Stavo scrivendo un altro articolo pezzo roba coso questa roba dove scrivo serie di parole in fila … stavo scrivendo altro.
Cercavo una cosa che nella parte “pratica” di un corso di Inglese veniva chiamata “safe talk”; quegli argomenti (forse dovevo cercare topics) che permettono alla gente di chiacchierare senza invischiarsi in cose che potrebbero metterli “contro”: argomenti come la politica, la religione sono il loro contrario. Cercavo questo genere di argomento, definizione, esempi. Ora non ricordo perché.
A causa di questo mi sono imbattuto in qualcosa che viene chiamato “safe talk” e che riguarda la prevenzione suicidi, rivolta ai ragazzi per la maggior parte. Ci sono sfilze di siti ed iniziative su questo. Interessante, ma non mi vorrei dilungare ora… mi dilungherei dicendo che come sempre attacchiamo il sintomo e mai la causa. Cerchiamo di stordire qualcuno che abbiamo fatto ammalare tutti assieme, qualcuno che percepisce costantemente l’ingiustizia del vivere, dell’essere costretti a vivere così ed anche grazie al nostro comportamento collettivo (non come gruppo unito, ma come
In effetti io sono pro suicidio, ma di certo come espressione massima, fondante, principale, della libertà dell’esistere, perché se sono libero, posso non-esistere. E la libertà nel non essere ostacolato sta nel non rendere ostico, odioso, doloroso, lento, problematico, osteggiato quell’atto di rinuncia, rifiuto, restituzione del dono, abbandono della stanza, uscita dalla prigione. Non sono contro la vita, badate bene, e di certo non sono dell’idea che qualcuno possa, debba, decidere di quella di qualcun altro, se è libero. E rendere reato l’aiuto fa parte delle decisioni sulla vita di altri.
Ognuno sia libero di decidere per sé stesso, è la mia idea. Libero come uno è davvero libero di andare all’università se non ha i soldi delle rate universitarie o il tempo per frequentare. La libertà ha molte forme (ed era questo l’articolo che stavo scrivendo originariamente, ora ricordo) … e visto che la libertà finisce dove inizia quella degli altri, quello che si fa riguardo al suicidio è una prevaricazione, una violenza, una ingerenza vista la natura “auto” di questo atto.
Ad ogni modo in questi vari siti di safe-talk si trovano cose interssanti, si arriva anche (guarda un po’!) alla mindfulness ed altre cosine di questo tipo.
Se state guardando il bicchiere mezzo pieno e il lato positivo, ecco che è possibile accedere a questi buoni materiali.
Avete mai chiamato il telefono amico? O scritto via mail al medesimo servizio?
Io si.
Il fondo l’ho raschiato parecchie volte. Nel mio modo, certo. Alla fine credo si rischi di dimenticare che tutta questa gente avrebbe bisogno di una mano. Di soldi forse. Certo non posso andare io tra le loro fila, come potete ben capire. Ma se ad un certo punto passassi dal lato oscuro ai jedi… beh sarebbe ora di cacciare il grano, rimboccarsi le maniche ed andare a fare volontariato.