“guarda le mie seghe! – mentali, e cosa avevi capito?”
Quelle che molte persone chiamano “seghe mentali” sono semplicemente ragionamenti. E con ragionamenti non intendo tanto QUESTO (che, per carità, è giustissimo) quanto piuttosto i significati 1 e 3 del Vocabolario Treccani (QUI). Ma cosa accade? Accade che ti prendi i tuoi pensieri, che di giorno in giorno si nutrono di nuove informazioni, punti di vista, opinioni, considerazioni, critiche, ribaltamenti, ma soprattutto DOMANDE, e te li meni di brutto. Li incroci, li confronti, verifichi, vedi che cosa ne esce, magari dici solo che quello che ti sembrava vero ora non lo sembra. Se per il “semplice” dilemma del tram (trolley problem) NON ci sono soluzioni ma più che altro puoi usarlo per capire come tu pensi, come tutti noi pensiamo, in quale modo le persone si comportino davvero e non in modo ideale e magari perché … non si vede perché non potresti avere pensieri, domande e … ragionamenti relativi a questo. A volte potrebbe essere il semplice “se questo, allora quest’altro”. Ma come dice il buon Casto, naturalmente ,la parte “SE-QUESTO” spesso è quella da verificarsi. Ciononostante porre sul piatto questo tipo di “if” non è ininfluente: spesso spinge persone capaci a chiedersi “si ma… quell’IF li, iniziale? Lo verifichiamo o no? Perché a me la risposta a quella domanda mi interessa, non mi va bene se va così, non mi piace, quindi vediamo se quell’IF è vero”. Ed ecco l’evidence based: la verifica, il metodo.
Bene, quando leggiamo i saggi, le domande, stiamo guardando le seghe mentali di esseri umani, guardiamo fisso nella loro mente, lo srotolarsi ed il chiedersi, il dubbio, le eventuali fallacie o la loro correzione.
Guardoni.
Un tipo che non vedo da anni mi dice di “passargli il CV via FB” ed usa frasi come “efficientare” ed “ho efficientato me stesso”.