schiaffinfacciallatristezzacomoda

Oh si. Ho ricevuto una sonora strigliata, anche se lui non sa di avermela data, da un ragazzo col quale ho parlato ‘sta sera. Quanto mi sono dato da fare per migliorare la mia condizione? Quanto davvero va male? Lo so che sono cose che mi sono già detto da solo. Io l’opzione exit la tengo. Ma allo stesso tempo bisogna muovere il culo, non galleggiare, non vivacchiare. Devi farti il culo per cercare di avere quello che vuoi. Lo so che io voglio qualcosa che solo un’altro essere umano mi può dare.

Ma devo essere in una certa condizione. Offrire qualcosa anche di carino assieme a tutta la serie di merde problemi casini che io sono. E non abbracciare solo il lato piacevole della mia esistenza, quanto invece fornirgli delle solide basi continuative. Poi posso sempre morire. Ma attualmente… c’è parecchio da fare ancora. E da apprezzare.

Lo so, non cambia tanto tanto. Ma ci sono cose meravigliose che io HO e che prima non avevo. Ci sono cose meravigliose che mi mancano, ma mi mancavano anche prima. E se è vero che le ho perse dopo averle avute per poco… comunque quel poco c’è stato.

E’ comodo dire vitadimmerdaohnessunomiameràmmai. Magari restando chiusi in casa. E chiuse (molte donne dopo un casino non si mostrano più, attorno o dopo la trentina). E’ più scomodo fare qualcosa. Fare qualcosa senza sapere se avrà esiti. Ma io cammino in avanti, col machete in mano, avanti nella foresta, mi guardo attorno e faccio quel che devo fare. Ma se per caso c’è una donna che mi fissa, in questa cazzo di foresta, devo essere li con lo sguardo dalla parte giusta.

Dieci secondi di grinta. Prima di dormire butto su un po’ di lavoro eh?

Che domani vedo la mia primissima ex. Quella che ha dato inizio a tutto. Con leggerezza. Ora quel dolore lo ricordo come a guardare una figura o leggere una descrizione. Puoi immedesimarti, puoi farti prendere, oppure per niente. Ho passato l’infermo quella volta. E tutte le volte dopo sono state una fotocopia di quel dolore. Ho imparato molto quella volta.  Ma ora lei è sposata da un anno e mezzo. Mi sembra sempre bella, forse un filo filo sbattuta. Ma le parlerò volentieri e con serenità. Com’è bello questo.