Red-Anzian 578348957

Nel 2015 (credo sia reperibile scartabellando nei link) finalmente ottenevo la mia sala di posa. Dopo 2 anni di incessante ricerca, scontro con condizioni impossibili, tentativi di lavorare in studi di amici, scoperta di alcuni limiti umani dolorosi, scoperta di tantissima umanità nel cammino, finalmente si poteva lasciare la roba lì, trovarla il giorno dopo, avere un posto dove lasciarla, la roba, ti permetteva di averla, anche: furono gli ultimi soldi della liquidazione del vecchio lavoro insieme alla mia ultima ed attuale auto (puttana di una puttana di auto che adesso mi stai facendo morire).
Anziani che volevano aiutare “i giovani” (chi, io, signora? mi ha visto? Le faccio vedere la carta d’identità?), gente del posto che non mi ha aiutato ma MANCOPELCAZZO, stranieri che mi avrebbero aiutato anche con un centimetro quadrato gratis. Prima facevo altro, la storia la sapete, la fotografia l’ho toccata davvero a partire dal 2003 eccetera eccetera. Ho festeggiato i 10 anni di “studio” ?

Per ora no.

Sono un coglione ingrato?

Coglione si. Ingrato non lo devo essere né voglio esserlo. Ora mi devo inventare che sbarabaus posso permettermi per “festeggiare”. Manifestare gratitudine: senza quelle persone io non potrei fare quello che faccio. Niente di quello che faccio “dipende solo da me”. Certo, niente potrebbe essere fatto se non lo facessi, ma thanks to the dick, many thanks to graziella too.

Ok ci penserò. Non manca molto alla fine del 2025. In realtà quando pago l’affitto le mie buste sono diventate una raccolta attesissima dalle segretarie di sopra. Visto che consegno personalmente la busta al presidentissimo e che lo conosco, anni fa ho iniziato timidamente con una stronzata: ho scritto allusioni a bustarelle, corruzione. Trattandosi di un luogo ad altissimo impegno sociale, invece, era divertente. Per fortuna lo è, continua ad esserlo. Ma ad ogni mese alzavo l’asticella, alzavo il tiro: mafia, terrorismo, connessioni internazionali, prostituzione di disabili, Al Qaida talebani e Isis, criminali di guerra, malaffare di qualsiasi genere. Prima di dare quella fottuta busta studiavo per fare una cazzata migliore!

Un mese non ero ispirato e ho solo scritto il mese e l’anno. Mi è arrivato un messaggio whatsapp inquadrato-selfie con il presidentissimo e la segretaria che registra le entrate con la busta e le loro facce che dicevano “CHE CAZZO SUCCEDE QUI?”. Ha ha!!! 🙂 Mi sono scusato per non essere idiota.

Questo è già bello.

Però sono anche un vecchio rompicoglioni. Passo presso i loro uffici perché c’è armonia… ma credo che nei miei confronti, presidentissimo a parte che conosco, ci sia più che altro tolleranza. Non so.

Nel 1992 che facevo? E che c’entra? Niente, una inaspettata visitatrice del mio blog aveva alcune date nella sua bio che mi hanno fatto pensare. Nel 1992… credo io fossi ancora in un dolente mondo interiore che iniziava… ma fisicamente? Liceo? Terza? Quarta. Si, la mia prima quarta. 120 ore di assenze. Non credo avessimo già iniziato a suonare, a mettere assieme il gruppo, penso fosse più 1994-1995.

Ma ora che ci penso: come fu che mettemmo su il gruppo? Cioè, io me lo ricordo esattamente il momento. F, T, C mi dissero “eh non è giusto che tu sappia suonare uno strumento! (pianoforte / tastiera NDr) Devi anche tu suonare qualcosa che non sai suonare!!!” – non faceva una piega, ero d’accordo, mi piaceva il basso, mio cuGGGGino aveva un basso, a occhio a nessuno fregava di suonare il basso. Una combinazione di fattori che mi ha immediatamente reso Marcus Miller mescolato a Jaco Pastorius? AHAHAHAHAHHAHHHA manco pe’l’cazzo. Merda ero, merda sono rimasto. Ma con gusto. Ovviamente primo pezzo che ci vide “imparare a suonare”: come as you are (e Kurt era vivo). Si, ovviamente senza chorus, chi sapeva che il chorus esisteva? Mia madre (che va verso i 90 attualmente) quando cito C dice sempre “ah quello che sembrava un gallo a cui tirano il collo?” – apprezzando il suo canto melodioso.

Ricordo il luogo, il momento. Le 6 gestioni di pizzerie che oggi sono invece un susharolo. Ma la colonna attorno alla quale c’erano le panche presso le quali dicemmo le fatali parole… è ancora lì, è tutto ancora vivo, in questa provincia per il resto morente: lì decidemmo di mettere su il gruppo.

