Microstock ed emigrazione fiscale

scavare buche per poi riempirle

dig and fill

Esistono in Italia, ormai da tempo, delle persone che si occupano di far emigrare gli Italiani che guadagnano dei soldi, per non farglieli buttare via.

Ne avevo sentito parlare perché per la maggior parte si tratta di anziani, pensionati che in Italia sarebbero dei poveracci, che però in altri paesi possono far valere la propria pensione come dei ricchi signori: cosa che sono, cristodiddio, perchè hanno lavorato tutta la vita. Di queste persone potete sicuramente trovare mete, vademecum, destinazioni, consigli e servizio di consulenza: lo hanno fatto per primi, poi per gli amici più cari, poi lo hanno fatto per lavoro. Gente che se ne va alle Canarie, altri in Lettonia e così via. Non vi voglio parlare di questi.

Chi fa microstock in Italia si trova, secondo alcuni, non in un buco normativo, bensì in un’eccezione speciale dedicata agli autori (ed ai fotografi in quanto autori), ovverosia chi vive di royalties. Secondo altri tale buco normativo NON si applica al microstock, visto che la risoluzione 94/E del 1997 dice esplicitamente “riaffermando   invece  la  piena imponibilita’  quando  puo’  ragionevolmente  presumersi   che   la   suddetta difficolta’ non sussista, come appunto per i diritti di autore sulle opere  di ingegneria e sulla produzione cinematografica, nonche’ per i diritti  d’autore relativi ad opere di ogni genere utilizzate da imprese a fini di   pubblicita’ commerciale.”. Che mi pare abbastanza chiaro. Continue reading →

Microstock: paypal, Italia, Tasse.

tasseeeeee!

E’ il meraviglioso momento della dichiarazione dei redditi. Il microstocker come le paga le tasse? Secondo gli esperti se si è premunito di indicare che come sistema di pagamento voleva SOLO paypal, per ognuna delle agenzie (non esclusivi), basterà fare una bella lista delle entrate da li e portarla dal commercialista. Se avete altre entrate portate anche quelle e il resto come facevate prima di essere microstockers. Quindi casa, spese mediche, rimborsi per stufe, ristrutturazioni, eccetera: tutto come prima. Sarà vero?

Ad ogni modo il signor paypal mi ha fatto capire che le cose non vanno tanto male bloccandomi il conto in uscita. E come mai? Perché superata una certa soglia di entrate per l’anno accade questo: serve verificare una serie di dati (identità e domicilio) in modo un po’ più stringente di quanto non avessero fatto in precedenza. Questo per le norme europee antiriciclaggio. Mi pare una buona cosa. Continue reading →

iStock peggiora dal punto di vista dei contributors?

Oltre al pessimo sistema di upload farraginoso e differente da tutti gli altri (no FTP, devi usare il loro programma sia per quello che per il tagging) e alla PESSIMA MOSSA di mettere al 50% (ma me l’hai chiesto?) i prezzi “per sempre” su determinati file (ma non sono bruscolini) ecco che ora ha anche problemi di irregolarità sui partner program e stranamente quando ci sono i calcoli delle royalties.

Mi pare evidente che invece Shutterstock tratta come si deve i propri collaboratori, VENDE ed è efficiente in ogni suo processo. Mi risulta un po’ diffcile, per entrambi, capire quale sia la politica delle review, dato che sembrano rigidissimi ma che poi si vedono degli obbrobri inguardabili in mezzo ai capolavori.

Spero di non essere nella prima categoria, comunque.

Ad ogni modo resta la possibilità di SCEGLIERE. Se le agenzie non funzionano bene e ci rompono le palle, basta andare con quelle che fanno qualità, che trattano con rispetto te e il tuo lavoro, che rendono la parola “lavoro” ancora sensata, soprattutto.