Casalinguo

vintage bullshit

Io lavoro a casa. La sala di posa ovviamente non è in casa, ma nel mio lavoro la quantità di azione richiesta per arrivare al risultato si svolge per circa il 15-20% “sul campo”. Per il resto: computer.

Quindi lavoro in casa, sto qui. Apprezzo molto il poter appoggiare le chiappe sul divano, se voglio. Quando sono diventate quadrate sulla sedia … posso dire: vai sul morbido. E siccome ho precisissime immagini stampate a fuoco nel tempo di situazioni in cui avrei pagato per poterlo fare… o momenti in cui hai botte di sonno e ti sdraieresti anche a terra … e sono a casa e se voglio fare un pisolo lo faccio e basta, tanto sono io che poi devo continuare il lavoro … apprezzo.

Certo non apprezzo un cazzo che adesso si è scassata la macchina e se per caso fossi così pazzo da entrare presso un concessionario tutti riderebbero a crepapelle: o sei dipendente a tempo indeterminato, per giunta, o devi avere il malloppo. Non esiste finanziamento per il lavoratore autonomo.  Continue reading →

Non sappiamo più comprare le cose

cara, ma mi tradisci? ASSOLUTAMENTE NO.

– cara, ma mi tradisci?
– Certo che no!

Chiediamo all’oste se il vino è buono, oppure ancora: quando l’oste ci decanta il suo vino*, noi, a bocca spalancata, lo ascoltiamo e troviamo convincenti le sue parole e facciamo “ahhh” e si si con la testa.

Ora, tra questo e i vecchi del paese che erano diffidenti verso qualsiasi cosa, e che per tutto avevano disprezzo di base (compreso il “chi disprezza compra”) … esiste la via di mezzo: l’esperienza e la conoscenza, uno spirito critico che si basa sulle caratteristiche e non sui decantati vantaggi derivanti da non si sa cosa di preciso. Continue reading →