E’ venerdì. Ormai sono schiavo del frittino ambulante. Il furgoncino-baracchino di un tipo che viene da una grande città vicina, nella quale hanno un ristorante coi controcosi, di quelli che “teniamo aperta la cucina parecchio perché sai , arriva gente bene anche alle 15 … sono abituati che quando arrivano arrivano… e quindi…”.
Quindi la parte “gastronomia” sotto vuoto che hanno li … ecco, arriva da un ristorante di questi. Ma io vado li per il frittino. My god. La mia dieta ora mi consente variazioni interessanti. Ma il fritto è sempre fritto. Certo, quello è più leggero, e c’è la tempura, e tutto quello che vuoi. Comunque è ultra stra mega fanta deppiùBBuono.
E io me lo pappo.
Poi vado a pijiarmi il mio caffettino nel mio barettino fighetto (al mio livello, non frequentato da fighetti) preferito, ancora cantando le lodi del baracchino e proponendo a Matteo di inventare un progetto, una collaborazione un salcazzo cosa ma bisogna.
La giornata della raccolta-modellaggine non era male. Continue reading →