ambiguitaggini #39487

si non a questi livelli di fichezza eh

Un’altra modellettacheviendallacampagna giunse in quel del mio studio per vie instagrammatiche. Ovvero non l’ho conosciuta di persona. Il meccanismo è semplice. Quando qualcuno/a mi segue do uno sguardo veloce e se mi pare che non sia proprio un cesso amorfo chiedo se per caso sono interessati a posare. Lo era.

Appena maggiorenne, quando è arrivata si è rivelata essere in sovrappeso, ma (scopro velocemente poi) ex anoressica. Molto fotogenica in viso, sguardo interessante.

Ma c’è questa cosa del posto dove mi affittano lo studio: il presidente mi ha ultra preso per il culo l’altro giorno, molto molto bonariamente (cioè ridere CON, non ridere DI) ma ferocemente ricordando agli astanti che era davvero felice di aver appena avuto un maschio e non una femmina, perché i video in cui le ragazze che sono state da me un secondo dopo lasciano un video in cui – secondo lui – sono tutte dolci e carine ma ambiguamente sexy e dicono tutte cose che da padre arriveresti al volo e mi uccideresti subito. In effetti sembrano tutte “coy” ad uno sguardo malizioso. Ma io sono li e so che solo il 5% è davvero malizioso e solo lo 0,01% lo mostra in quei video: sono entusiaste e tranquille, trasmettono (per fortuna!!!) quello che mi serve “puoi venire qui, non ti mangia nessuno” e se si conoscono tra loro si tranquillizzano. E contemporaneamente mi fanno pubblicità. Ho iniziato questa cosa io e in zona non osa copiarmela nessuno perché è legatissima al marchio e per qualche motivo hanno questo pudore a non scopiazzare ciò che è chiaro che faccio io. Continue reading →

body shaming

Sotto questa definizione fichetta si nasconde il “prendere per il culo la gente per il proprio corpo”.

I bambini lo fanno sempre. Se hai una parola per definire quella cosa, da bambino, la usi. Se esiste un’alterazione la usi. Se è bastardo questo uso, tu lo usi.

penitenziagite

penitenziagite

Da adulti diremmo “per darsi importanza”. Se portati a sociologia o psicologia diremmo “per far parte del gruppo” (del branco, per senso di appartentenza) – certo, purché il gruppo sia la maggioranza.

Il diverso ha qualcosa nel proprio corpo che gli altri, la maggioranza, non hanno. La maggioranza, i normali, non hanno gli occhiali, non sono troppo magri o troppo grassi, alti, bassi. Non hanno i denti troppo o troppo poco qualcosa. E così per ogni altra parte del corpo, della pelle e della sua pigmentazione (lentiggini comprese).

Credo sia riprovevole, da non fare.

Nonostante questo… il mio cervello? boh, fa sempre due giudizi immediati nonappena si presenta un altro essere umano: te lo/la scoperesti: si/no. E “bello/brutto”.

Così, rapido, ultrarapido forse. Di solito è rapidissimo con maschi, anziani e bambini nella prima fase. Non mi scoperei bambini, anziani e in ogni caso non maschi. Spesso questo impulso è mischiato: l’essere attraente o il suo contrario (repellente) sono mescolati: senso estetico generale?

In qualche modo sono io, sono la stessa persona che penso “che cicciona di merda”, tanto quanto lo penso se vedo me stesso allo specchio. Di sicuro l’eccesso di magrezza, verso il quale sono sicuramente meno sensibile, mi provoca comunque ribrezzo: se mi ricordi uno scheletro o la morte, tutto penso fuorché sei bella, ergo ultrarapido l’altro pensiero inespresso ma eseguito in automatico “non ti scoperei”. Ma questo accade e basta.  Continue reading →