Musica è (2025)

Recentemente alcune notizie relative alla musica – una delle cose che mi interessa di più o che sento più vicine a me, di nuovo, nella vita –  hanno contribuito a fissare delle tessere di un mosaico che difficilmente si staccheranno da me.

120.000 brani al giorno vengono caricati online.

Giovinezza ed adolescenza e gusto soggettivo: non c’è un vero “bello” che passa attraverso tutte le generazioni in generale: ciò che sentiamo da piccoli e in adolescenza, cioè quando proviamo forti emozioni, si fissa, si lega dentro di noi: le due cose si amalgamano. Forti emozioni: rabbia, gioia, amore, perdita, confusione, risentimento, stupore, scoperta, illusione, delusione, disillusione, solitudine, eccetera. In quel momento la “colonna sonora” che ci accompagna diventa “il bello”. E così ha fatto per le generazioni precedenti.

Questo rende “il bello” ancora più soggettivo ma in modo… deterministico. Anche se qualcuno ha altre cose da dire in merito, più carine.

La iper-produzione che svaluta, inoltre, mi rattristava. Ma una volta staccato tutto dal guadagno, dal riconoscimento economico o di fama…

Se ti piace qualcosa… beh da questi anni ne avrai a valangate che non hai mai sentito… ti basterà cercare “2018” e troverai miliardi di cose tra le quali scegliere e per te sarà “roba buona”.

Quindi … che vi dia o non vi dia soddisfazione economica: caricate la vostra musica, e dotatela di buoni metadati. Non è detto che non diventi un gioiello che incontri una vita rendendola migliore di prima.

E se non sapete che il tipo di Spotify investe in iA per le armi: ve lo ricordo. Potete evitare spotify, tanto sapete che vi da centesimi. È vero che è la piazza sulla quale presentarsi… ma adesso è lastricata di pietre insanguinate, vedete voi. BandCamp è lì. E poi perché non creare una piattaforma migliore, alternativa, non stronza, che non si tiene tutto e non da un cazzo agli artisti? Non si sa mai, ci si potrebbe persino riuscire.

fratello degenere

Natale non si smentisce mai; quello classico, il natale “in famiglia” per me è sempre una merda. Il grosso problema è quello di averne un preambolo descrittivo, un’idealizzazione e quindi un’aspettativa che non hai mai, mai corrisposto alla sua effettiva realizzazione. È sempre stato spiacevole nel suo bilancio totale: ci sono momenti, ma l’atmosfera generale è quella che costringe persone con comportamenti disfunzionali a stare a stretto contatto in un ambiente ed in una situazione che richiede invece un comportamento adeguato, per fare quello che deve: dare felicità e serenità. Se uno ti frusta e ti dice “SORRIDI!” che cazzo ti aspetti?

Non mi aspettavo che fosse il COVID-19 ad essere un problema e non lo è in effetti stato.

Guarda come distruggo bene i miei rapporti interpersonali e miei agganci col mondo!

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la legittimità della proprietà privata

guerrieri combattono violentemente

volevamo comprarla ma non ce la vendi

Terriera, direi. Come prima cosa.

Leggo nel Dizionario di Filosofia della Treccani “Al di là dei diversi modi di concepirne l’origine – e quindi di fondarne la legittimità – la maggioranza dei pensatori liberali è convinta che la p. privata e il sistema di mercato rappresentino uno degli ingredienti indispensabili per il mantenimento della libertà individuale e, al tempo stesso, il metodo migliore per spingere gli uomini a usare nel modo più produttivo beni e risorse naturalmente scarsi.”.

Beh, “al di là […] di concepirne l’origine e […] di fondarne la legittimità” un bel paio di palle. Al di là, un bel paio di palle. Io non discuto di Rousseau e di chi per primo recintò un terreno.
Esistono oggi discendenti di antiche famiglie nobili o latifondiste di alcune città Italiane che – ora, adesso – sono ricchi di famiglia. Trasferimenti, eredità, interessi e gruppi bancari, investimenti. Ma “al di là” i miei coglioni!

