Non siete tutte uguali a letto

Up-and-over Missionario circa così me gusta mucho

Ieri sera mi ha chiesto di uscire, lei. Non annovero questi post come la nostra storia, con i numerini di puntata. Sono roba morta. Strascichi. Alla fine (mia) della sserata le ho detto così mai più e lei era triste, perché, mi dice “mi fai stare bene”. Ti faccio stare bene ma ti fai sbattere da un bisonte (testuale)? Non vuoi avere contatti fisici con me? Le spiego bene che il mio cuore e il mio corpo non sono d’acciaio, sono di carne. Sento molto per lei, il mio sentimento non si spegne con un click. Il mio sentimetno è eterno. E finché non devo (e desidero dare) fedeltà a qualcuno, l’ultimo e fresco e per lei… non puoi pensare di andare a zonzo con me. Vuoi posare nuda? Ce la posso fare. Vuoi posare tout-court? Ce la posso fare, credo, anche se si rischia di essere così amiconi che mi viene da piangere. Potrebbe essere. Forse si, forse no: ma ho un obiettivo, è lavoro. Continue reading →

impopolari precisini o sparacazzate raggruppati popolari?

Nel giro di 2 ore mi sono trovato ad una cena in cui l’uso comune di un errore veniva considerato “si fa così”, una citazione di un’opera era attribuita (con sfida e scommessa!) erroneamente ed un altro paio di sciocchezze. Il gruppetto rende impopolare la precisazione, naturalmente. Sapere e farlo notare è antipatico e fastidioso, lasciar correre invece è l’uso comune: lasciar fare, lasciar parlare, lasciar sparare cazzate e tacere.
Sto considerando la via dell’approfondire, verificare, assicurarmi del giusto e tenermelo per me, lasciando “non infastiditi” tutti gli altri. Pusillanime? Conformista? Codardo?
A me pare di si… che fo? A volte …

Sentirsi come bambini delle elementari a quasi 40 anni credo sia frutto di una società che, anche all’età degli adulti, si comporta come si comportano i branchi di bambini. E il rifiuto di questo significa esclusione.