Mai dimenticare quanto è possibile, ogni giorno, regredire. Mentre dormi sugli allori, quale che ne sia la loro entità (un piccolo pezzo di una fogliolina, ad esempio) i muscoli si atrofizzano, il corpo accumula grasso, la mente risparmia energia, la pigrizia vince sulla voglia di fare, la memoria se ne va, lo sporco si accumula, l’ossidazione aumenta, la corruzione procede. Quando non si fa nulla, succede comunque qualcosa.
Fare qualcosa, a volte, serve solo a restare quella merda che sei. Per non essere ancora più merda. Quello è sempre possibile. Non sai mai quanto sia ancora possibile scavare dopo che credevi di aver toccato il fondo del fare schifo, di valere meno di ieri, meno di nulla. Non che sia obbligatorio valere: non sia merce.
Ma tu lo sai.
Io lo so. Ormai è un ricordo persino questo: il ricordo di quando aprii, in svariate occasioni, quaderni, diari, foglietti, piccoli appunti di ogni genere, sia cartacei che sotto forma di registrazioni musicali rudimentali ma essenziali; quella testa, seppure di uno svogliato e pigro fancazzista pessimo studente, funzionava. Era immersa nell’attività, nell’energia dello scambio, del mirare al più alto forse, ma non con uno spirito di competizione: non è mai stato mio. Lo sento, ma non competo. No, quella testa era la mia testa. Capisco le battute che avevo scritto: erano brillanti. Divertenti, sempre sul nonsense, ma geniali a volte. Piccoli fumetti mal fatti, ma che mi divertono più di qualsiasi cosa io possa generare o, peggio, costruire oggi. Alcune melodie in embrione: mi ispirano tutt’ora. Possono uscire cose. Ho fatto bene a registrarle.
Quella testa aveva 18-20 anni. Non esiste più. Strati e strati di ruggine se la sono mangiata. Funziona ancora, ma gratta tanto, dappertutto. Lenta. Biascica, incespica. Quella testa mi ricorda che regredire è sempre possibile, da qualsiasi grado di precedente bassezza. E io lo faccio ogni giorno. Un passo avanti, faticoso, due indietro, senza nessuno sforzo.
Domani dovrei andare in palestra. Mi dovrei alzare alle 7. Ora mancano 20 minuti all’una. Per fare un buon lavoro (un lavoro utile) dovrei dormire. Ci riuscirò? Se non faccio niente, anche in una cosa così semplice come muovere le parti del mio corpo che ho lasciato ferme per 25 anni, posso regredire. In un attimo. Non facendo nulla.