Figlio di te stesso

In questo periodo devo essere nella fase maniacale. Sento che quella depressiva è lì sotto da qualche parte. Ma non spinge, non mi artiglia, non morde.

Osservo, cerco di andare avanti, mi ricordo il mio programma: se vivi fai qualcosa per stare meglio, altrimenti muori. Ora sono sul primo “se”. Osservo tutti questi che figliano, figliano, figliano appena possono. Ieri una ragazza che dev’essere diplomata dall’anno scorso mi ha dato l’idea di essere la classica neet. Non fa niente. Non studia niente, sembra che non cerchi niente. A questa domanda, sua madre, presente al primo incontro, ha preso la parola al suo posto dicendo con la determinazione del “e più non dimandare” con un laconico “con calma”.

Cosa fa? Non me lo spiego bene. Sembra che non faccia un cazzo, che non le interessi un cazzo. Le è scappato un “il mio ex le odiava e quindi hanno iniziato a fare schifo anche a me” riguardo ad un capo di abbigliamento: concordo col suo ex, ma mi spaventa il fatto che lei abbia cambiato il suo pensiero.

Ad ogni modo ad un certo punto il mio pensiero torna su tutti questi che come scopo nella vita hanno la riproduzione, tirare su figli. Non mi addentro sul discordare o concordare con questo.

Ma ad un certo punto penso: iniziare a prendere il posto di tuo padre e tua madre e prenderti cura di te stesso forse potrebbe essere visto, parlo davvero solo di “punto di vista”, come essere genitore di te stesso. Il sacrificio che i genitori fanno per i figli, i Genitori, intendo quelli che meritano di essere genitori, che sono davvero dei buoni genitori, quel sacrificio è grande, supera quello che farebbero per un interesse personale, anche di comodo. Pigrizia? Eh, ma è per mio figlio. Soldi? Eh, ma è per mio figlio. Nciovvoja. Si ma è per mio figlio, è mio dovere, lui conta di più. Assicurazione? Chiedere l’aumento? Cambiare città perché la scuola è migliore? Quartiere? Aria buona? Macchina? Trovare il tempo? Se è per i figli il tempo si trova. Su questo non posso non fare un inciso polemico: quindi il tempo si trova e basta, non sparate cazzate sul fatto che non avete tempo: se per i figli lo trovate, allora semplicemente è possibile trovarlo. A parte questo: quando si tratta di tuo figlio, tu le cose LE FAI. Ci pensi. Vale sempre la pena. Continue reading →

SONO UNO ZITELLO

Pur convivendo felicemente con una donna, sono sostanzialmente uno zitello. Non ho la morosa. Non sono sposato. Dire che sono single fa figo, ma per guardare in faccia la realtà devi essere non politically-correct.

Dunque? Beh, ho contemplato l’idea di andare a puttane, naturalmente. Ma non sopporto letteralmente l’idea che qualcuno si faccia toccare da me per avere qualcosa in cambio. Fa sentire me una merda. Anche in questo caso lo dico quindi nel modo più schietto possibile: so che la prostituzione è un problema, ma esistono (le conosco) prostitute che non sono obbligate a farlo. Ciononostante soc he vogliono soldi, non vogliono me. Quindi si fa un po’ più fatica, ma le persone come me non sono poi così rare.

C’è proprio il sentirsi soli. Ma attraverso il mio lavoro ora ho conosciuto così tanta vita e vite che questo aspetto si sta calmando. Sembra quasi di essere tornati a scuola, nel lato sociale che la mia scuola e la quantità di tempo mi permetteva: scambiarsi vita, confrontarsi. Per me non è una esigenza scemata col tempo. Anzi. Forse si è un po’ esasperata perché quando frequenti una sola persona per la maggior parte del tempo non lavorativo può capitarti di avere ormai ben chiaro il suo punto di vista. Oppure può capitarti che non gliene freghi nulla di sviscerare questioni per te interessanti. Continue reading →