Eccoci ad un meraviglioso “e adesso cosa faccio?”.

si non è così eh
Non l’ho cercata, non ci ho provato. Ma lei mi ha mandato i segnali, mancavano solo i cartelli. E quando gliel’ho chiesto, le ho chiesto “ma tu cosa vuoi” mi ha dato un piccolo, dolcissimo, imbarazzatissimo, “mi piaci”. Che potrebbe essere mia figlia lo dobbiamo dire per dovere di cronaca, pensando al fatto che un mio amico ha una figlia di quella età.
Certo il suo è stato un errore. Ma quell’errore è vivo, è un fatto.
Quindi ora? Cioé io non sono mica abituato a considerare davvero esistente il mio corpo. Mi sono abituato a non essere desiderabile, ad essere invisibile. Virtualmente uomo, virtualmente maschio, un essere asessuato di forma maschile che, proprio per questa situazione di “disarmo” può con sicurezza lavorare con le donne, di qualsiasi età, senza timore, sempre senza l’intento, sempre senza provarci. Certo dicendo ormai come un mantra che sono libere di provarci loro, ma… ormai era per scherzo, perché i miei soggetti femminili non “sentano” di trovarsi con un gay, che non sono. Ma tutto qui.
Mentre le sciorinavo il mio solito discorsetto di spiegazioni mi sono accorto che le succedeva qualcosa. Sempre di più. E quando ci siamo rivisti pure. E quando l’ho portata in un posto mancava che mi urlasse “MA SEI COGLIONE MI PIACIIIII” e io ho cercato di fare finta di niente. Perché … Continue reading →