INGOIA LA MIA DEMOCRAZIA

Democrazia? Democrazia globale? Libertà? Di chi? Ipocrisia.

Goditi una lista di casi storici concreti in cui potere economico, militare e politico delle grandi potenze è stato usato per imporre la propria visione globale, aggirare il diritto internazionale o accaparrarsi risorse comuni, con esempi di guerre, interventi e operazioni economiche. Alcuni esempi possono essere sfumati a livello geopolitico, ma qui ci concentriamo su quelli più emblematici “recenti”.

1) L’intervento in Iraq (2003): “Esportazione della democrazia” o motivi economici e strategici?

  • Contesto: Gli Stati Uniti, guidati dal presidente George W. Bush, invadono l’Iraq nel 2003, dichiarando che Saddam Hussein possiede armi di distruzione di massa (mai trovate) e che la guerra è necessaria per fermare il terrorismo.
  • Dinamica di potere: Gli USA, dopo l’11 settembre, hanno utilizzato la guerra come strumento per consolidare il controllo strategico su una regione ricca di risorse energetiche (petrolio) e per imporre la propria visione di democrazia.
  • Esito: Oltre alla devastazione e alle migliaia di vittime civili, la guerra ha rafforzato l’influenza statunitense nella regione e ha ridotto la concorrenza per le risorse energetiche. Inoltre, ha mostrato come la forza militare possa essere usata per aggirare il diritto internazionale (l’invasione fu dichiarata illegale dall’ONU).
  • Lezione: La “guerra per la libertà” può diventare un pretesto per l’intervento imperialista, soprattutto quando sono in gioco risorse cruciali come il petrolio.

2) Il colpo di stato in Cile (1973): intervento USA in difesa degli interessi economici

  • Contesto: Dopo l’elezione di Salvador Allende, un presidente socialista, gli Stati Uniti (tramite la CIA) sostengono il colpo di stato che porta al potere Augusto Pinochet, un dittatore militare.
  • Dinamica di potere: Gli Stati Uniti temevano che Allende e le sue politiche socialiste minacciassero gli interessi delle multinazionali statunitensi (soprattutto la ITT Corporation che aveva ingenti investimenti in Cile, tra cui la compagnia telefonica nazionale) e quindi intervennero per proteggere gli interessi economici e stabilire un regime favorevole al libero mercato.
  • Esito: Pinochet instaura una dittatura brutale, e gli interessi delle multinazionali vengono protetti, a scapito dei diritti umani.
  • Lezione: La democrazia può essere “esportata” con il bastone, non solo con la carota — in questo caso, con l’aiuto diretto a una dittatura che avrebbe garantito il controllo economico.

3) La Guerra del Vietnam (1955-1975): L’imposizione di un ordine “liberale”

  • Contesto: Gli Stati Uniti intervengono in Vietnam per evitare che il paese diventasse comunista sotto l’influenza dell’Unione Sovietica e della Cina.
  • Dinamica di potere: La guerra fu giustificata con la Teoria del Domino, secondo cui il comunismo si sarebbe diffuso in tutta l’Asia se il Vietnam fosse caduto sotto il controllo del Viet Cong. La “democrazia” fu usata come pretesto per motivi strategici legati al contenimento della diffusione comunista e al controllo geopolitico nella regione.
  • Esito: La guerra devastò il Vietnam, con milioni di morti e un paese distrutto. Gli Stati Uniti, nonostante la superiorità militare, non riuscirono a vincere e il Vietnam divenne un Stato comunista nel 1975.
  • Lezione: La “lotta per la libertà” venne usata come copertura per una guerra di potere contro la Cina e l’URSS, ma alla fine si tradusse in una tragedia umanitaria. La giustizia internazionale non fermò mai il conflitto, nonostante fosse evidente che l’intervento violava il principio di autodeterminazione dei popoli.