Perché vogliamo allontanare da tutto questo la brutale natura dell’appropriazione indebita? Illegittima? Continue reading →

il contrappasso sbilanciato (lacrime & sangue)

Leggevo un augurio malevolo su una storia di WhatsApp, di contrappasso, che tu possa versare tutte le lacrime che hai fatto versare! E ragionando sullo “spero proprio di no: del resto se dovessero essere riversate tutte quelle che ho versato io, da parte di chi ne era causa per parte mia, credo che questa reverse-Revenge causerebbe molte depressioni e tristezze … meglio se cerchiamo tutti di andare avanti eh?” … dopo un sacco mi è stato finalmente chiarito “si ma le mie figlie sono piccole e innocenti e non hanno colpe per cui piangere”.

Eh ma mica eri stata chiara, tesoro. Tu stai dicendo che tuo marito fa piangere le tue figlie. Dillo chiaro. Ma una volta detto, io resto a pensare.

Interessante. Si stabilisca una relazione tra Tizia e Caio. Questa è una relazione tra pari. Uno ferisce, l’altro subisce, da un lato, verso l’altro. Ma se ci metti di mezzo i figli, la relazione non è più libera. Qualsiasi cosa succeda tra Tizia e Caio, saranno sempre i sempronietti a soffrire? O comunque non saranno Tizia e Caio, liberi di essere tra loro quel che devono, pena il generare sofferenza in innocenti.

Se fai soffrire mio figlio io ti – qualcosa- è sempre una relazione impari. Sarà mio figlio a fare quel che intende fare. Non io. Ma se è un bambino?

Anche se ho generato questa cazzata per pura teoria, rimetto sul piatto la mia stupida idea: i figli ci dovrebbero essere sottratti alla fuoriuscita dal corpo per essere affidati a cure genitoriali … “della comunità”. Tutti. E nessuno. Dovremmo tutti essere reponsabili di tutti i piccoli, finché piccoli sono. E poi basta. Ma nessuno in particolare.

Tizia e Caio non si amano più, non si sono mai amati, hanno sbagliato? Devono forse risentirne i sempronietti? No. Sono figli di tutti, della comunità, non sanno nemmeno di chi sono sangue… e non dovrebbe interessare loro.

Abbiamo generato noi questo sistema sociale. Quello naturale dice solo che esci da li. Ma che sia chi ti ha generato a prendesi cura di te, questo non sta scritto da nessuna parte che debba essere così. Altre specie si comportano diversamente: tutte le femmine si prendono cura di tutti i cuccioli, ad esempio. E questi vengono su bene, maschi o femmine che siano. Certo, sono altre specie.

Ma chi ci ha convinti che noi siamo meglio? Non strepitiamo forse ai quattro venti che “più conosco le persone più amo gli animali?”. Ecco, prendiamo esempio dal meglio?

Lettura consigliata: Perché siamo così ipocriti sulla guerra?

immagine che ricorda la violenza dei forti sui deboli

questo siamo

Per l’editore Chiarelettere è uscito il libro di Fabio Mini dal titolo “Perché siamo così ipocriti sulla guerra?“. Lo consiglio. Il curriculum dell’autore non è secondario. La sua autorevolezza non gli viene solo dall’aver prestato servizio “in alto” … ma dalla parte dalla quale non ti aspetteresti di sentir parlare chiaro in questi termini delle motivazioni della guerra, del nostro atteggiamento e soprattutto di chi governa il mondo e i nostri paesi: che questa gestione venga dallo stato oppure dalle multinazioanali.

E’ un Generale a parlarci e a dirci quello che il pezzente al bar sa da sempre, che il populista ha facile gioco ad urlare per il proprio lato politico, e il poeta dissacratore o la satira affermano come un dato certo. Ma che poi, dati alla mano assenti, tacciono quando sentono in faccia l’odore dell’alito del potente che, una volta ogni tanto, raggiungono. Continue reading →