lo spirito dello stronzo passato, che sia ancora presente?

Stavo lavando i piatti. Non so nemmeno cosa le ho chiesto. Ah si. Ora ricordo, stavo riflettendo sulle spese condominiali. E quindi con B siamo tornati a confrontare com’era prima che comprassimo casa. Fino al 2010, dal 2000 circa abbiamo normalmente convissuto: diviso tutto a metà. Ma prima io non vivevo con lei. Ero un ospite. E questo lo ricordo. Ricordo molte cose.

Ma quello che non ricordavo dei due anni precedenti, che pure sono stati la base per stare assieme per tantissimi anni, è quanto io sia una persona di merda. Questo figlio di puttana qui, mi dice lei, B, non era solo ospite nel senso che non pagava l’affitto la corrente l’acqua. Non eravamo assieme, non sapevo se stare con lei o con un’altra, vivevo principalmente ancora a casa, stavo cercando di finire di pagare un’auto che dava mille problemi, avevamo appena iniziato ad essere assieme. Lei era stufa di vivere coi suoi e aveva deciso di andarsene. E il suo ragazzo di allora le aveva rotto le palle. Confrontato con lui io le davo – sembrava – ciò che voleva. E mi interessava, soprattutto. Ma il qui presente pezzo di merda sbafava, mangiava gratis. Io non mi capacito di poter essere stato così un pezzo di merda. E sapete perché? Perché – mi fa schifo solo sentirlo, ma dice che lo dicevo io – ho detto che “dove mangia uno mangiano due”. Cioé… io, che ero ospite, dicevo questo. Che schifo vomitoso di essere dimmerda. Perché fa schifo? Non riesco a capacitarmene proprio, di poter avere pronunciato, e convintamente, queste parole… perché in tutto quello che io sono in rapporto ad un partner io NON VOGLIO che ci siano di mezzo debiti, soldi, beni-e-servizi. Ma questo da molto, molto prima di conoscerla. E quindi da dove cazzo viene fuori questo ragionamento totalmente incoerente? Ma non basta, non basta, venite a cagarmi addosso ragazzi, sentite quanto me lo merito, che il fenomeno da baraccone vi fornisce subito delle nuove ed utili argomentazioni. Continue reading →

Credo che andrò a fare colazione al mac

Lavorando spesso di notte per me, tra sabato e domenica, non è inusuale andare a farmi un caffé al Mac. Di tanto in tanto mangio anche, ma solo se è il periodo “non solo cacate del mac” (chianina, carne normale, formaggio noncheddar, eccetera).

La colazione invece mi è sempre piaciuta: colazione salata, se vuoi muffin salato , oppure omelette, eccetera. Ovviamente con spremuta, che mi da una carica pazzesca. E il caffé non fa affatto schifo, anzi, per lo standard di queste parti è pure buono.

tipica foto stock 🙂

Ovviamente mi odiano, perché io arrivo proprio ALLE 7 (non sanno che sto aspettando dalle 5 perché ruotino quel fottuto menù) e preparare la colazione salata probabilmente richiede qualche complicazione. Ogni cazzo di lavoratore nel food dovrebbe avere avuto un PROPRIO ristorante/bar, per capire come funziona e che il cliente non è “quel tizio che si materializza dal nulla per farmi fare cose che non ho voglia di fare”, ma quello che compra quello che offri. Lo offri tu, la tua azienda. E, ad esempio, gli girano i coglioni se, fatti 10 km e uscito di casa per venire da te, gli dici “ho appena pulito la macchina”. Non posso rispondere “me ne sbatto il cazzo” solo perché poi tanto mi faresti un caffé di merda. Ma il punto è: qui fate caffé, giusto? Allora perché non smetti di farlo DOPO aver chiuso? Fate spremute? si? Perché non lavi la macchina DOPO aver chiuso? Il tuo orario di lavoro non è quello per la clientela, sono due orari diversi. Se fosse IL TUO bar, forse ci ragioneresti.

Non tutti i baristi sono così, anche se proprietari. Ma quelli che hanno capito, si; quelli che hanno voglia di lavorare, si. Altri sono quelli che si lamentano perché arrivano i cinesi, i kebabbari, gente che tiene aperto quando loro tengono chiuso, gente che lavora quando serve ai clienti e non quando je pare a loro. Gente che, in sostanza, individuata la domanda, la soddisfa. Non gente che fa offerte SPERANDO che la domanda corrisponda.

Mancano ancora 40 cazzo di minuti. Continuo a lavorare eh? 🙂