4) Le sanzioni economiche contro l’Iran: manipolazione dei mercati per il controllo geopolitico

  • Contesto: Gli Stati Uniti e altri paesi occidentali hanno imposto sanzioni economiche severe all’Iran dopo la sua rivoluzione islamica del 1979 e, più recentemente, a causa dei suoi programmi nucleari.
  • Dinamica di potere: Le sanzioni, che hanno incluso il blocco delle transazioni finanziarie e l’embargo sul petrolio, sono state giustificate come misure per prevenire la proliferazione nucleare. Tuttavia, molti osservatori ritengono che gli Stati Uniti abbiano anche l’obiettivo di controllare le risorse energetiche del Medio Oriente, contenendo la forza regionale dell’Iran.
  • Esito: L’Iran ha sofferto enormemente sotto le sanzioni, ma ha anche rafforzato la propria autonomia in alcune aree, sviluppando capacità militari avanzate. Le sanzioni non hanno portato a un cambiamento significativo nel regime, ma hanno avuto un impatto devastante sulla popolazione civile.
  • Lezione: Le sanzioni economiche sono uno strumento di coercizione che punisce la popolazione civile e sfrutta la potenza economica per ottenere vantaggi geopolitici, senza rispettare i principi di giustizia globale.

5) La crisi delle Falkland (1982): Intervento militare per motivi territoriali e risorse

  • Contesto: La guerra tra Regno Unito e Argentina sulle Isole Falkland fu scatenata dall’invasione argentina delle isole nel 1982. Il Regno Unito rispose con un intervento militare diretto per difendere la sovranità delle isole, che sono ricche di risorse naturali e occupano una posizione strategica nell’Atlantico meridionale.
  • Dinamica di potere: Sebbene la Gran Bretagna giustificasse l’intervento come una difesa della sovranità territoriale, era chiaro che anche la presenza di risorse naturali sotto il mare (compreso il potenziale petrolifero) avesse una certa rilevanza strategica per Londra.
  • Esito: La Gran Bretagna vinse la guerra, riprendendo il controllo delle Falkland, ma il conflitto evidenziò come un paese con una potenza militare superiore possa imporsi a una nazione più piccola per difendere i propri interessi, anche se l’oggetto del conflitto non era esclusivamente legato alla sicurezza nazionale, ma anche a risorse economiche.
  • Lezione: La guerra fu un esempio di come i piccoli conflitti possano essere usati per difendere interessi economici e strategici, piuttosto che principi di giustizia internazionale.

questi esempi sono recenti, ma per dare una visione più completa, dovremmo parlare anche di quelle dinamiche storiche che hanno fatto da fondamento a questa continua logica di predazione e prevaricazione. Se consideriamo la storia internazionale da un punto di vista sistematico e strutturale, la questione va ben oltre i singoli conflitti recenti. Si tratta di un modello di interazione tra potenze imperiali e il resto del mondo, che si ripete in varie forme, con l’uso di strumenti economici, militari e diplomatici.

Ecco una lista di episodi storici fondativi che mostrano l’evoluzione della prevaricazione come logica sistematica, e che sono alla base della forma-mentis odierna.

1) Colonialismo europeo (dal XV al XX secolo): “La conquista dei popoli”

  • Contesto: Il colonialismo europeo si è esteso in quasi ogni angolo del mondo, dal 1500 fino al 1900, con potenze come Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo e Olanda che colonizzano l’Asia, l’Africa e le Americhe.
  • Dinamica di potere: Le potenze coloniali impongono il loro controllo su intere popolazioni, sfruttando risorse naturali (come oro, terre, schiavi) e riducendo le culture indigene a una condizione di subordinazione totale. L’idea di “libertà” è un’illusione che serve solo a giustificare il dominio.
  • Esito: La colonizzazione ha segnato la supremazia economica e culturale dell’Occidente, con decine di milioni di vittime tra le popolazioni native. Le risorse venivano estratte senza compenso, e i popoli colonizzati subivano sistematicamente l’imposizione di strutture politiche, economiche e sociali che li rendevano schiavi del sistema imperialista.
  • Lezione: Il colonialismo è stato un esempio primario di dominazione globale, dove la “libertà” dei colonizzatori è diventata oppressione sistematica per le popolazioni colonizzate.

