Quella cancellala subito!

Com’è bella quella foto, piena di vita vera, così naturale, bella, spontanea. Purché non ci sia tu dentro, vero? Ti senti brutta, tu senti brutto. Eppure tutte le altre… dove ci sono gli altri… si è vero, vedi delle rughe. Anche dei doppi menti, del resto… quei doppi menti ci sono, lo sai, ma tanto mica la consideravi bella quella e pure quello. Ma chissenefrega – dici – non è questo il punto: quelle foto sono belle! Sono proprio loro, no?

Eh si.

Ma quando sei tu: nessuno deve vederti in quella foto. Nessuno deve immortalare quello che, mortale, sei, anche se sei tu, ogni giorno, così, proprio in quel modo. Sei tu.

Ma nessuno deve ricordare quello, quello vero.

Quella foto è finta! – diresti su altre persone. Ma su di te: va benissimo così.

non ti do il copyright! (minchiata)

Questa cosa la spiego ad ogni nuova persona che arriva in studio per posare. Credo che tutti debbano saperlo.

Prendete una macchina fotografica in mano. Fatto? Ora siete fotografi. Fate una foto. Fatta? Siete autori! Sulla foto che avete fatto voi AVETE IL DIRITTO D’AUTORE, ovverosia il cosiddetto “copyright”. Il CopyRight è vostro. Se avete fotografato vostra zia, il copyright è vostro, non di vostra zia.

Quindi se vostra zia dicesse “hey! non ti do il diritto d’autore per questa immagine!!!” oppure “guarda che non ti do il copyright!” starebbe dicendo una o l’altra minchiata.

Il diritto d’autore ce l’ha l’autore. L’autore sta dalla parte dell’obiettivo che non cattura immagini. Sta dall’altra.
Il diritto d’autore inizia ad esistere nell’istante in cui avviene lo scatto, è automatico, è intrinseco, non serve chiedere o dichiarare niente a nessuno. Se l’opera fotografata è una “mera riproduzione della realtà” o “di carattere creativo” si discute.
Il diritto d’autore comunque non ce l’ha la persona ritratta, poiché, tranne in caso di autoritratto, non è l’autore.

La persona ritratta ha il diritto all’anonimato, o diritto alla privacy. Questo significa che in luogo PUBBLICO non può opporsi (a parte schermendosi) allo scatto della foto o alla sua registrazione (pellicola, scheda di memoria). Ma è l’unica che ha il diritto di autorizzarne la pubblicazione. Rinuncia a questo diritto in due modi: 1) con il proprio comportamento, ad esempio facendo lo youtuber, andando in TV, diventando una persona di spettacolo o comportandosi in modo tale da risultare nota, anche attraverso la politica od una carica pubblica dello stato 2) attraverso la manifestazione del consenso, che normalmente avviene in forma scritta: questo documento si chiama “liberatoria” o “model release” in inglese.

Non è necessario che il consenso sia manifestato in questo modo: potrebbe essere un piccolo video, potrebbe essere un documento elettronico di provata efficacia (esistono delle app). Ma la forma scritta è la più comune, facile, abbastanza sicura.

Il diritto all’immagine è un po’ diverso. Il diritto allo sfruttamento (vari tipi) dell’immagine è ancora diverso.

Queste sono informazioni “base” senza complicazioni grandi, eccezioni, postille ecc.

Speriamo sia di pubblica utilità.

 

io posto in differita, talvolta. SALLO!

Ecco una cosa che non tutti sanno e che farà esclamare a molti: e sticazzi?

nontuttisannoche

Carissimo/a lettore/ttrice! La piattaforma wordpress (e forse altre, ma io che ne so?) permette di pubblicare a tempo. In differita. E io mi servo a man bassa di questo strumento. Per tanto ci sono dei post che ho scritto un sacco di tempo fa che spunteranno a caso. Quasi sempre, in quel caso, l’ho esplicitato. Se si tratta di una o due settimane al massimo, allora no. Se si tratta di mesi, anni: allora quasi sempre si. Soprattutto se era determinante per quel post.

Ci sono semplicemente cose che scrivo e non mi va che spuntino tutte assieme. Ci sono cose che stanno bene ad altre ore. Ci sono anche semplicemente blinda la supercazzola prematurata come se fosse antani. Quindi a me va così, ecco, càpita che mi vada. E decido: … ma subito? No, magari tra 3 ore. Magari dopodomani, magari tra qualche giorno circa-a-caso.

Embé? No, niente. Sappiatelo: è un fatto.

Inoltre ci sono alcuni post che scrivo come “scommessa”: come dire “io ora penso così” e sono li pronti a partire magari tra uno, due, tre anni. In alcuni casi io scrivo e dopo 2 ore esce un post che ho scritto 3 settimane fa… e che parla di una cosa che per qualche assurda coincidenza sembra io abbia scritto con l’intenzione del momento. Non è sempre così 🙂