che si baciano in pubblico

Questa storia forse l’ho già scritta. E’ vera, ne parlo ogni tanto, di solito a chi è molto più giovane. Oppure quando racconto di me, del fatto che quando io ti bacio per me il mondo sparisce, che baciarsi in pubblico per me è ok, e sei perfetta se te ne freghi anche tu, perché non ti importa più di niente altro.

E questo sarei io. Ma.

un Doisneau d’annata (fake, lo sapete)

Da bambino, figlio di madre ultracattolica (del ’37), andavo come tutti a lezioni di Catechismo (“a Dottrina” dicevamo noi). Ero piuttosto disinteressato al messaggio vero, al nocciolo della questione. Avevo già i miei dubbi. Sentivo già le incoerenze e le puttanate grosse. Ho solo due ricordi importanti e indelebili: uno non me lo spiego… da piccolo mi faceva un po’ sorridere, ma alla fine si vede che la mia sensibilità non era proprio una merda: questa signora prese un fiore e con visibile ma non teatrale sospiro per ciò che stava per fare, lo lasciò cadere a terra e lo calpestò. Molti di noi – e anche io – rimanemmo abbastanza con la faccia “ma è scema? embé? comunque io non pulisco eh”. Serviva a spiegare un atto di violenza verso qualcosa di delicato e debole… forse, non so. Ma in effetti, a dispetto di quanto forse credevamo di essere duri e insensibili, questo atto non si è cancellato mai più.

La seconda cosa Continue reading →