2) La tratta degli schiavi africani (dal XVI al XIX secolo): “Risorse umane per l’Occidente”

  • Contesto: Durante il periodo coloniale, milioni di africani furono catturati, venduti e trasportati come schiavi nelle Americhe e in Europa. Si stima che tra il 1500 e il 1800, circa 12 milioni di africani siano stati deportati.
  • Dinamica di potere: La tratta degli schiavi era parte integrante dell’economia mondiale, alimentando l’industria agricola nelle Americhe (cotone, zucchero, tabacco) e la nascita del capitalismo moderno. Gli schiavi venivano trattati come beni da commerciare, senza alcun diritto o libertà.
  • Esito: La tratta degli schiavi ha generato enormi profitti per l’Europa e gli Stati Uniti, ma ha avuto un impatto devastante sulle popolazioni africane, che ancora oggi vivono gli effetti del colonialismo e della schiavitù.
  • Lezione: Ancora una volta, la libertà veniva concessa solo ai dominatori, mentre le persone venivano private della propria umanità per scopi economici.

3) Le guerre imperialiste dell’Ottocento (es. le Guerre dell’Oppio con la Cina, 1839-1842): “Libertà di commerciare”

  • Contesto: Le guerre dell’oppio furono combattute dal Regno Unito contro la Cina per forzare l’apertura dei mercati cinesi all’oppio. La Gran Bretagna, che produceva l’oppio in India, costrinse la Cina ad importare il prodotto attraverso una serie di guerre violente.
  • Dinamica di potere: Il principio di “libertà commerciale” venne usato dai britannici per giustificare il loro intervento in Cina. In realtà, si trattava di espandere i propri mercati e aumentare i profitti delle proprie compagnie, a costo della salute e del benessere dei cittadini cinesi.
  • Esito: La Cina fu costretta a firmare il Trattato di Nanchino, aprendo i suoi porti al commercio britannico e cedendo territori (come Hong Kong) alla potenza coloniale.
  • Lezione: Qui si vede chiaramente come la libertà commerciale sia diventata prevaricazione economica, dove una potenza impone il suo volere, anche a costo di distruggere la società di un altro paese.

4) L’“imperialismo economico” degli Stati Uniti (fine XIX – XX secolo): “La Monroe Doctrine e il controllo del continente americano”

  • Contesto: La Dottrina Monroe (1823) stabilisce che qualsiasi intervento europeo nelle Americhe sarebbe stato visto come un atto ostile, ma gli Stati Uniti iniziarono anche a espandere la propria influenza in America Latina, usando l’imperialismo economico e militare per proteggere i propri interessi.
  • Dinamica di potere: Le interventi USA in paesi come Panama, Messico e Cuba avevano come obiettivo il controllo economico, militare e politico di tutta la regione. Gli USA esercitano pressioni e minacce per ottenere concessioni, risorse e mercati.
  • Esito: Durante tutto il XX secolo, gli Stati Uniti intervennero in decine di paesi latinoamericani, sostenendo governi amici (o destituendo quelli ostili), come ad esempio durante la rivoluzione cubana o il colpo di stato in Guatemala (1954).
  • Lezione: Questo imperialismo economico e politico si fonda sulla “libertà” degli Stati Uniti di fare ciò che vogliono nella loro sfera d’influenza, senza considerare le esigenze o i diritti degli altri popoli.

5) L’estrazione delle risorse naturali dall’Africa (dal XIX secolo ad oggi): “La ricchezza che va via”

  • Contesto: Fin dall’era coloniale, le potenze europee hanno saccheggiato le risorse naturali africane (diamanti, oro, petrolio, terre rare, ecc.), imponendo sistemi di lavoro forzato e colonizzando interi territori per sfruttare risorse strategiche.
  • Dinamica di potere: Le risorse naturali del continente africano sono continuamente sfruttate dalle potenze imperialiste e dalle multinazionali occidentali, senza che i benefici vengano ridistribuiti tra le popolazioni locali. I governi corrotti (spesso sostenuti dalle potenze imperialiste) sono complici di questo sistema.
  • Esito: La povertà e la miseria in Africa sono direttamente legate alla rapina delle risorse naturali e alla creazione di economie neocoloniali che impediscono lo sviluppo sostenibile.
  • Lezione: La prevaricazione economica è diventata sistematica, con il “mercato libero” che giustifica l’estrazione senza rispetto per l’ambiente o le persone.

