insicuri che generano insicure AKA basse autostime infettive

uomini che odiano le donneUomini insicuri generano donne insicure? Maschi, femmine. Ragazzi, ragazze. Giorni fa avevo programmato un servizio prima di volare sulla luna a razzo (ma non troppo, che mi hanno già segato punti e randellato il portafogli con grosse mazze ferrate) : si trattava di video; cose che non so fare benissimo. Ne avevo fatti con lei, che è violinista, ma poi avevo trovato un’altra ragazza che era violinista. E siccome i miei primi video erano cannati di brutto ma funzionavano lo stesso ho deciso di cimentarmi nuovamente, questa volta facendomi prestare dei fari x video. Questa roba era programmata da settimane.

Il giorno prima mi chiama G, sorella di D, e mi fa “hey!!!! veniamo con mia sorella a fare delle foto FIGHE? Mia sorella vuole sentirsi FIGA! E’ giù e dai che si decide!” … e cristosantissimo sono molto carine, ed è meglio operare del nurturing come dice il buon markettaro standard. In più la più giovane mi ricordo che aveva una silhouette di quelle da smascellare, solo che era tutta vergognosetta. Ma sul serio. Si vergognava proprio.

Ok ok ok, se arrivate presto facciamo, dai. “yeee!!!” ok allora poi sento la sorellina. E lei faccette dimidine su WhatsApp ma “sii, sono stufa di sentirmi insicura!”. Ok, bene. Una buona via. Del resto queste son belle eh! Io non sono uno che infonde bellezza. Se ce l’hai me la piglio. Rubo l’anima, no? Ma la immortalo, te la restituisco in copia digitale. Gratis, se posi per me. OK, chiedo conferma che vuole “fare la strafiga” e quindi OK.

Arrivano, facciamo, non sto a dire.  Continue reading →

gigi, la cremeria, il pollo e l’obsolescenza programmata

“Una volta che hai accalappiato il pollo” è un concetto che ho sentito da 30 anni. Questa frase stessa, non dovreste sottovalutarla. Quale? Quella “che ho sentito da 30 anni”.

Ne ho 44.

Figuratevi un ragazzino di 14 anni, anzi facciamo pure di 12, che sente dire a qualcosa che assomigliava a tua mamma, una donna, che “una volta che hai accalappiato il pollo”.

Che quando hai incastrato un uomo, un maschio, un ragazzo, allora… allora varie cose. Cose che cambiavano, finzioni che cadevano, altarini che si potevano smettere di controllare, armadi che potevano tranquillamente essere scrollati dai loro scheletri, perché tanto ormai chissenefrega. Corpi che potevano smettere di essere curati perché non era per essere né per sentirsi che questi corpi erano belli, piacevoli, gradevoli, affascinanti… ma certamente attraenti. Era solo per questa ultima: attrarre. Ma se non ti serve più attrarre, pensavano queste gentildonne, queste dame, queste signore degne del massimo rispetto di qualsiasi uomo (o donna) d’affari, non serve più investire in questa inutile, faticosa e spiacevole attività di curare sé stessi. Ad esempio. Ma questa era una cosa. Altre cose potevano essere solo quelle di essere gentili. Di essere accomodanti quando invece volevi sputargli in un occhio. Di scopare, persino. Fare sesso, pur di non contrariare l’acquirente.

Ricordo che Gigi mi disse che quando stava con S. era scoglionato perché questo no, e quest’altro no, e troppo questo e che fatica. E quindi lui si è trovato un’amante. Anzi, diverse amanti. Anzi, io direi scopate, non amanti. Non c’era amore. Erano proprio quattro salti in padella da come me li racconta. Gigi non è raffinato. Gli piace avere a che fare con la raffinatezza e i soldi, tanto che ci ha messo su un business, ma siccome non è raffinato, tra un po’ chiuderà. Quindi io credo in questa sensazione: erano scopate, non amava nessun’altra. Questo se lo dimentica, si dimentica di essere andato a chiavare in giro. Io posso comprendere la necessità del suo corpo, ma nel cervello. Perché lui ha tradito. Ma se lo scorda sempre quando dice che S. lo ha tradito, che andava con altri. Chissà che non mancasse qualcosa anche a S. che lui non le dava. Che di certo non erano chilometri di cazzo. Ma non so, non li conosco: quando l’ho vista allegra come una scolaretta per “dei bei manzi” però due domande sul loro rapporto me le sono fatte. Non sembrava solo apprezzamento. Sembrava desiderio. Ma quando ci sono messi assieme, mi diceva Gigi, facevano i salti mortali, i numeri, si rivoltavano come calzini, si divertivano molto. L’intesa sessuale c’era. E lei era curata, come lui. Non che lui fosse un adone, intendiamoci, ma com’era così è rimasto.  Continue reading →