dell’anonimato su internet 20130703

nome e cognomeQuesto post parte da un commento ad un precedente post. Ma era talmente ciccioso che relegarlo al commento non sarebbe stato adeguato. La mia risposta è molto, molto lunga.

 “Mi interessa sapere davvero qualcosa della biografia di un autore, di un musicista, di un cantante o di un pittore? Non mi interessa di più ciò che ha da dirmi?”

Le due cose sono inestricabili, secondo me. Anche se non so nulla della biografia di un autore musicista etcetc, la sua opera in qualche modo mi parla di lui. E io la amo non solo perché è un oggetto astratto e fungibile estrapolato da ogni contesto e messo lì per me come se non avesse radici, ma perché è gravido della necessità dell’artista di condividere col resto dell’umanità quello che aveva dentro, di partorirlo. E’ gravido della generosità, della rabbia, del dolore o della gioia, e comunque, dell’affettività di un essere umano.

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la vostra vita si trova online… e CE L’AVETE MESSA VOI

Forse vi è già arrivato, o forse vi arriverà questo link relativo ad un interessante video su youtube che mostra l’ingenuità delle persone che, sentendosi rivelare come magie i fatti propri da un sedicente indovino, tendono anche ad accettare questa stupefacente magia… ma … in realtà è stato tutto trovato su internet. A questo punto forse (se c’è speranza) inizierà la comprensione, il fatto di non accettarlo tanto… e magari un inizio di consapevolezza.

Ma forse no.

Il finale dice “e potranno essere usati contro di voi”.

Io direi che questo è acclarato. Ma quello che dovreste comprendere meglio è che ce li avete messi voi.

l’iscrizione è gratuita, ma i servizi no: bella fregatura! #temporarymailaddress

Se entri un negozio e non ti danno la roba gratis, la cosa non ti turba poi tanto: è normale, ma non ci sono inganni, nessuno tenta di farti credere che ci sia qualcosa di gratuito… se non entri nel negozio non compri di sicuro: farti entrare a pagamento sarebbe una stronzata che non verrebbe in mente al peggior commerciante del mondo (quella di farti uscire si, naturalmente, come ben sanno i banchieri … ma si tratta del conto, non della banca: sarebbe sequestro di persona con riscatto).

La differenza, su internet, è che la “fidelizzazione” inizia con la registrazione: non esiste l’ingresso gratuito in molti posti; come se per leggere le mie quattro idiozie servissero utente e password. C’è la “registrazione” gratuita. Ma non è affatto gratuita: paghi con i tuoi dati di registrazione, con la possibilità di farti rompere le scatole all’infinito se, dopo esserti fatto un giretto per il loro negozio, visto due vetrine e considerato che non te ne frega asolutamente nulla, esci e ti dimentichi di loro per sempre: una cosa normale, questa si.

Non entri al supermercato e ti chiedono la carta d’identità e il numero di cellulare. Certo, ci provano (tesssere, card varie) … ma in primis la legge sulla privacy impone che separino le due crocette dell’assenso al trattamento dei dati per finalità normali e quelle per il marketing … e secondariamente puoi farne a meno: la porta è aperta, gli scaffali non chiedono la password e le credenziali sufficienti alla cassa sono i soldi. Se mi voglio comprare una mozzarella e due merendine posso farlo anonimamente.

A molti molti detrattori dell’anonimato che sostengono il fascista “se non hai niente da nascondere” eccetera, vorrei chiedere: io non ho da nascondere nulla quando compro la mozzarella e le merendine, ma sono cazzi miei. Prendo, pago. E rimango il signor nessuno. Lo stesso vale per qualsiasi attività della mia vita, come principio base: o te ne parlo io, oppure per entrare si bussa, si aspetta e se nessuno dice “avanti” non si entra.

Chiarito sommariamente questo, voglio ricordare a tutti e 2 i cari lettori che la mia sensazione, se mi DEVO registrare per vedere semplicemente quello che c’è nel tal sito, forum, servizio, socialkaz …  ci mancherebbe altro che NON fosse gratis. Ma è seccante. E se quando entri di gratis non c’è niente di interessante, non c’è niente di utile PER TE, gratuitamente, allora è una fregatura, è fumo senza arrosto, è utile a loro, anche se non è una truffa. E, quindi, se per te non c’è niente… consiglio  di non dare niente di vostro , utile a nessuno. Una tecnica base, che molti internauti della seconda o terza generazione, e soprattutto molti nativi digitali , stranamente, non sempre conoscono: per curiosare in giro usate delle e-mail farlocche, dei raccoglitori di spam, delle mail create ad hoc che usate solo per la gente o le ditte che non conoscete, di cui non vi fidate, e registratevi sempre con nomi di personaggi storici possibilmente morti da tempo e che non siano noti ad uno studente delle elementari.

8 volte su 10 avrete agito molto saggiamente. Due volte invece vi toccherà rifare la registrazione perché avrete beccato un’attività commerciale interessante, un servizio utile e qualcosa di offerto gratuitamente a voi quantomeno a compenso dei vostri veri dati. Continue reading →

#Internet proibito nelle grandi aziende: stronzata

Stalle con tanti impiegati alla scrivania. Questo sono le grandi aziende con i famigerati e disumani open space. Chi ha inventato questo modo di mettere la gente in batteria in stile Panopticon? Di certo non la natura. Gli animali sono riservati e comunque non svolgono le loro funzioni in file ordinate.

Ma noi siamo peggio di così. Noi facciamo in modo di far sentire alle persone che sono osservate da qualcuno e dagli altri. Così un mio conoscente mi dice che per guardare due cose su internet nella corporation per la quale fa il disegnatore CAD, si guarda intorno con circospezione e fare sospetto e tiene lo schermino piccino piccino “di internet” in basso da qualche parte e che non ti puoi nemmeno grattare una chiappa in scioltezza perché sei in un open space del cavolo con 100 persone … persino in ospedale avevano smesso di usare i casermoni… chissà come mai? Forse perché era disumano e poco dignitoso?  Continue reading →