sono anaffettiva (44ma puntata)

Dopo avermi lasciato lei è stata subito con uno, innamorata, dopo avere detto a me di essere innamorata e tante belle cose. Poi non era giusto. Per cazzate, devo dire, ma chissenefrega, che si fotta lui e la sua sfiga, pazienza. Poi se ne è fatti altri due. Mentre io lo sapete bene cosa provavo, lo sapete. Comunque non lo sapevo, quando mi ha ricontattato, quando ho fatto il mio “rito mensile”.

Ma non me ne frega un cazzo, guardate un po’ . Perché quando l’ho conosciuta era chiaro quanto le fosse semplice scopare in giro. Me lo diceva proprio “potrei persino fare la prostituta: ho una grande facilità a fare sesso”. A suo tempo poi decise che non voleva la storia leggera, che voleva quello che volevo io, e voleva me. La Storia D’Amore, la Storia Vera, l’impegno. Certo aveva 20 anni, ora 21, tra un po’ 22.

Per cui non so… quando vedo che fa la sua mossa, quella “io pratico il distacco” … come fa con me, così fa con questi. Si distacca, non ci sono più. Mi illudo forse.

Comunque questa nuova versione è “amareggiata dai maschi”* e non vuole lasciarsi andare perché ha paura di affezionarsi. A chi, a me? Cioé tre mesi fa eravamo assieme… Comunque ora ci frequentiamo e basta, niente fisicità, anche se sa che la voglio. Forse nella sua testa si è fatta l’idea che l’astensione poi fa sentire tutto migliore, cose del genere. Ad ogni modo io sono stato chiaro: io non voglio un’amica. E non mi interessa una storia che non sia intrisa di tutto, a partire dalla passione fisica, che non vuol dire fare le orge se non ti viene, ma sentirsi vicini, anche abbracciarsi, toccarsi piano, accarezzare, baciare, sentire la tua pelle. Anche sentire il tuo culetto nelle mie mani mentre ti abbraccio solo per abbracciarti, senza fare chissà che se non è quello il momento. Amo baciare. Continue reading →

la bolletta dell’ANAL

Siamo i guerrieri.

I guerrieri della stufetta.

I guerrieri della cantina.

I guerreri del vecchio computer in cantina che cercano di combattere la disoccupazione.

Siamo guerrieri.

immagine di guerriero dei ghiacci

volevo essere questo guerriero

I guerrieri de ‘sto cazzo: quando mi è arrivata la bolletta dell’energia elettrica l’altro giorno, gli amici che sono al nostro fianco nella battaglia quotidiana mi hanno ricordato che se l’accendo un’altra volta basta che dia il conto corrente della società dell’energia elettrica a quelli dell’inps e loro verseranno direttamente l’indennità di mobilità a loro, si fa prima, si evitano le code: snelliamo la burocrazia!

Perché io nella cantinetta ho il cosiddetto ufficio… quello che il ragionier Staminchia di 20 anni fa avrebbe definito “lo studio”. Ma io non ce l’ho lo studio, quello con la libreria in legni scuri e tanti libri. Mi piacerebbe, per carità. Ma io ho uno scaffale Ikea con dei manualoni ed alcuni scatoloni del trasloco che non stavano in garage (che le nostre auto non hanno mai visitato), una scrivania (strafica!) riciclata dall’ufficio dismesso di mio padre prima che chiudesse lo studio, due cavalletti con una tavola di compensato sopra, un divano a due piazze che invece di venire buttato è stato dato a me (e io godo) e una sedia da ufficio, sempre dono del babbo e del suo abbandono dello studio professionale.

Tra la mia schiena e il divano ci sono circa 80 cm. Ma è una stanza e io ci lavoro: a casa non c’è spazio. Siamo i guerrieri dello spazio eh? Non ho visto in giro Goldrake quando c’era da traslocare da casa vecchia e pure i Cavalieri dello Zodiaco quel giorno avevano prestato furgoni e monovolume ad altre persone. Però questa stanza è una cantina, in realtà. Quindi quando d’inverno fuori fa -8 qui, dato che un muro confina con il locale caldaie, ho il beneficio di arrivare a 12 gradi invece che a 2. Fine del beneficio. Però la stanza è sufficientemente piccina da poter essere agevolmente riscaldata con una stufettina elettrica: in pochi minuti fa caldo. Ma in pochi minuti fa freddo, se la spegni.

Ma se la accendi paghi. E se io pago troppo non mangio, non pago le spese condominiali, non pago la benza, non pago le eventuali piccole spese per cercare di investire in un futuro diverso, non pago il mutuo, non pago il telefono od internet.

Siamo guerrieri.

Anche lui: lo hanno trovato morto nei ghiacci; basta stufetta.

otzi, credo.

ha risparmiato sulla corrente però!

avere paura di scrivere un curriculum

Arrivare ad avere paura di fare qualsiasi cosa è possibile. Voglio descriverlo perché forse non avrei mai immaginato di sentirmi in questo modo e, forse, alcuni che ora sono solo preoccupati da qualcosa, per sé, non immaginano che domani, forse, potrebbero sentirsi paralizzati come me.

Per questo devo partire subito con un consiglio POSITIVO: se non state male, scrivete o aggiornate il vostro curruculum IMMEDIATAMENTE. Fatelo ORA, tornerete qui a leggere dopo. Perché? Perché il vostro stato mentale positivo vi consente di portare a termine questa operazione, di non essere incatenati, congelati, impastoiati in un circolo vizioso autodistruttivo. Di dire semplicemente qualcosa, senza farvi venire mille dubbi che vi spingono a tacere, a ritirarvi, a sparire. E potrete usarlo anche se doveste trovarvi in condizioni di non riuscire a scriverlo più come si deve.

“Dottore, cura te stesso” – dunque? Certo, ora io me ne rendo conto, ma questo non mi basta a far sparire la sensazione. Sapete, quei film d’azione dove si parla di “vivere nella paura” … beh, questo cambia senso una volta che ti capita. Continue reading →