Questi episodi storici (che risalgono anche a secoli fa) mostrano la continuità di un modello predatorio che attraversa le epoche, e che resta fondativo delle relazioni internazionali moderne. Nonostante le parole di libertà, democrazia e autodeterminazione, questi concetti sono stati, e spesso sono ancora, strumenti per giustificare forme di imperialismo sistematiche.

Le potenze imperiali, per secoli, hanno imposto la loro visione del mondo, estraendo risorse, sfruttando popolazioni e privando di diritti intere nazioni sotto il pretesto di “progresso”, “libertà” e “civiltà”. Oggi, la stessa mentalità predatoria si manifesta in forme più sofisticate, ma la logica è rimasta invariata: chi ha il potere decide e gli altri devono adattarsi.

“Great” significa solo “powerful” nel linguaggio del parrucchino biondo. Non che gli altri stronzi autocratici o dittatori in giro siano da meno. Diciamo solo che ognuno vuole tenere bello lucido il proprio bastone grosso per menare gli altri e dire “hey ma lui ha il bastone ufaaaaa!!!!!” e anche uccidere mamma, anzi, non permettere che mamma esista, perché bisognerebbe tutti obbedire alla stessa legge. Quella del SUO bastone. E nessuno vuole una legge uguale per tutti. Tutti vogliono la PROPRIA legge uguale per gli altri: ossia fate quello che voglio io quando lo voglio io e lo decido al monento quello che voglio ora, poi domani diverso e tra due secondi ancora diverso e voi obbedite o: bastone.

AGOSTO 2016, paypal cambia condizioni

Paypal sta cambiando varie condizioni nel suo contratto (suo, perché anche se tu sei un contraente ovviamente le modifiche sono unilaterali).

Alcune che noto come particolarmente interessanti sono queste:

“Purtroppo PayPal non offrirà più i propri servizi agli utenti residenti in Turchia. Pertanto tutti i riferimenti a tariffe per pagamenti a favore di e da utenti turchi e/o espressi in lire turche sono stati rimossi dalle Condizioni d’uso di PayPal.”

Non so come mai esattamente, forse perché sono uno xenofobo incosciente, ma GODO.

Devono esserci degli inguacchi interessanti che riguardano Brasile ed India, perché a differenza di tutti gli altri stati, i conti registrati in questi paesi non possono essere usati più per transazioni personali (in/out).

Non sono coperti (tanti altri ma questo è interessante) dalla protezione acquisti paypal “acquisti di oggetti ritirati di persona dall’utente oppure ritirati da altri a nome dell’utente (anche presso un punto vendita) e che l’utente indica come non ricevuti.” … che secondo me è proprio il caso in cui uno vorrebbe la protezione acquisti. Chi cazzo si fida adesso?

“6.4 Trasferimento di denaro in valute diverse. Se il saldo include più valute, l’utente potrà trasferire denaro scegliendo una qualsiasi di queste, tuttavia, se non altrimenti concordato, il trasferimento avverrà nella valuta locale. Valuta Se il trasferimento viene effettuato da un conto con una valuta diversa da quella locale, verranno applicate le tariffe di conversione di valuta indicate nell’Allegato 1 delle presenti Condizioni d’uso. Se l’utente è in grado di effettuare un trasferimento usando la sua carta MasterCard o Visa, potrebbe essere applicata la tariffa indicata nell’Allegato 1 delle presenti Condizioni d’uso. Il trasferimento potrebbe essere effettuato nella valuta locale a seconda se PayPal sia in grado o meno di eseguire la transazione nella valuta base della carta.”

