sei strano

Sei pazzo! 🙂 Sei strano! 🙂 Sei fuori! 🙂 Sei particolare! 🙂

Tutta la vita che sento questo. Chiedersi cosa sia normale ti viene spontaneo, quindi. E ovviamente cosa sia normale lo stabilisce la statistica. Il comportamento diffuso, la conformità più piatta: il comportarsi quanto più possibile “come fanno gli altri”.

Che se magari parli di educazione o di stare a destra per strada non è male; ma se si tratta di vivere… mah.

Certo lo dicono sempre col sorriso, non è un’offesa. Ma forse la cosa spaventa, è imprevedibile? Eppure non sono uno imprevedibile, anzi.

Certo, mi piace prendere e andare, senza pensarci troppo. Voglio andare la: posso? No. Resto. Posso? si. Vado!!

Poi torno eh.

Dai 20 in poi ogni volta che qualcuno diceva “andiamo al mare?” (2 ore circa) in un sabato sera qualsiasi, magari in pizzeria d’inverno, io sempre “CERTO! partiamo!!!”. E poi scoprivo che era sempre uno scherzo. Tutt’ora se qualcuno lo dice io sono già al posto di guida.

Cento anni fa qualcuno disse “ok, facciamo come vuoi tu”; quindi ho preso la carta stradale del TCI sezione NORD, ho aperto dove si vedeva tutto il nord, ho chiuso gli occhi e puntato il dito a caso. E siamo andati. Questo non è mai più stato fatto, ma ogni volta ne parlano. Ma allora se vi era piaciuto perchéccazzo…

Vabbé.

Strano. Ma strano che? Ma cosa?!!!

eccone un’altra. Che succede?

Stavo facendo delle foto di famiglia. Ad una brutta famiglia. Il cui padre ha un atteggiamento che non mi piace. Che è evidente che sotto sotto si rompe le palle e che non ha voglia di pagare. Mi hanno chiamato loro. La bimba è piccolissima; comunque mi sorride e questo mi basta. E partecipa per quanto possibile. Mi ha rigurgitato su un po’ di roba, ma fortunatamente la madre si è offerta di portare tutto a lavare e io ho candidamente detto “SI GRAZIE!”.

Finito tutto questo, in cui io mi sento svuotato perché l’energia profusa serve solo a guadagnare del denaro, mi arriva invece un messaggio.

Avevo condiviso su instagram una storia di UN ALTRO. Di una figa pazzesca in una foto che farei senza dubbio ma con una BALLERINA o una ginnasta. Altrimenti col cavolo che fai quella posa. E il messaggio, già il secondo, dice wow, yeah fantastico, arte.

Spiego che non è mia, ma ricordo il nome e che non intendeva fare nudi. Ma non vede l’ora. Perlò mi vergogno. E ho problemi. E il corpo. Però vuole. Ma non vuole.

Un’altra, anche lei, sembra volere. Due oggi. In effetti io non espongo mai i miei nudi. Di nessun tipo. E quando ho ri-condiviso la foto di un genio (ma credo sia di una lei) che ha simulato la masturbazione femminile ma tra le pagine di un libro, TRAC, anche la mia modelal francese si è fatta viva per sapere com’erano venute le foto che avevamo fatto mesi fa. E che torna a Natale.

E poi verso sera lei. Che ha l’influenza, quindi vale come emergenza dice, senza molestie, fammi mangiare che non ho cibo.

Mi ha anche chiamato un vecchio compagno di classe che deve aver letto un mio sproloquio su facebook, convincendosi che facevo per lui e che potevo fargli un video promozionale per la sua attività.

Boh. Io in effetti oggi ero ad ospedali, funerali, e foto a poppanti. E ho roba da consegnare. io ODIO avere roba da consegnare. Cazzo!!!!!!