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sbattersene e via
Di tanto in tanto mi faccio problemi. Mi PONGO problemi. Mi faccio domande. Mi espongo al confronto, al dialogo, con persone che hanno espresso opinioni rispetto ai campi di cui mi occupo professionalmente.
Cioé faccio una cosa per cui mi pagano in misura tale da non dover fare un altro lavoro per pagare l’affitto e sopravvivere.
Tempo fa era un lavoro, oggi è un altro.
In ogni caso ho sempre trovato chi mi ha fatto pensare di essere inadeguato. Le argomentazioni esposte mi si appiccicavano addosso. Avrei dovuto smettere o migliorare sensibilmente, spesso studiando molto per fare le stesse identiche cose ma essendo in grado di controbattere con una serie di nozioni a chi aveva studiato. Ma il mio lavoro sarebbe rimasto invariato: il servizio od il prodotto che soddisfacevano il mio cliente (fosse esso diretto od una funzione aziendale) non sarebbe cambiato. La mia sensibilità nel variare il mio modo di agire professionalmente provengono sempre dall’ascolto del cliente, se mi è possibile, oppure alla risposta in termini di vendite che rappresenta comunque l’espressione di una preferenza, di una scelta.
Spesso, parlando con colleghi, prima e anche ora, questi mi guardano e mi dicono “ma che cazzo di problemi ti fai? Fallo e basta!” Continue reading →