Anche lei qui

Ora anche lei è qui. La simpatica vita è sempre una stronzetta. Si chiede sempre perché non la sblocco da FB, visto che ormai siamo amici. Perché crede che io la blocchi perché lei non deve vedere me. E invece sono io che non posso vedere lei. Costantemente qualcosa che non è più me. No, non ce la faccio. Forse non seguo più nemmeno il suo profilo instagram.

Cerco di andare avanti verso il mio baratro senza crearmi altri legami col dolore. Mi dice che sua madre ha letto delle cose che scrive su Facebook e le ha detto “ma potresti fare la giornalista!”. Sorrido, ricordo il dialogo che ho avuto con una collaboratrice del Fatto… Anche no. Ma tu fai, prova, non devo tirarti giù. Vuoi fare la scrittrice, niente meno?

Continue reading →

AL lavoro, non “a lavoro”

Anche Garzanti, ma di sicuro Treccani, significato 1c, ben espresso in:

Anche (al sing.) il tempo in cui si è occupati in un’attività: durante il lavoro non voglio essere disturbato; e per metonimia, il luogo dove si lavora, soprattutto quando si tratti di lavoro subordinato e da compiersi in sede diversa dalla propria abitazione: andare al lavoro, essere al lavoro, uscire dal lavoro, tornare, venire via dal lavoro, abbandonare il lavoro, essere assente dal lavoro.

Se no, cazzo, possiamo dire “vado a supermercato”. Non è “vado a lavorare”. 

Quindi per favore, basta dire “vado a lavoro”, ero “a lavoro”. Se no io ero a cesso, io ero a supermercato, vado autolavaggio! Bunga! GU!

“problematica” ha rotto i coglioni: BASTAAA!

Gente, “problematica” non è sinonimo di “problema”.

eh, c’ho delle problematiche a scuola…

il nostro territorio, già interessato da altre problematiche … 

MA CHE CAZZO DITE??!!! come cazzo parlate???!!!!

“Problematica” è aggettivo femminile , ad esempio riferito a persona. Oppure – ma non va comunque confuso! – si riferisce ad un INSIEME di problemi. E ora sicuramente mi potrete stare a cavillare che “io intendevo infatti proprio l’insieme!” si… e allora avevi difficoltà non con UN insieme di problemi ma con VARI insiemi di problemi?! “delle problematiche” ???

su per favore: la verità è che ti faceva figo usare “problematica” al posto di “problema” , magari credendo che fosse una parola con le cromature, più lucida e fica, senza sapere che non è sinonimo della parola corretta.

Dal Treccani: “L’insieme dei problemi fra loro connessi relativi a un dato argomentola pdella disoccupazione giovaniletutta la psulla questione si riduce a pochi dati; con sign. più specifico, la particolare impostazione e classificazione dei problemi propria di un autore, di un movimento culturale, di un periodo storico, ecc.: la pcrocianala pstrutturalista.”

E sicuramente il ragazzo di 21 anni che scrive la petizione AL MINISTRO (Cristosanto, ok la democrazia, ma prima di scrivere ad un ministro, almeno imparare la lingua …) dovrebbe sapere che cosa dice, quando lo dice. E invece usa parole a cazzo.  A 21 anni puoi sapere, se hai fatto una scuola di un certo tipo e con dei prof di un certo tipo (io la critica strutturalista l’avevo fatta, ad esempio) sai chi sia il Croce. Ma ho come il non-troppo-vago sospetto che chi usa “problematica” a sproposito non comprenda quell’uso indicato nel dizionario, relativa alla classificazione dei problemi propria di un autore.

Quindi smettetela: dite PROBLEMA quando intendete quello. Lasciate la problematica a chi la tratta davvero. Ben pochi.

il #copyright si VIOLA, non si “infrange”

lui bravo, lui guarda sul dizionario

lui bravo, lui guarda sul dizionario

Quando la gente smette di parlare l’italiano corretto perché l’inglese internettaro gli si infila tra un neurone e l’altro io esco di testa. Dico… devo leggere su un blog di una, che tra l’altro ovviamente se la tira, che le contestano di aver “infranto il copyright” … ? Ora ovviamente può giocarsi il jolly del “ho ovviamente fatto dell’ironia” ma… il resto del post ovviamente dice “l’inglese mi ha martellato via un po’ di italiano” … 😦

esperti dicco municazzinoe

Leggo in un blog che non conosco, che ha un template davvero fico, che giudico superficialmente come il prodotto di qualche giovane ignorante della lingua italiana che però è cresciuto nell’esperienza professionale sul web marketing, o semplicemente la preparazione di siti web (non è la stessa cosa, ne può essere parte) – le seguenti parole che cito: “[…] ironizzare un poco su questo nostro mondo, spesso considerato il fratello minore della “grande” comunicazione tv e stampa, e di cui tante volte ci si limita, anche tra gli addetti della comunicazione, a considerarne ben poco le regole, le implicazioni tecniche e le minime conoscenze necessarie.

mi viene da dire … allora proprio come accade nel mondo della comunicazione in generale, a partire dalla lingua italiana: è il mattoncino principale della comnunicazione, in special modo per chi non tratti della parte grafico/visuale della faccenda: ad esempio un copywriter deve saper scrivere e leggere.
Le regole della grammatica ad esempio, non possono essere bellamente ignorate da chi fa della comunicazione una professione. Sembra infatti che riempirsi la bocca di “comunicazione” con “scienza della” davanti, oppure “agenzia di” renda automaticamente competenti in scrittura anche quando si andava assai male in Italiano sia alle elementari che in seguito. Continue reading →