni con lui. Sono vecchi che ieri erano uomini e l’altro ieri ragazzini suoi coetanei, non di più, non di meno: vi diranno se la vostra visione riguarda l’età o meno. E quanto il “rispetto dovuto” vada tenuto in considerazione.

Spesso i vecchi rompicoglioni li rompono anche ai propri coetanei più pacifici.

La differenza d’età conta, conta eccome

ragazzi

ragazzi simili a questi

Periodicamente scopro l’acqua calda, eccomi qui di nuovo. Normalmente mi rapporto a gente che ha oltre 20 anni meno di me abbastanza familiarmente, concedendo volentieri una confidenza che forse non dovrei; non so se si o se no; ci sto iniziando a riflettere.

Questo sto imparando: a parte i classici del rispetto eccetera, che lasciano il tempo che trovano quando suonano da “abbassa lo sguardo”, seriamente, quello dell’incomunicabilità intergenerazionale rischia di essere un problema che ora conosco anche io: si può essere simili e comprendersi, ma ci sono cose che sono sempre e solo frutto dell’esperienza personale: quanto più ricca e varia sarà, tanto più comprenderemo gli altri nella stessa situazione: raramente però accorderemo agli altri il privilegio di riconoscere che ci capiscono e che sanno esattamente come ci sentiamo, perchè ancora non abbiamo finito di vivere quella sensazione, uscendone e comprendendo quanto comune al resto dell’umanità possa essere. Continue reading →