Levi/Ensler – brava Piemme!

Nel 2007, Eve Ensler scrisse “A Memory, a Monologue, a Rant and a Prayer” assieme a Molly Doyle. Nel 2012 la Piemme ha avuto la brillante idea di intitolare la versione italiana niente meno che “Se non ora, quando?” seguito da altra roba. Se si tratta di un deliberato affronto “ribelle” è un po’ idiota. Primo Levi è stato un uomo, quindi un maschio. Molto male. Primo Levi è stato anche un ebreo. Sul fatto che fosse un male ad Auschwitz sono stati sicuramente d’accordo.

Inizialmente ho pensato solo che alla Piemme fossero un po’ scemi. Poi che a qualcuno in testa risuonasse il vecchio titolo ma si fosse dimenticato che stava copiando un premio Campiello del 1982. Io non l’ho mai letto ma mia madre, non ebrea ma profuga di guerra, lo ha letto e spesso ne citava il titolo, motivo per cui risuona in testa anche a me.

Poi però ho pensato che buona parte del pensiero della Ensler scaturisce dalle violenze subite dal padre (maschio, ebreo). Paranoico io? Cervellotico? Può essere. Continue reading →

va’ dove ti porta il pene

Sicuramente la Tamaro ne avrà sentite di peggio. Ricordo di non aver mai letto il suo libro, né tantomeno di averne sentito il desiderio. Ma qualche curiosità si.

Invece si chiacchierava dei meravigliosi titolisti dei film porno italianizzati, come “Biancaneve sotto i nani” ed amenità di questo tipo. Erano geniali. Ho preso in mano anche un giornale anni 60-70 che doveva essere davvero molto osé per il periodo, in un mercatino dell’usato che seguo per lavoro social. E siccome le foto non mi attizzavano particolarmente ho dato un’occhio ai testi.

Beh ragazzi, che impegno! 🙂 Sono spassosi. A partire dai titoli, ma anche i testi funzionano e non sono scritti affatto male. E stiamo parlando di roba che ai tempi era considerata alla stregua della pornografia. O forse era pornografia, non saprei.

Se vi capitano, senza vergogna, date uno sguardo ai testi. Carta gialla, stampa dei neri in stile “Lanciostory”, molto vecchio, cartaccia leggera. Ma uno spasso. Il fatto che un testo simile oggi, in un contesto simile, non sia nemmeno pensabile, comunque, la dice lunga sull’abbassamento generale della qualità della comunicazione testuale. Devo dire così, testuale. Scritta? Bah. Parlata? Bah, non so. Ad ogni modo il livello era più alto, persino nella cartaccia.