i troppotardici

La specie dei troppotardici vive in stratta relazione con altre. Alcuni la considerano di tipo simbiotico, altri parassitario, altri ancora di una mera condivisione della stessa nicchia ecologica. Il Dottor Harrison Ford Fiesta dell’Università del Winconscious, neurobiochimico psicomolecolare fisiobiologico dell’etologia etnica sociologica osserva che, secondo i suoi studi, questa sembra essere più una reazione : una causa-effetto.

Il troppotardico “in sé” , afferma il Dr. HFF, non esisterebbe: le specie causanti generano l’ esistenza degli altri dopo un lasso di tempo variabile di aspettativa, partendo da un nucleo originario elementale, ibncrementando fino a quello di pensiero. Da pensiero diverrebbe pensiero ossessivo ed in seguito passerebbe allo stadio “mesorrottolicojoni” sfociante, ora esplicito e udibile in un pronunciato a voce alta “ormai è troppo tardi” quando il non-troppotardico effettua un cambiamento tale da soddisfare le aspettative della specie “ospite”.

L’aspettativa, gonfiatasi in una bolla, scoppia e non esiste più. Nasce quindi il troppotardico, caratterizzato da presenza di capacità, atteggiamenti, abilità, pensieri, attitudini e disposizione d’animo verso cose inutili che lo sarebbero state fino a poco prima. Quanto poco è determinato dalla variabile di Minghenberg, dall’omonimo teorema che afferma “è troppo tardi in B in misura pari ad una frazione di nanosecondo dopo la decisione di cambiare o manifestare il cambiamento in A”.

Secondo recenti studi di scienziati indiani nessuna esplosione di bolla e conseguente generazione di troppotardico ha una vera necessità di esistere. Ad esempio alcune specie di troppotardici sono dediti al commercio. La specie-target desidera un prodotto che il troppotardico riesce ad ottenere giusto un secondo dopo che la specie-target ha perso la fregola di avere quella determinata roba. Essa era e rimane quella determinata roba. La sua necessità intrinseca non varia. Varia la voglia della specie target. La sua insoddisfazione “entro quando dico io” genera quindi il troppotardico e la troppotardica (assai rara).

Moltissimi troppotardici sono generati dal semplice scorrere del tempo e la relazione con oggetti: un troppotardico classico è l’acquirente di Ferrari. Il momento giusto per goderne a pieno è sicuramente assai prima della possibilità economica di goderne.

La teoria del dottor HFF è tutt’ora in discussione presso le maggiori università del mondo, ma pare che interessasse l’altro ieri. Oggi no. Troppo tardi, hanno dichiarato quelli che prima erano interessati. Le sue considerazioni rimangono quindi utili alla prossima ciclica invenzione dell’acqua calda.

 

canon e il display che mostra una ELLE

lockoddueCapita a volte che tu tu legga tutto il manuale. Io perlomeno faccio così. Mi arriva una roba e io leggo TUTTO il manuale. Poi però escludo cose che – decido – non userò mai, pur riconoscendone il potenziale valore. Una di queste è il tasto “LOCK” delle mie 5D.

Non lo uso. E’ possibile anche impostare cosa debbano bloccare. Ma io semplicemente dico “non lo userò mai”.  Un giorno però mi si presenta, in pieno shooting, si, avete capito, una bella “L” nel display a cristalli liquidi. Non ho tempo di studiare cosa caspiter stia succedendo, prendo l’altro corpo macchina e continuo a lavorare.

Prima di riprendere in mano il manuale attivo il live view e invece di vedere una scritta “L” vedo la scritta “LOCK”. Guardo il fottuto tasto: è lui. Ho preso dentro? Qualcuno non si è toccato i maroni? Non so. Comunque lo rimetto a posto, smanetto: funziona.

Tornato a casa prendo il manuale (quello in PDF che è completo) e infatti era lui e la fottuta elle.

Capita? Ah non so. Ma meglio così. la 5D non ti diceva niente con il selettore lock. Queste almeno qualche segno lo danno.