#nondirloalfotografo – visibilità

Ultimo, ma non per importanza, tra i meravigliosi #nondirloalfotografo, ecco il superclassico di questi anni!

#nondirloalfotografo : fammi le foto gratis che poi ti faccio pubblicità

#nondirloalfotografo : fammi le foto gratis che poi ti faccio pubblicità

Sono conscio del fatto che, a discrezione del professionista, amatore, neofita, la via della pubblicità sia percorribile. Ma non entri al supermercato dicendo “dammi la roba gratis che ti faccio pubblicità”. Sei un pezzente che chiede l’elemosina e deve esserti chiaro. Sei un taccagno, uno scroccone.

Non spreco parole perché esistono questi tre video: Continue reading →

la dittatura della bellezza

trucco e parrucco? Naturali?

Avevo in mente un esperimento fatto sia per necessità che per interesse, curiosità reale. Non ho niente contro le belle donne normali. E quindi ho iniziato a chiedere anche a loro di posare normalmente. Lo faccio per la pubblicità, lo sapete.

Bene, certo, sono state vendute anche quelle. Ma il crollo delle vendite era evidente. Chi ha avuto bisogno di “natural bodies” e “real people” ne ha trovati. Però i numeri parlano chiaro: quando utilizzo persone fighe, le vendite salgono di brutto. La richiesta è quella, non ci sono né santi né madonne che tengano.

Persino fra i senior, saranno sempre gli affascinanti a funzionare. E questa regola è matematica. Nessuno, nessuno, nessuno si vuole identificare con il secondo.

Chi l’ha fatta la pubblicità della Nivea e le ascelle? Sicuramente una donna che voleva abbassare la pressione, essere rassicurante. Funziona e sta simpatica: sono tutte ragazze abbastanza normali, un po’ ragazza Dirty Dancing. Ma scommettiamo che tutte amano di più qualsiasi pubblicità di intimissimi o calzedonia?

Brutte quelle di intimissimi eh. Bruttone. Normali. Grasse. Vecchie.

Eppure i collant le mette pure mi madre, che c’ha 80 anni per gamba.

la imbattibile strafica dello stock

Ci sono casi in cui la morale ha un senso, è legata alla giustizia. Ma quando si tratta di gusti personali, di ragionamenti che sono vostri, soggettivi, non servono a difendere i deboli, a contrastare una pratica scorretta … allora che volete? Perché criticare il mondo invece di scegliere quello che vuoi tu?

E’ chiaro che se tu scegli di non curarti e fare schifo, non trovare la taglia XXL sarà un problema e ti capisco: sono un panzone. Ma non che tu consideri normale essere un panzone. Essere un panzone è una scelta (di pigrizia) tanto quanto quella di fare fitness DOPO aver lavorato duramente di fisico e di mente. E molti, uomini, ma soprattutto donne, lo fanno. E’ una scelta, che poi, se vuoi, ti permette di scegliere una XS a 45 anni. E magari di scopare chi ti pare, se questo è lo stile di vita che hai scelto e non il meno peggio.

Trattare come secondario il sesso è da miopi, credo.

di fotografi e modelle che se la tirano (e TFCD)

Carissimi.

Inizio questa lettera come quella agli Efesini, Ateniesi, eccetera? Si, dai. Qui si parla di fotografi e modelle che se la tirano, quindi inizio io. Ho già moltiplicato i post e i follower. Quindi per pani e pesci ci vediamo dopo.

fashion model

Ordunque veniamo al topic. Il topic della topic è quello principale. Parliamo di professionisti nel momento in cui abbiamo a che fare con il lavoro. Lavoro significa impegno, significa che “no” non esiste praticamente mai, che non fai quello che ti piace, ma quello che ti è richiesto. Per cui ad esempio, al di là dell’ovvio rispetto per chi lavora e la sua competenza (ovvero il fatto che sa quello che fa e tu no, se no te lo saresti fatto tu), se io ti chiedo di fare una cosa, tu la fai. Se “non ti va”, tu non sei un professionista. Sei un artista, se va bene. Sei uno che potrebbe fare delle robe. Ma non sei un professionista. Questo ESSENZIALMENTE. Perché attorno alla parola professionale se ne spendono moltissime altre. E spesso sono tutte cazzate, a mio modo di vedere. Certamente soggettivo, io lo riconosco; cosa che invece sembrano non fare coloro che spendono queste vomitate di opinioni su qualcosa in cui ancora non hanno mai svolto incarichi, consegnato progetti, ricevuto commissioni, rispettato scadenze, budget, e tutti quei cazzi pallosi che si chiamano lavoro. Comunque essenzialmente “non mi piace e quindi non lo faccio” non esiste.