Ditemi voi che cazzo vuol dire: a me dà l’idea che il cambio valuta sia obbligatorio. Cioè anche se io ho il conto con DUE valute, loro fanno (a pagamento ovviamente) il cambio valuta SUBITO anche se io non glielo chiedo. Cioè se io ho il conto sia in valuta locale (euro) che dollari loro mi convertono tutto in euro anche se non mi frega? Perché ok, prima o poi lo farete ma… decido io quando il cambio è favorevole e quando IO voglio fare il cambio valuta.

Non puoi applicare sovrapprezzi a chi paga con paypal e non puoi “parlarne male” o dissuadere ecc ecc. Vabbé. Se lo hai voluto… comunque trovo che l’applicazione di sovrapprezzo sia sacrosanta: del resto voi cari di paypal… lo applicate. E’ un prezzo, è una spesa. Scegli questo: costa così, scegli questo altro? costa cosà. Altrimenti basterà dire che il prezzo di paypal è quello normale e gli altri sono scontati esattamente del sovrapprezzo di paypal, razza di furbacchioni. Se fate la cresta sul NOSTRO lavoro, ovviamente lo faremo pagare al cliente. Deve saperlo.

Paypal senza chiederti niente può pubblicizzarsi usando la tua proprietà intellettuale (logo eccetera). Questo è molto, molto, molto scorretto; è assolutamente vero che se vuoi puoi fare a meno di usare paypal, ma da parte di paypal è totalmente, assolutamente, senza possibilità di eccezioni SCORRETTO. Tant’è vero che con il LORO logo tu non puoi fare lo stesso, giusto? Devi seguire le loro precise regole.

“Per i reclami “Notevolmente non conforme alla descrizione” (SNAD), PayPal può richiedere all’utente di rispedire l’oggetto al venditore a un indirizzo ricevuto da PayPal durante la revisione del reclamo o a PayPal o a una terza parte a proprie spese e di fornire la Prova di avvenuta consegna. I requisiti della Prova di avvenuta consegna sono delineati nella precedente sezione 11.9. Adottare tutte le precauzioni del caso per ridurre il rischio di danni durante la nuova spedizione. PayPal potrà anche richiedere di distruggere l’oggetto e di fornire prova dell’avvenuta distruzione.” – non lo commento nemmeno. Tenetene conto. Fastidioso, ma ricordatevi che vi state imbarcando in ciò che qualsiasi multinazionale o di import-export fa giornalmente: siete dei singoli, vi viene offerto un mezzo, ma le condizioni sono le stesse dei “grandi”. E non potete nemmeno contrattare.

testo delle modifiche reperibile QUI.

Corbis/veer vende ai cinesi

Il 22 Gennaio Corbis ha annunciato che i business relativi alla vendita di licenze di Corbis, Corbis Motion e Veer sarebbero stati venduti ad un’affiliata di VCG (Visual China Group), ovverosia Unity Glory International. Contemporaneamente VCG ha stretto la morsa potenziato la partneshit con Getty Images (che per i poveri sfigati del microstock significa la malcagata iStock – e non perché non generi miliardi di introiti, ma perché la sensazione è che Getty se la malcaghi di brutto): quest’ultima (Getty) diventerà il distributore esclusivo per le immagini di Corbis & co fuori dalla Cina.

Verranno selezionati contenuti della Corbis collection per essere migrati a Getty Images (nessuno cita iStock e nessuno cita Veer in questo dettaglio, quindi intanto questa informazione è chiara per chi lavora nella parte “alta” e non per il pueblo dei contributors.

I contenuti selezionati di coloro che lavorano già con Getty Images (non dicono esplicitamente iStock però) o che anche non ci lavorano in qualche modo verranno migrati: verrà inviata una richiesta del bli e del bla.

In pratica perdiamo un’agenzia, a mio modo di vedere. Forse però scremano la cacca dalla cioccolata e la merda mista la tengono ovunque, mentre le ficate le portano tutte a Getty. Un’idea non malvagia. Credo stiamo parlando, per chi non si intendesse, di Getty e di Corbis “serie” … con immagini d’archivio storiche, di autori famosissimi, eccetera.

Ci sarà un periodo di transizione in cui la roba sarà presente in entrambi gli ambienti.

