FANESTAN

“Fan e stan” si riferisce ai gusti del pubblico: “fan” indica i semplici ammiratori, mentre “stan” è uno slang per superfan estremamente devoti e appassionati di un artista.​

Significato di “Stan”

Originario da una canzone di Eminem del 2000 intitolata “Stan”, che racconta di un fan ossessivo; oggi descrive fedelissimi che conoscono tutto e difendono l’idolo sui social, senza connotazione negativa.​
Nel contesto musicale italiano e online, “stan” e “stannare” esprimono ammirazione intensa, come “sono uno stan di Lana Del Rey”.​

Differenza da “Fan”

  • Fan: Ascoltatore casuale o apprezzatore generico, vota in classifiche popolari.
  • Stan: Fan hardcore, organizza discussioni su Reddit o Twitter, influenza ranking “fan consensus”.

le parole sono importanti, cara psicologa dei miei PERMALOSO

Avrei voluto corredare questo scritto con lo spezzone di video, il solito, di Nanni Moretti e “le parole sono importanti”. Ma prima di appiccicarlo così a cazzo, me lo sono rivisto. Pensavo per ridere. Ma non mi ha fatto più ridere. Lo trovo violento, lo schiaffo proprio. Forse se fosse stato maggiormente “staged” (uno schiaffo poderoso, in stile supereroi, con la rincorsa) forse avrebbe fatto ridere, sarebbe stato teatralmente esagerato, buffo. Ma lo schiaffo è ben dato, sembra vero. E quindi pur ricordando che tutta questa cosa è ironica… il disagio ottimamente reso dall’attrice mi colpisce. Magari sono mestruato, vai a vedere.

Io sono uno di quelli che ha perso anni di vita con l’esistenza di internet. Sono uno di quelli che quando apre un dizionario inizia a dire “ahhh, ma interessante, ah si? Ah!!!” e vede un’altra parola, e poi un’altra, e sfoglia a caso… E con quelli in cui puoi cliccare ancora di più. Vedi wikipedia ad esempio. Internet stessa, tutta internet.

E quindi ho trovato nei commenti una cosetta che mi ha fatto riflettere su un fastidio personale verso tutta una serie di quelle che, con una frase fatta, chiamiamo “frasi fatte”. Ma in realtà, se usate con cognizione di causa , sono espressioni idiomatiche, svolgono una precisa funzione comunicativa tanto quanto le parole stesse. Possono annoiare, suonare male. Ma se usate a proposito, non c’è davvero un buon motivo valido per lamentarsi, a parte la puzza sotto il naso.

Ma eccomi al vero post!  Continue reading →