Efexor non è un ansiolitico

Vado a conoscere la mia nuova dottoressa. Sorride come un’ebete e non riesco bene a capire se sia davvero felice o se voglia fare la faccia sorridente anche se pensa che io sia fuori come un balcone oppure se, come ormai la vita e i giapponesi ci hanno insegnato, sia una di quelle persone che fa piccoli sorrisi, risatine e simili per imbarazzo, spesso costante (giggle). Magari no, magari è serena e felice, ma io non la conosco.

Comunque le sciorino tutta la mia vita medica in due secondi, quella che mi ricordo, quindi poco.

E a sorpresa mi dice che Efexor non è un ansiolitico ma un antidepressivo. Eh beh.

Beh.

Non so che pensare. E anche se ci penso… beh, faccio a meno di pensarci sul serio.

 

Xanax, sembra un nome di un dialetto unix

anch’io tra voi.

Ed eccomi qui. Da ieri proviamo ad appartenere alla schiera (scopro ogni giorno che questa roba la prendono in tanti, purtroppo… come scopro che la maggior causa di assenza per malattia, di malattia in generale nonché di morte, per il 2020 sarà la depresione).

Scopro anche che proviene dall’eccessiva pressione dovuta a competizione e dover essere il massimo che ci impone un mondo del lavoro tarato per arrivare ad essere macchine e componenti di macchine, processi di un grande computer in azione. Non per umani.

Nel mio caso sarà sicuramente altro, ma questo stato di cose non depone a mio favore. E ogni volta non posso esimermi dal pensare che dovremmo mettere la nostra ingelligenza collettiva al servizio del benessere dei singoli individui che insieme compongono la nostra società e, alla fine, tutta la specie. Quella vivente.  Continue reading →