Il contenuto che non verrà migrato a Getty continuerà SIA ad essere rappresentato da VCG (che assorbe Corbis & co) SIA (e qui non si capisce) i diritti di distribuzione verranno restituiti ai collaboratori (un modo cortesemente stronzo per dire: vi cacciamo fuori).

Alcune FAQ di quel giorno http://www.corbisimages.com/content/corbisfaq/ mi fanno intendere che, sostanzialmente, veer, per i contributors, chiude. Io sono fotografo, ma non dice niente di illustrazione, illustrazione vettoriale, font eccetera.

Molto poco chiaro … ed ovviamente mi fa pensare che, vista la mia esperienza, quando senti puzza di poca manutenzione devi sempre chiederti: cosa succede? Chiudono o vendono? O di quale altro grosso cambiamento MI STANNO TENENDO ALLO SCURO? Perché è così che fanno sempre, purtroppo. Non averci pensato, da parte mia, è stato piuttosto stupido … ma se ci penso bene la fatica richiesta per fare i submit presso Veer è talmente tanta per un guadagno misero (a parità) che me ne ultrasbatto le palle.

Quello di cui c’è poco da sbattersi le palle è il fatto che le agenzie serie si stanno ridimensionando e che la globalizzazione non fa che allargare quei processi che si vedono comunque in una nazione: il grosso mangia il piccolo: non è vero che c’è spazio per tutti: l’unica cosa è che i dipendenti dei grossi possono essere distribuiti in tutto il pianeta così come i clienti.

Siamo NOI che dobbiamo svegliarci e NON essere loro dipendenti 🙂 Ma è sempre la solita storia, solo globalizzata: ad un certo punto il mio cliente è lo stesso della multinazionale globalizzata: ovviamente avrà un risultato a minor prezzo, anche se non personalizzato. O lavoro con loro, o contro un mostro gigante?

Però al loro confronto io posso fare prezzi molto più bassi e guadagnare di più.

C’è da pensarci su.

#Internet proibito nelle grandi aziende: stronzata

Stalle con tanti impiegati alla scrivania. Questo sono le grandi aziende con i famigerati e disumani open space. Chi ha inventato questo modo di mettere la gente in batteria in stile Panopticon? Di certo non la natura. Gli animali sono riservati e comunque non svolgono le loro funzioni in file ordinate.

Ma noi siamo peggio di così. Noi facciamo in modo di far sentire alle persone che sono osservate da qualcuno e dagli altri. Così un mio conoscente mi dice che per guardare due cose su internet nella corporation per la quale fa il disegnatore CAD, si guarda intorno con circospezione e fare sospetto e tiene lo schermino piccino piccino “di internet” in basso da qualche parte e che non ti puoi nemmeno grattare una chiappa in scioltezza perché sei in un open space del cavolo con 100 persone … persino in ospedale avevano smesso di usare i casermoni… chissà come mai? Forse perché era disumano e poco dignitoso?  Continue reading →

Lettura consigliata: Perché siamo così ipocriti sulla guerra?

immagine che ricorda la violenza dei forti sui deboli

questo siamo

Per l’editore Chiarelettere è uscito il libro di Fabio Mini dal titolo “Perché siamo così ipocriti sulla guerra?“. Lo consiglio. Il curriculum dell’autore non è secondario. La sua autorevolezza non gli viene solo dall’aver prestato servizio “in alto” … ma dalla parte dalla quale non ti aspetteresti di sentir parlare chiaro in questi termini delle motivazioni della guerra, del nostro atteggiamento e soprattutto di chi governa il mondo e i nostri paesi: che questa gestione venga dallo stato oppure dalle multinazioanali.

E’ un Generale a parlarci e a dirci quello che il pezzente al bar sa da sempre, che il populista ha facile gioco ad urlare per il proprio lato politico, e il poeta dissacratore o la satira affermano come un dato certo. Ma che poi, dati alla mano assenti, tacciono quando sentono in faccia l’odore dell’alito del potente che, una volta ogni tanto, raggiungono. Continue reading →