Bjorg Porn

Il titolo volevo farlo, quindi va così. Ho scoperto di aver avuto una punta di traffico il 17 del mese scorso. Non si capisce perhé. Questo come web-cojone e social-merda-marketting mi rende davvero una grossa testa di cazzo. Ma chissenincula. Ecco, così abbiamo mandato via quelli che je da fastidio la parolaccia.

Ho finalmente trovato una scarpa che io uso nei miei nudi in un porno. Un gran bel porno. Avevo già qualche dubbio sulle scarpe con così tanta “zeppa” … ma hanno una forma talmente giusta che alla fine tutte sono contente. Dicono sempre “da troia” “dei porno” ma poi quando le hanno su e si vedono allo specchio nude con quelle… il loro viso parla da solo. Sopracciglietto alzato, linea perfetta della gamba.

Però cazzo: adesso l’ho beccata io in un porno. Era proprio quella, sono sicuro al 100% perché prendo SOLO quella con diversi numeri. Mi costa parecchio, l’ho vista mille volte nelle foto.

E uff.

Era anche un po’ di tempo che cercavo un tacco 12 davvero fino, strettissimo, un artiglio, ma soprattutto che tenga quel piede in quella splendida posizione da ballerina. Adesso ho avuto una spinta fastidiosa in più.

Ora tornando ai fottuti visitatori di quel giorno, tutti dagli stati uniti, mi chiedo cosa cazzo possa aver detto di interessante. In inglese scrivo raramente, solo per dire ai lettori inglesi che siano anche loro impegnati nel lavoro di micro-stockers, che non sono soli nei momenti di merda. Non credo proprio di aver riscosso un simile interesse.

Boh! Ora metto un viva la figa. Questo per avere un testo sicuramente digitato da un certo numero di persone. Persone che forse non vorrei che arrivassero qui. Del resto non mi interessano nemmeno persone che sono convinte che la figa non sia da nominarsi, da considerare davvero molto bella e così via, anche se hanno collaborato a livelli scientifici internazionali per costruire un mondo migliore. Se poi mi cadi facendo una smorfia sul “viva la figa”, beh, ok, sei un ottimo lavoratore. Lavora pure. Ma quando hai finito, io vado da un’altra parte.

le mie sono belle uGGuale

Claudia Shiffer nuda 2019Ieri ero al super a mangiare. A fianco a me le riviste. Guardo, vedo un inizio di monte di venere e una cresta iliaca e una gamba molto lunga: adoro tutto ciò. Toh, è la Shiffer nuda. Piglio, è Vogue Italia. Tacco alto, un peletto di plateau. Guardo bene. Penso subito a M. che ho fotografato l’altro ieri a casa propria: non le manca niente. Non hanno lo stesso viso, d’accordo. Ma quella specie di corona anni ’80 che ha la Shiffer in quella copertina non è che mi faccia impazzire. Del resto posa, gamba, pube, fianco… tutto ok. Penso che alle mie modelle non manca un cazzo. Per essere così all’età della Shiffer devi avere le risorse della Shiffer.

Da fotografo mi viene da dire: mh, si, chi ha piazzato tutto prima che lei premesse il tasto di scatto? Che poi… mi sembra tanto una pompetta per pulizia… ma magari sono trigger di cui non conosco nulla. Certo, quella è una Nikon. E quella dell’altra tipa sembra una Sony mirrorless. L’altezza del treppiede mi conforta: sono nel giusto da anni.

Poi mi do’ del sessista e mi dico che possono ben avere imparato di tutto e di più in fotografia. Molte modelle sono diventate fotografe.

Fotografe famose e di successo non so proprio. Non sono informato. Sono state “supervisionate” da Collier Shorr, cosa che rende il “potere alle donne” di questa idea, una presa per il culo: è infatti lei la fotografa, o loro perché hanno fatto click, come  la storia del selfie della scimmia ci insegna? In effetti alla tipa che voleva dirigere ho detto: hey, ti do il telecomando e te le fai tu, ma la cosa si trasforma, io non sono più il fotografo, ma una specie di assistente tecnico. Preferisco insegnarti e poi ti arrangi.

