Poche ore fa, ascolto Fabio Volo alla radio: mi trovo d’accordo, mi fa ridere, mi pare davvero OK, mi “sento a casa”. Eppure quando leggo i suoi libri mi sembra che il 95% del volume sia stato scritto da un bambino delle medie (e non parlo di freschezza o di una azzeccata scelta linguistica, per come la sento io; scrivere in modo non ricercato può andare benissimo) e anche un po’ scialbetto. Poi ogni tot paragrafi – pof! – appare una battuta sagace, che funziona davvero, ottima, arguta, pungente. Forse è la stessa cosa che fa alla radio, ma sulla carta serve più arrosto e meno fumo? Non lo so.