Ricordiamoci dunque come funziona: di fotografi ce ne sono di cento tipi e non mi riferisco al carattere. Le specializzazioni in cui spesso alcuni operano con maggior successo li caratterizzano. Per cui non è che si rifiutino di fare un lavoro di foto architettonica, ma magari sono specializzati in macrofotografia di insetti volanti. Non è che non vogliano fare la foto fashion: non sono capaci, non sono preparati e – in tutta onestà – te lo diranno e questo li renderà ancora più professionali: cioé “ciò che attiene la professione”, il lavoro, la prestazione lavorativa che paghi, che ti viene venduta, non sarà millantato credito.

Ma chi sei, tu che paghi? Sei il committente. Continue reading →

chi decide cosa sia volgare ed offensivo, però?

Rilevo e diffondo questo strumento per denunciare pubblicità volgari od offensive. Mi chiedo però: non è come il reato di diffamazione che è completamente disgiunto dal fatto che si dichiari il vero? Quindi un metodo di censura per alcuni che colpisce altri?

Domanda, non certezza.

iStock peggiora dal punto di vista dei contributors?

Oltre al pessimo sistema di upload farraginoso e differente da tutti gli altri (no FTP, devi usare il loro programma sia per quello che per il tagging) e alla PESSIMA MOSSA di mettere al 50% (ma me l’hai chiesto?) i prezzi “per sempre” su determinati file (ma non sono bruscolini) ecco che ora ha anche problemi di irregolarità sui partner program e stranamente quando ci sono i calcoli delle royalties.

Mi pare evidente che invece Shutterstock tratta come si deve i propri collaboratori, VENDE ed è efficiente in ogni suo processo. Mi risulta un po’ diffcile, per entrambi, capire quale sia la politica delle review, dato che sembrano rigidissimi ma che poi si vedono degli obbrobri inguardabili in mezzo ai capolavori.

Spero di non essere nella prima categoria, comunque.

Ad ogni modo resta la possibilità di SCEGLIERE. Se le agenzie non funzionano bene e ci rompono le palle, basta andare con quelle che fanno qualità, che trattano con rispetto te e il tuo lavoro, che rendono la parola “lavoro” ancora sensata, soprattutto.

feisbuc e soldi che forse non sapevate

fb_ads_manage

Forse lo sapevate (potete andare: adieu!) , forse lo intuivate, forse non ne sapevate niente e vi chiedevate: “ma come fa a vivere un sito come Facebook, che è gratis, con milioni di milioni di utenti che fanno milioni di milioni di cose contemporaneamente ogni secondo da diversi annetti?”. Ovviamente ormai abbiamo imparato che tutto si regge sulla pubblicità: ogni cosa è pubblicità, gli introiti vengono da li e chi ha provato un po’ di queste cose talvolta sa anche che la pubblicità su internet tende ad essere un po’ più controllata: la gente desidera vedere immediatamente un ritorno del proprio investimento: questa campagna quanti potenziali clienti interesserà? Di che target si tratta? Posso renderlo più specifico? Che obiettivo posso raggiungere?  Continue reading →

quando della #forfora non ce ne sbatteva un cazzo

(C) Wikipedia

Quando io ero piccolino, immagino durante gli anni ’80 del 1900, si iniziarono a vedere gli spot pubblicitari, credo della Clear, relativamente agli shampoo antiforfora. Chiccazzo sapeva cosa fosse la forfora prima, fuori dall’ambito della tricologia, è ancora da stabilirsi. Io però ero bambino, quindi anche la puzza di piedi o la verdura tra i denti non li avrei considerati eccessivamente patologici, ok, PERO’ li avrei considerati “una brutta cosa”.