Ma com’era successo? Perché ci incontrammo, ci incontravamo e alla fine decidemmo di suonare? Figa? A mia memoria non è mai stato l’obiettivo principale. Gradito, sarebbe stato, ma non eravamo un gruppo acchiappone. Ci fregava di fare la nostra musica, era “la scena degli anni 90” … una cosa che pensavo normale, ma oggi so che è stato un miracolo. Si suonava ovunque, tutti suonavano, tutti ascoltavano, gente con la birretta in mano e la fettina di limone infilata (cose che osservo come un antropologo: io non bevo, non fumo, non altero la mia percezione con le TTTTTTTroke, sorry, strano & noioso since 1974).

M lo vedevo perché eravamo in classe insieme e basta? Boh. E anche lui… so perfettamente perché ci siamo visti: non so come cazzo faceva a saperlo ma arrivò in spogliatoio della palestra del liceo, timidissimo (e per questo coraggiosissimo, comprendo ora) a dirmi “mi hanno detto che hai [nomedivideogioco] con tutti i codici… me lo passi?”. Avventato… pirateria in luogo pubblico… birbantello. Eravamo entrambi degli sfigati, ai miei occhi. Riguardando le foto oggi devo dissentire: non facevo cagare come sembrava a me. E lui è sempre stato sportivo. Ma gli sfigati sono sfigati inside. Credo che dissentirebbe lui, oggi, se lo dicessi. Ma se lo inducessi a ripensarci lentamente, a come si sentiva davvero… ricordo chiaramente che era la prima volta – e lo ringrazio per essersi aperto – che sentivo qualcuno pronunciare qualcosa che comprendevo bene, ma che non era affatto pronunciato da maschi che conoscessi: sentirsi una nullità, invisibile, irrilevante, qualcosa del genere. Per qualche assurdo motivo io non ne ero ancora cosciente, non mi sentivo ancora così. Forse fu così che facemmo amicizia? Oppure nerdaggine informatica? Io avevo l’abitudine di autoinvitarmi dalla gente: in provincia anni 90 no macchine, no cellulari, no mezzi di trasporto… se arrivavi da una parte ad una certa ora… tornare indietro non era un’opzione. Mangiare? Beh soldi. tempi molto diversi dalle laute paghette che ci si attende di avere oggi. I miei mi davano due soldini da quando avevo 8 anni per comprenderne l’uso. Fine.

Nella mia seconda quarta però con M finimmo per essere compagni di classe. E non mi ha mai fatto copiare il compito di matematica. Bastardo. Glielo ricorderò per sempre, anche se mi ha prestato 10000 euro per la caparra di casa che gli sto restituendo euro su euro con fatica e lui non ne ha alcun bisogno perché guadagna i milionardi.

Si, alla fine io ero un lupo solitario e quindi C era amico d’infanzia di M? per questo ci incontrammo? Lui che scuola faceva? Forse no, forse era in classe con M ed era anche amico d’infanzia. T era il fratello di M e probabilmente nel loro mondo erano influenzati da quelli che oggi sono i (nonpossodirlo*) … moltissime influenze ed interessi “alti”, stimoli.

Si, ecco. Grazie blog!

E oggi, per ripagare una parte del mio debito con M sto pianificando un servizio a dicembre per la sua Azienda, così non abbiamo casini di transazioni, iva, tasse, cazzi e mazzi, lui ottiene un servizio vero professionale, si fida, io tiro via parecchio del mio debito. Ma la cosa più importante è che mentre sarò lì gli scasserò la minchia per tirare fuori i pezzi di chitarra del demo del ’98. Fanculo se muoio prima che quela roba sia pubblicata. Non mi frega niente se non lo ascolterà neanche una iA. Deve essere fatto.

Il titolo? riferimenti culturali per meme d’altri tempi.

Merda adesso mi tocca ascoltare smell. Ma… io lo so, lo so che ai tempi non li ascoltavo!!!!!!

* Nome di gruppo musicale Italiano – attuale – apprezzato da gente che se la tira parecchio e che ha ragione di farlo, ma i cui componenti fanno altri lavori per campare, non stiamo parlando di star del pop. Se ve lo dico divento troppo identificabile e non voglio.

Potrei cambiare nome di nuovo

Storicamente (2003) il mio blog aveva un altro nome, partito ai tempi di Splinder. Tentai il backup – dicevano compatibile con wordpress – e il ripristino. Che andò male. Ho il backup, se qualcuno fosse un bravo bonificatore forse riuscirebbe a riprenderlo. Forse persino io potrei mettermi a imparare fino a riuscirci. Per ora non ho questa fissa. Del resto… tutto internet soffre di questa volatilità: sono solo dei files condivisi in qualche computer ed eventualmente esposti al pubblico. Morto quel computer, caduta la manutenzione a quel sistema, addio, così come la raggiungibilità, la reperibilità nel mare di roba. Si sapeva, ne si parlava sempre, è una realtà.

