Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare

Frase di Manzoniana memoria, pronunciata dal pavido Don Abbondio, divenuto per questa triste caratteristica, esemplare.

Eppure le indicazioni di tanti benpensanti, ottimisti, volitivi, religiosi e coraggiosi… più o meno, ricondotte al succo di ciò che contengono, dicono “eh, non devi avere paura”, “devi essere coraggioso”, “devi fare quello di cui hai paura” … eccetera, ovverosia cose tanto sensate quanto ciò a cui si rivolgono… ovvero che se uno ha paura, ha paura e basta.

Dir loro “ma non devi averne” non cambierà le cose. Le persone sono lasciate sole ad affrontare il cambiamento da ciò che conoscono a ciò che non conoscono. Chi non fa altro che dire “questa è la vita, o mangi ‘sta minestra o salti la finestra” non sta risolvendo il problema di chi ha paura… non ha la ricetta, non sta aiutando in alcun modo. Si trova nella condizione di chi la cosa l’ha già risolta, non ce l’ha (ora), o non ce l’ha forse mai avuta… se ce l’avesse (ora) davvero non la saprebbe affrontare, perché la vera paura è quella che queste persone non riescono ad affrontare: nel momento in cui ci riuscissero, la condizione non sarebbe più quella descritta. Sembra cervellotico, sembra insensato. Cercate di rileggere e capire: quella paura che non si risolve, quel terrore, quella condizione. Una volta risolta non c’è più, non è più conoscibile, forse non è mai stata quella comprensibile, dunque.

E allora? E allora è chi mostra la via con l’esempio che scioglie le paure, che contribuisce … se il coraggioso apre la pista ma lascia chiaramente vedere che il possibile era possibile ed in che modo, alcuni paurosi saranno tali forse per meno tempo e tanti semplicemente lo saranno meno. Qualcuno starà dicendo che “è troppo facile” che “si, questi vogliono la pappa pronta” eccetera. Ma si, avete ragione. Questo tipo di persona, quella che risponde così, non è il destinatario di questo testo. Continue reading →

Italia in apnea

immagine di un nuotatoreForse per qualcuno questo sarà l’ultimo agosto, forse qualcuno starà fingendo, o starà sforzandosi di viverlo, come “l’ultima volta che ho fatto le ferie prima di”.

Prima di cosa?

Se si tratta del tuo ultimo stipendio, del tuo ultimo lavoro… dell’ultima volta che hai guardato la tua casa normalmente, senza pensare che forse domani dovrai venderla… e forse non ci riuscirai perché nessuno vuole o può comprarla… o peggio, solo qualcuno può farlo… e se solo qualcuno, allora significa che lo farà a condizioni che offendono il tuo senso di giustizia: ma come? Io stavo già sudando sette camicie e legando le mie scelte al sacrificio di non mollare per onorare i miei debiti… e ora devo svendere ad una frazione di quello che costa? E che quindi non mi permette nemmeno di saldare il debito con la banca?

E questo è solo un esempio: ma immagino sia il più comune.

Per quanto tempo chi guida le linee di gestione di uno stato, di un continente, di un sistema economico può pensare di lasciare una nazione in apnea? Continue reading →