vulva glabra, uccellino

In un film vietato ai minori, ma non porno, di un’autrice, se non erro francese, descrivente una situazione di degrado mentale, se non sbaglio, della protagonista e del rapporto con il sesso, molto personale e diretto, onesto, apprezzabilissimo, esplicito e un po’ crudo, ricordo che si descriveva il sesso maschile che non andava in erezione, mentre lei, la protagonista lo considerava come un uccellino. Si badi bene, non come il modo di dire “uccello” per dire il membro maschile. Era davvero come un uccellino implume, uno di quelli che stanno nel nido, indifeso, di cui in qualche modo effettivamente aveva ed ha l’aspetto. In qualche modo anche la vulva (che orrendo termine) esposta, specie se i pori della pelle sono sollevati, ha un po’ l’aspetto in alcuni casi del … pollo spiumato. La cosiddetta “pelle d’oca” anche se non lo è, se non fa freddo.

Il film lo confondo, sicuramente, perché in quel periodo ne devono essere usciti due, uno dei quali forse era amorestremo con Rocco Siffredi che faceva davvero l’attore, ma che sicuramente doveva anche usare il cazzo, come molti altri uomini privati di testa, un una grottesca rappresentazione di cui ricordo solo la forma ricurva di questi gorilla cazzuti – e dico cazzuti come direi “biforcuto”.

Forse si chiamava X ? Non ricordo tanto. Continue reading →

l’acchiappafantasma (xx?)

Plin. Messaggio da lei. Vuole radersi di nuovo a zero. Lo dice a me perché non ha coraggio, perché è in un periodo di merda, voglio drogarmi, sono alcolizzata, bla. Un po’ la conosco. Le dico dai, ti sbatterai qualcuno, riprenderai fiducia, farai quello che devi fare, coraggio e tanti saluti: e che stai bene rasata a zero lo sai già, ne hai testimonianza fotografica e non ricevo che complimenti che non so mai se attribuire a me o a te. Quindi và e radi. Pure sotto, che sai che liscia è adorabile.

Niente, non ce la fa, ha bisogno di me, che la rada io, che le dia coraggio, come l’altra volta. La voce mi dice: tu la ami, lo sappiamo. Ma sai che lei non ti ama. Ci prova di nuovo: amico. Gli serve un amico. Gli “serve” capito? Ha questa necessità, ti è chiaro che ho usato il verbo giusto e non a caso vero? vero? hey! cosa stai fac… Continue reading →