Ad ogni modo il nome mi piaceva, lo avrei tenuto. Ma ho fatto un errore: ho lasciato l’anonimato in favore di una breve ma – per me – significativa relazione reale. Finita male. Il blog mi esponeva come stimolo reciproco con una relazione che doveva essere chiusa in modo netto, per ridurre il dolore e lasciare che chi gestisce con la rabbia e l’odio potesse semplicemente odiarmi. Ma riceverlo, quell’odio, anche no, grazie. Magari sul momento tu stai bene, ma come sempre chi ti idealizza sul momento, poi prende tutta la tua merda che aveva negato una settimana prima e te la riversa addosso. Si sfoga, sta bene e tu invece rimani intarsiato di sterco in un bellissimo kintsugi alternativo ( Kusotsugi (糞継ぎ) oppure Funtsugi (糞継ぎ) ) per il resto della vita.

Cambiai dunque nome al blog, questo, che si chiama attualmente e poco originalmente “testa di pazzo”. Purtroppo non mi sono inventato qualcosa che non fosse già esistito, ad esempio “testa di basso” del buon Saturnino. Siccome le views sono sostanzialmente irrilevanti, spero di poter cambiare nome (tecnicamente intendo, spero, non ci ho guardato) e casomai lo chiamerò FUCKCHEYADEEMURDER, che vedo che non ha assolutamente risultati su google (o qualcosa di simile). Nessuno coglione ha mai usato questa combinazione di caratteri. E non viene dal nulla: ai tempi in cui la sintesi vocale esisteva ma era roba da nerd nel senso deteriore del termine, tipo 1993? Usai l’amiga oppure qualcosa con PC ma di tempi … antichi, per cercare di dire le stronzate che sempre si fanno dire alla sintesi vocale se si hanno 6 anni mentali come me.

Mi feci aiutare e confrontai con altri del liceo con la stessa coglionaggine scatologica e testupdee cat so oppure pet so dee murda/murder furono parecchio gettonati per un po’. Quindi ha una storia personale.

Inoltre scoprii dopo millanta anni che nello stesso periodo il nostro cantante aveva dato il nome al nostro gruppo, senza mai dirci il motivo, più o meno nello stesso modo: una pronuncia distorta e buffa del tentativo, 10-15 anni prima, di qualche gioco per il Commodore64 di dire “PowerUP”. Non vi dirò la parola. Ci ho messo decenni per saperlo. Tutt’ora quella combinazione che non vi sto dicendo purtroppo risulta una parola cinese usata, talvolta. E un gruppo di qualche minchia di techno brasiliana o simile. Quindi persino nello stesso ambito. Bene, comunque ecco fatto un annuncio: una cosa che so fare bene per poi disattendere qualsiasi aspettativa.

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Se la pratica mantenesse la stessa logica di denominazione, il nome giapponese per “riparare con lo sterco” o “riparare con le feci” potrebbe essere costruito utilizzando il termine per “sterco” o “feci” al posto di “oro.” In giapponese, i termini comuni per queste sostanze sono:

Kuso (糞) – generalmente usato per indicare “feci” o “sterco” in senso informale.
Fun (糞) – un termine un po’ più formale, che significa anch’esso “feci” o “sterco.”

Quindi, il nome equivalente potrebbe essere qualcosa come:

Kusotsugi (糞継ぎ) – che significherebbe “riparare con le feci.”
Funtsugi (糞継ぎ) – alternativa leggermente più formale, sempre per “riparare con lo sterco.”

Naturalmente, questo nome non esiste realmente come pratica o concetto, ma seguirebbe la logica della costruzione linguistica del kintsugi.

Prima di partire #20121223-bis

film meraviglioso ma MOLTO triste

Sapere come morire, avere un metodo pratico e con tutta probabillità efficace, rapido ed indolore, mi ha tranquillizzato. La punta intensamente dolorosa, come i denti di una tagliola che ti prende le vene, il cuore, il collo e l’esofago (o il duodeno, non saprei) … queste molto legate all’ansia, al terrore, che ho conosciuto bene, queste sono scomparse. Avere quindi una via d’uscita mi ha tranquillizzato, mi ha reso un po’ pià sereno.

La sensazione che non mi molla mai è quella di una specie di fatina malefica che mi sussurra “sei uno sfigato”, che mi ricorda che come essere umano sono un fallito, che non riesco a “tenermi le donne” più meravigliose che io avvia avuto l’incredibile fortuna di incontrare: ragazze meravigliose, dalle moltissime caratteristiche che adoravo, che desideravo per me, che si adattavano a me. Se ne sono andate via sbattendomi il cuore in faccia, oppure la porta.

E fin qui, tutto normale per voi vivi. Continue reading →