So perfettamente (stats) che in questo nuovo indirizzo non mi segue un cazzo di nessuno e quindi mi posso permettere di ricevere, tra gli avventori casuali, anche un potenziale fotografo che impari qualcosa senza fare fatica ed esperienza personale. Del resto youtube è pieno di roba. Ma di solito è pieno di roba… di cui è già pieno. Le vere esperienze utili, di solito, non ci sono. Quello è sempre “pro” “premium” “extended” “next level” eccetera. La tecnica – la consiglio anche io – è sempre regalare un po’ di conoscenza che semplicemente l’utente zero non ha la voglia di imparare dal manuale della fotocamera, oppure da quello del software… roba ultra-base. Ma tu hai la pazienza di spiegargliela, gli dici una cosa interessante. E hai beccato un potenziale interessato al resto. La dose gratis. Continue reading →
Tag / fotografare
non ti do il copyright! (minchiata)
Questa cosa la spiego ad ogni nuova persona che arriva in studio per posare. Credo che tutti debbano saperlo.
Prendete una macchina fotografica in mano. Fatto? Ora siete fotografi. Fate una foto. Fatta? Siete autori! Sulla foto che avete fatto voi AVETE IL DIRITTO D’AUTORE, ovverosia il cosiddetto “copyright”. Il CopyRight è vostro. Se avete fotografato vostra zia, il copyright è vostro, non di vostra zia.
Quindi se vostra zia dicesse “hey! non ti do il diritto d’autore per questa immagine!!!” oppure “guarda che non ti do il copyright!” starebbe dicendo una o l’altra minchiata.
Il diritto d’autore ce l’ha l’autore. L’autore sta dalla parte dell’obiettivo che non cattura immagini. Sta dall’altra.
Il diritto d’autore inizia ad esistere nell’istante in cui avviene lo scatto, è automatico, è intrinseco, non serve chiedere o dichiarare niente a nessuno. Se l’opera fotografata è una “mera riproduzione della realtà” o “di carattere creativo” si discute.
Il diritto d’autore comunque non ce l’ha la persona ritratta, poiché, tranne in caso di autoritratto, non è l’autore.
La persona ritratta ha il diritto all’anonimato, o diritto alla privacy. Questo significa che in luogo PUBBLICO non può opporsi (a parte schermendosi) allo scatto della foto o alla sua registrazione (pellicola, scheda di memoria). Ma è l’unica che ha il diritto di autorizzarne la pubblicazione. Rinuncia a questo diritto in due modi: 1) con il proprio comportamento, ad esempio facendo lo youtuber, andando in TV, diventando una persona di spettacolo o comportandosi in modo tale da risultare nota, anche attraverso la politica od una carica pubblica dello stato 2) attraverso la manifestazione del consenso, che normalmente avviene in forma scritta: questo documento si chiama “liberatoria” o “model release” in inglese.
Non è necessario che il consenso sia manifestato in questo modo: potrebbe essere un piccolo video, potrebbe essere un documento elettronico di provata efficacia (esistono delle app). Ma la forma scritta è la più comune, facile, abbastanza sicura.
Il diritto all’immagine è un po’ diverso. Il diritto allo sfruttamento (vari tipi) dell’immagine è ancora diverso.
Queste sono informazioni “base” senza complicazioni grandi, eccezioni, postille ecc.
Speriamo sia di pubblica utilità.
SB e i suoi pistolotti antifotografi

tette. (C) S.B.
Di quale fotografo (parlatore di fotografia, più che altro) sto parlando lo dovete capire da soli (S.B.) perché non intendo aumentare i riferimenti al suo nome né con link, né con la ricerca specifica del suo nome. Ma ormai ne ho parlato a sufficienza in altri post perché si possa capire. Italiano, su facebook e sul suo blog, noto anche per il viaggio a piedi incoerente iniziato per il “valore” della fotografia.
La sua incoerenza è l’elemento più importante. Quando decidi di parlare di perché, allora non puoi più fare lo sputasentenze. Devi motivare. E se dici una cosa che contrasta con l’altra semplicemente una non è vera. Quindi, per parlare come lui, è una stronzata. E se dici stronzate non puoi sentenziare. Puoi sbraitare, puoi brontolare, puoi opinare. Ma di certo non puoi pretendere di profferire verità, perché ciò che dici non è – con la pacata trafila di una discussione – sottoposta alla verifica.
Per cui cari fotografi: volete fotografare? Fatelo. Chiunque abbia velleità artistiche potrebbe voler considerare utili spunti quelli di S.B. : tempo fa lo lessi definito “la Littizzetto della fotografia” … ma consideriamolo più un assistente alla masturbazione mentale. E’ utile, per un po’, ragionare sulle sue boutade: se devi formarti un senso critico e il tuo interesse per la fotografia vuole raggiungere il confronto con artisti di tutto il mondo. Esercitare il pensiero critico, anche se non ti interessa, può prepararti ad impatti successivi. Ecco l’utilità di S.B. e di altri parlatori di fotografia. Continue reading →
Fotografare e l’onomanzia
Ossignùr. Scopro che qualcuno sta frequentando questo blog alla ricerca della parola “onomanzia”. Ora, per chi semplicemente si appresti a wikipediarne il significato, vi vorrei subito fermare. Andate QUI a farvi un’idea di come un onomamente possa scrivere e di quali esclamazioni di “sorpresa” ciò vi possa suscitare. Continue reading →