Non così, però, avrei fatto per la forfora. Flip flip su una spalla e via, chisseneincula. Ora, ok, si tratta di una patologia, d’accordo. Ma che sia davvero un problema sociale, che faccia schifo o qualcosa del genere… chi è che ci ha messo questo casino psicologico in testa? La pubblicità degli antiforfora. Esattamente come le pubblicità de “l’odore” (della figa delle pulzelle, tanto per chiarirci, le avete viste anche voi quelle pubblicità) … chi è che se le è inventate? Ok, la figa puzzolente non è una bella cosa, come nessuno di noi si vorrebbe fare due tartine di smegma, siamo tutti d’accordo. Ma santafantesca, se TI LAVI, ti lavi tutto, specialmente i luoghi più soggetti ad emanare forti odori. E STOP.

Invece si sono inventati questa figa ultra-irradiante aliena. Gli ultracorpi vaginosi che con la loro topa putrida fuori controllo fanno svenire tutti A MENO CHE tu non usi il prodotto stoppafregn 2.0 che azzittisce l’odore con l’autorità, asterisco, purché tu te la sia lavata abbastanza spesso ed accuratamente.

Uei , però! attenzione eh! te la lavi: non puzza. Fico.

E con la forfora? Ho di qua una ragazza preoccupata perché “ho la pelle che si stacca da sotto i capelli!!!!!” – dico che questa ragazza è pure più vecchia di me, eppure vedi il potere dei pubblicitari bastardi –  e si sta preoccupando “perchè magari la gente pensa che ho la forfora” … e se anche fosse? Puzzi? Non ti lavi? Su, amoremio, sei splendida e hai preso un po’ di sole e la pelle squama … e fine!

Per la cronaca, le pubblicità della topa morta le ho viste anche nei giornali anni ’50 americani. ‘sti bastardi. Va beh, io non credo proprio che le donne anni ’50 fossero puzzone e sporche. Non ci credo proprio.

quando le pubblicità partono da sole e fanno RUMORE io me-ne-vado subito: FATELO ANCHE VOI

Cari pubblicitari , webmarkettari, advertizingari, dovete capire una cosa: voi non sapete dove noi staremo guardando qualcosa che appare su internet. Non potete prevederlo. Quindi dovete cercare di pensarci: “e se questa cosa uscisse improvvisamente mentre l’utente finale è …?” Se mi fate una pubblicità che si apre a tutta pagina SOPRA quello che sto facendo, semplicemente segnerò sull’agendina “NON COMPRARE MAI” il prodotto che avreste voluto rendere memorabile: lo sarà, non vi preoccupate.

Ma questo non è il massimo problema.

Quando i VIDEO partono da soli in una pagina, fanno rumore, parte la musichetta, fanno CASINO, io chiudo immediatamente la pagina. Magari è notte a casa mia, magari sono al lavoro e non dovrei guardare in quel momento, mi mette in difficoltà, mi causa imbarazzo, magari è la mia ragazza, tua zia, sua moglie, con un iPaid in treno od in autobus e non vogliono in alcun modo essere notate se non l’hanno deciso loro: non ha importanza se la pubblicità non è quella piacevolissima e gradevole del forex, non mi interessa se è quella moralmente irreprensibile e sicura al lavoro dei siti di dating oppure quella di un’auto, di un gioiello o una merendina. Sono, in ogni caso, cazzi miei, e non mi interessa una sega se posso abbassare il volume PRIMA (magari ho necessità di sentire il PLIN PLIN dei sistemi di messaggistica interna al lavoro, oppure della mail? Oppure altri suoni utili di altre applicazioni? Può essere, ma in ogni caso sono beneamati cazzacci nostri) , alla lunga ovviamente si ricorre a plugin di blocco della pubblicità come adblock plus, oppure si usa tout court browser come Opera che permettono un blocco della pubblicità pignolo, puntuale, splendido. Continue reading →

per iPhornari

Questi giUovini mi hanno fatto ridere assai. Così mi sono detto : beh, se sono ragazzi che fanno queste parodie di cui condivido il senso al 100% … forse non sono “retrivo” e refrattario alle innovazioni … è che un conto è la moda, un conto l’innovazione, il progresso.

Link al video parodia simpatia relativo alla pubblicità sull’iPorn.