Se la cosa – diventare fotografe brave/famose – non è successa penso che possa mancare la spinta verso la bellezza della figa. Se non ti interessa, allora vuoi “solo” (ehm) “fare la fotografa”. Ma se tu adori la bellezza femminile, allora la tua spinta verso il bello sarà differente, la sua costanza, il tuo impegno e il tuo coinvolgimento. Ora ovviamente Lindsay Adler sta mirando ai miei coglioni e sorride. Ed anche la Collier, tutto sommato, ha fatto questa mossa per togliere il desiderio tra chi fa il ritratto e chi è ritratto.

Del resto: che ne so? – mi dico. Se un giorno per caso diventassi “fotografo di moda” io farei sempre lo stesso: fotograferei una ragazza nuda a cui hanno messo – fastidiosamente – addosso un vestito, coprendo quello che era bello; a me interessa la splendida donna che vogliono vestire. Mettere i sacchetti sui fiori? Bah.

Mentre finivo di mangiare un vecchietto ha comprato “intimità” per sua moglie. Raramente vedo chi li compra, questi giornali.

air blower sensor cleaning kit

non sembra un telecomando

campagna donnenudeforever?

Questo titolo fa cagare. Se fosse un hashtag farebbe cagare. Ma non vi voglio dire il titolo vero. Questo post è LUNGHISSIMO E ARRIVA AL PUNTO MOLTO TARDI.

Questa sera sono passato un attimo dalla modella di ieri o l’altro ieri, non so. Era una zoccola pazzesca. Ora voi mi direte: ecco!!!! Ed i vostri giudizi suoi miei giudizi. E dopo aver letto il post dell’altro giorno: ipocrita. No. Anzi, se lo avete letto dovreste starvi subito zitti. O meglio, chiedere “in che senso?”.

Bravi.

Nel senso che era tanto porca. Gioiosamente porca. Le piace tanto il cazzo, non ne fa mistero. Non ha mai, mai posato per me, mai prima. Non ha nemmeno posato nuda, per questa volta. Doveva, giustamente, capire com’è posare con me. Le ho spiegato ogni cosa, bla bla, diritti, doveri, liberatorie, possibili usi, cosa puoi dire cosa non puoi. Ma in sala di posa, così al volo, nessuna persona sconosciuta, che non ha mai posato con me non ha mai usato la parola “sborra” prima. Nessuno. Nemmeno kiki che sapevamo che era tanto porcella e lei è la più porcfella. Proprio ha il motivo di orgoglio di “cosa, quella fa più roba di me? Devo farla anche io!”… una cosa che definirei (ah sessismo!!!) molto maschile. Un po’ a chi ce l’ha più lungo. Beh nemmeno lei ha fato così, era timidina, persino a parole.

Era una gioia in realtà, questo vi sto dicendo. Io queste generazioni un po’ le conosco, ma non così tanto. Ci ha tenuto a dire “se mi piaci ti assicuro che lo capisci” … e non mi pareva proprio. E quanto si sarebbe fatta Tizio il batterista dei Chennesò oppure Caio una ripassata sai … ma che lei era occupata e fedele. Ma le battute quelle pesanti: erano quasi un attimo oltre il limite dei “maschi alfa dal meccanico” come ci dice la cara moon. Volete un esempio per capire, eccoci: quelle molto dirette con “prenderlo” “darlo” “dietro” “aperta” : quando vengono usate queste parole per altri motivi HOP uno fa la battuta pesante. Continue reading →

La vicina di casa nuda (ma non volgare mi raccomando)

ATTENZIONE: LINGUAGGIO VOLGARE!

Mattina prestissimo. Arriva il messaggio della vicina su whatsapp. Ha deciso di farsi un book. Certo purtroppo pochi sanno cosa sia davvero un book, ma soprassediamo. Intuisco cosa voglia (un servizio fotografico): “foto particolari” dice: ok, è nudo. E’ la vicina, me la infilerei a spiedino subito, all’istante. Minuta, l’occhio da troia (che come diceva Tilla, ci deve essere). Comunque vuole delle foto così e cosà. Vieni che ti mostro la foto. E andiamo a vedere ‘sta foto.

donna nuda

sarà pure la vicina di casa di qualcuno pure questa signorina, no?

E in realtà la foto non la trova. Spippola e rispippola sul cellulare e non trova quella foto di quella mia amica che io la voglio uguale. E qui c’è la storia, ragazzi e ragazze, quindi popcorn e ascoltate, dura poco, tranquilli.  Continue reading →