IL DEMO

Il pensiero di morire, abbandonare, andarmene, uscire dalla vita non mi molla mai. L’inadeguatezza sempre, sempre essere fuori “moda”, questa è la forma che prende, essere fuori tempo (insomma sempre fuori dai, diceva quello), sempre in ritardo, hai imparato una cosa, forse, ma non serve più. A chi? Beh non a me. Lo so che il discorso è sempre quello.

Ultimamente il nuovo “faccio quello e poi muoio” è il recupero del demo di tanti anni fa. Voglio farne una produzione professionale. È stato interessante… anzi emozionante, arrivare a trovare il backup che avevamo fatto nel 2001 e anche anni prima. In alti post magari potrei raccontare le faccende tecniche che lo riguardano. Ho fatto largo uso di assistenza Ai per imparare cose. Poi le devi imparare tu eh, sia chiaro.

Ma la sensazione resta. Di fare schifo, di essere inadeguati all’esistenza, soprattutto esistenza competitiva. La voce costante “sei un coglione, fai schifo, muori merda, togliti dal cazzo, non rubare l’aria agli altri, parassita, vecchio schifoso” … è difficile fare 1) sistema mindfulness ovverosia “notarlo, metterlo da parte, proseguire” 2) anche fermarsi un secondo e dire “si, mediocre si, ma il peggiore dei peggiori no, esiste di peggio, in quanto mediocre devi saperlo, non eccelli nemmeno nel fare schifo… il che non è tutto sommato un male eccessivo ma, appunto, mediocre”.

Dici … beh, ormai ho dato, superata questa età basta. Non siamo evoluti abbastanza per (co) esistere così tanto. E infatti, confermo, datemi subito il sistema rapido e indolore, lo desidero, voglio averlo qui: aspetto che la pressione diventi nuovamente insopportabile… lo sapete, niente di nuovo. Codardia, paura, fragilità, insofferenza alla sofferenza, ipersensibilità mia e poca a quella degli altri… sono tollerabile, ma da tollerare. “Difficile e faticoso” disse qualcuno che scemo non era di certo, pure se avvelenata d’amore (veleno per lei, per me era bello).

Ma se penso OGGI al tasto rosso, che non ho purtroppo – ed è un dramma per me – ancora, penso yep, lo voglio lì ma adesso ho questa roba che mi interessa da finire. Completamente più insensata ogni giorno che passa, completamente… come una canzone cantata nel deserto, un dipinto in una grotta nascosta. Totalmente senza senso. Come… indovina cosa? 😉

3 pedanterie

ATTENZIONE QUESTO POST CONTIENE PERVERSIONE SESSUALE

Ovviamente chi fa questo non legge qui.

Quindi è come spiegare ai seguaci della scia chimica che è una cazzata. Non leggono la spiegazione.

E lasciamo qui, lettera morta.

“gli” = a lui; se proprio proprio priorio : a loro.

Ma mai, mai, mai è complemento oggetto: cioé NON ESISTE dire “GLI HO VISTI”. Ho visto essi, ho visto loro, ho visto i tuoi fottuti coglioni. LI ho visti, ok? LI <—– LI! porcoddue.

vado al lavoro, non vado “a lavoro”
Non chiedetemi perché. “a lavorare” = right ; “al lavoro” = correct ; “a lavoro” = WRONG (beeeeeeep!)

il verbo CENTRARE si usa quando si fa CENTRO con un’arma da lancio, una pistola, il tiro a segno, l’arco, le freccette, un pugno sul naso. “Ti ho CENTRATO” = ho fatto centro su di te.

Quando invece “c’entra” o “non c’entra” una sega, non c’entra un cazzo, è “entrarCI” non-ci-entra , quella determinata cosa ENTRA o non ENTRA in quel determinato argomento. Ok?

Rendiamo una merda l’uso errato di questa merda (di merda): “non centra una sega” ; ora dovete subito visualizzare due tipi di situazione: NAMBER UAN: un carpentiere ubriaco si appresta, barcollando, ad afferrare una sega di quelle che si vedono nei fumetti quando uno russa e sega il tronco, ma non riesce! Non riesce proprio! Allunga il braccio e la manca! Allunga di nuovo a destra e la manca! SWISH! Inizia a bestemmiare in toscano (sono grandi nella bestemmia i toscani)… e niente, non la becca proprio sta sega. Ecco, il carpentiere non centra una sega. QUELLA sega. Non la centra proprio.

NAMBER CIU, facciamola porno. C’è Sasha Grey, colei che ha reso famoso ciò che forse io apprezzo (e anelo?) più di qualsiasi altra pratica sessuale, il soffocone come forma divina d’arte. C’è lei di fronte a Rocco col suo popparuolone ritto che se lo sta menando su e giù, su e giù come il palo della cuccagna ma fatto di pene. E lei a quattro zampe e bocca aperta di fronte cerca, da sopra di ingoiarlo come se fosse la fontanella al parco con lo zampillo… senza usare le mani poverina, cerca di abbassarsi e GHLOMMMM… niente! Eh! ma come? Mancato! Ritira indietro il collo, guarda maliziosamente il suo amante che ancora con verve e vigore si masturba forsennatamente attendendo il congiungumento del suo glande con la parte bassa del suo esofago … e lei abbassa questa meravigliosa bocca aperta con la lingua sotto a cercare di guidare il gesto ma… SWISH!!!!! Clamorosamente di nuovo LO MANCA! Ohmmioddio!!!! Ma come?!!!!

Ecco in questo caso Sasha non centra una sega. Quella di Rocco.

Avete quindi appreso l’uso CORRETTO di “centrare” e di “entrarci”.

Buona giornata.