l’amore di fianco

Mentre lavoro in modo più meccanico ascolto l’audiolibro de “Il giardino dei Finzi-Contini” letto da Marco Balliani. Per un po’ sono stato sul punto di considerarlo molto palloso. Anzi, confermo, tutto sommato. Per una gran parte interessante a causa del contesto storico.

Ma ecco. Il protagonista “ci prova” con lei. Lei con un garbo e una lucidità che renderebbe migliore il mondo se fosse così diffusa, finalmente, dopo un anno dalla sua fuga, gli spiega.

Hanno ancora il bel dire “Fare l’amore”, quando intendono dire sesso. Ma forse mi confondo. Lei però ad un certo punto parla in modo chiaro di come lei vede l’amore, ovverosia di due persone che non – come loro – si stanno di fianco, ma che si fronteggiano, pronte a sopraffarsi senza esclusione di colpi, continuamente, come belve feroci.

Penso che vorrei un consulto generale del genere femminile e chiedere “ragazze, ma voi, tutte, che avete sentito dire l’esatto contrario piangendo, da Claudio Baglioni, che siamo fianco a fianco e guardiamo insieme dalla stessa parte, che ne dite?”.

Perché io in effetti più passano gli anni e più parlo con donne schiette e più mi sembra che Terapia e Pallottole e lo stereotipo del meridionale che divide tra puttana e sposa, abbia il suo esatto corrispettivo maschile nell’immaginario femminile. Anzi, non immaginario, ma … desiderario. Sentimentario. Cioé che ci sono quelli che non fai tanto la rompicoglioni, te li vuoi scopare. Di brutto. Subito è “si”, subito tu gli salti addosso, subito TU mostri il tuo desiderio e vuoi essere sbattuta. Ed è fuoco, animale, spettacolare, soddisfacente, appagante, liberatorio.

E quelli che ci metti su casa, ti prepari ad ingrassare, a lasciarti andare e fare schifo, a far diventare tutto grigio e noioso, a fare papà e mamma, a scopare una volta all’anno ma anche no, che tanto chi c’ha voglia con una/o così.

Ecco io sinceramente non voglio essere il secondo. Per me la tenerezza, la compagnia, la condivisione, il dialogo, sono belli. Ma se mi togli il fuoco, il fatto che poi magari sei una che gode a farsi menare, a fare di tutto, a essere più troia di tutte, con gioia, con straordinaria passione… ma non con me. Beh vaffanculo, vaffanculo a tutta la gentilezza del mondo, la correttezza, l’onestà, la condivisione, qualsiasi cosa carina. Vaffanculo! Io voglio la bestia, quella bestia, prima di ogni altra cosa. Quella bestia che mi desidera, che desidera avere me, o che io abbia lei. Prima. Poi il resto. E se quello sparisce, beh il resto te lo può dare la tua amica. O il tuo amico fesso, come sempre sono io, tante volte, perché essere stronzi boh, non mi sembra giusto. Continue reading →