Bjorg Porn

Il titolo volevo farlo, quindi va così. Ho scoperto di aver avuto una punta di traffico il 17 del mese scorso. Non si capisce perhé. Questo come web-cojone e social-merda-marketting mi rende davvero una grossa testa di cazzo. Ma chissenincula. Ecco, così abbiamo mandato via quelli che je da fastidio la parolaccia.

Ho finalmente trovato una scarpa che io uso nei miei nudi in un porno. Un gran bel porno. Avevo già qualche dubbio sulle scarpe con così tanta “zeppa” … ma hanno una forma talmente giusta che alla fine tutte sono contente. Dicono sempre “da troia” “dei porno” ma poi quando le hanno su e si vedono allo specchio nude con quelle… il loro viso parla da solo. Sopracciglietto alzato, linea perfetta della gamba.

Però cazzo: adesso l’ho beccata io in un porno. Era proprio quella, sono sicuro al 100% perché prendo SOLO quella con diversi numeri. Mi costa parecchio, l’ho vista mille volte nelle foto.

E uff.

Era anche un po’ di tempo che cercavo un tacco 12 davvero fino, strettissimo, un artiglio, ma soprattutto che tenga quel piede in quella splendida posizione da ballerina. Adesso ho avuto una spinta fastidiosa in più.

Ora tornando ai fottuti visitatori di quel giorno, tutti dagli stati uniti, mi chiedo cosa cazzo possa aver detto di interessante. In inglese scrivo raramente, solo per dire ai lettori inglesi che siano anche loro impegnati nel lavoro di micro-stockers, che non sono soli nei momenti di merda. Non credo proprio di aver riscosso un simile interesse.

Boh! Ora metto un viva la figa. Questo per avere un testo sicuramente digitato da un certo numero di persone. Persone che forse non vorrei che arrivassero qui. Del resto non mi interessano nemmeno persone che sono convinte che la figa non sia da nominarsi, da considerare davvero molto bella e così via, anche se hanno collaborato a livelli scientifici internazionali per costruire un mondo migliore. Se poi mi cadi facendo una smorfia sul “viva la figa”, beh, ok, sei un ottimo lavoratore. Lavora pure. Ma quando hai finito, io vado da un’altra parte.

volevo regalarti un anale duraturo

Grazie, è veramente bello.

“Sai il giorno che ci siamo lasciati (no, mi hai lasciato) volevo farti un regalino sessuale, ma non ce l’ho fatta, mi sentivo troppo male, mi stavi trattando di merda da giorni”.

Il punto del contendere è questo, signori. Io in quel momento, lo ricordo, stavo pensando che era lei che mi stava trattando di merda da giorni e che io stavo restando troppo zitto. E poi è successo il disastro e tutto il resto lo sapete.

“Non vogliio sapere di cosa si tratta, visto come siamo messi eh?” dico metnre andiamo a mangiarci roba cinese al parco. Continue reading →

Fotolia fa la furba con il dollar fotosgniapz

Se seguite i blog per microstockers avrete forse scoperto che i simpatici di Fotolia (now sotto Adobe) hanno avuto – OPS! – un piccolo disguido per cui …

beh, innanzitutto all’inizio hanno deciso unilateralmente di mettere le foto dei contributors senza chiedere loro se fossero d’accordo in un partner program che chiunque sia un attimo informato ha trovato ORRIPILANTE: le revenues sui guadagni provenienti da quel lato sono infime e fisse. E soprattutto fai un’offerta schifosa al cliente che è un calcio nelle palle del mercato. E sei proprio tu a farla!

Poi, dopo aver visto la quantità di proteste della gente hanno deciso di offrire (oh, magnanimi) la possibilità a quelli che voglio ricordare sono PARTNER COMMERCIALI – e non dipendenti – di optare per la non-partecipazione a quello specifico partner program. Vi ricordo che solo i guadagni da crediti sono accettabili: quelli da subscriptions e dal loro partner program sono bassi e fissi (che nel caso della pubblicità della Conad sarà anche bello per i clienti, ma sono certo che quegli stessi clienti se dovessero scegliere queste due parole come caratterizzanti il loro stipendio non sorriderebbero più) … non ci sono grandi possibilità di migliorare. Puoi solo fare volumi… in un mercato globale gigante.

Ora, la voce per fare l’opt out ovviamente è fumosa e abbreviata (DPC) … e se non sai la storia probabilmente non guardi neanche: dici … beh è un modo in più checcazzomenefregammé (tanto c’ho il diesel): eh … ti frega che contribuisci a guadagnare sempre meno pure tu.

Ora però: che successe? Successe che per 24 ore anche le foto di chi ha esplicitamente optato per la non-partecipazione sono state tutte disponibili per la vendita. E sembra che sia anche un po’ peggio … ma vi lascio indagare nei forum specializzati. Bene, che cosa fa il “portavoce ufficiale per i rapporti con i contributor” in questo forum? Innanzitutto ovviamente porta il dialogo in separata sede, fuori dalla zona pubblica, invitando tutti a rivolgersi a lui per qualsiasi BLA E BLA – si ma caro… si stavano già pubblicamente rivolgendo a te. Puoi rispondere: le domande ti sono state fatte e c’era anche molta gente che ha chiaramente detto che per l’organizzazione della precedente protesta sono stati sbattuti fuori i contributors. Capito cari? Sindacati eccetera … qui non esistono. Però esiste internet e la comunicazione TRASPARENTE. Esistono le class action, casomai.

E poi cosa fa? Fa sapere che – oh, magnanimi!!!!! – per qualsiasi licenza rilasciata in quelle circostanze su immagini per le quali era stato richiesto l’opt-out, verrà riconosciuto un compenso forfetario di un soldo di cacio bucato. Ah. E chi lo ha deciso? Cioè tu violi un contratto e un rapporto con il tuo partner e TU decidi il modo in cui lo risarcirai? Allora LUI può decidere di sbattersi tua sorella (o tuo fratello, a seconda).

Non pensate che le “lotte dei lavoratori” siano roba da dipendenti. I Freelance si possono traquillamente associare e fare qualcosa. Alcuni di questi siti, infatti, hanno belli in grande i simboli di associazioni di categoria e di tutela: non saranno magari quelli in cui guadagni di più, ma non accade perché il tuo distributore cerca di infilarti degli autoarticolati nell’ano.