Ad Astra : sono io.

Ad Astra, locandina del filmHo appena visto “ad Astra” con Brad Pitt; nell’altra sala ce n’era un altro con lui, di Tarantino. Tutti mi dicono delusione, riguardo a quest’ultimo. Nessuno mi ha parlato di “Ad Astra”.
È certamente il mio film. Lo comprerò su qualsiasi supporto fisico duraturo lo facciano uscire. Se non lo faranno uscire lo troverò pirata.
Ho pianto, naturalmente, disperatamente, almeno 2 volte. E poi rivoletti qua e là. Atmosfera un po’ “Solaris” forse… di cui ora non ricordo più niente (versione con Clooney). Questa è la fantascienza che vorrei sempre vedere, quella che alla fine non è fantascienza, che la fantascienza è una scusa per la filosofia, per un esperimento, per pensare, per un “se”. Ovviamente non mi riferisco alla fantascienza come scusa per il cappa e spada o i mostri con i tentacoli. Carino, ok, ma non è quello per cui ho ammirazione.
Ad Astra è un film sul senso della vita, sulla ricerca di sé stessi, sul senso di solitudine; questo a dispetto di quanto leggo in giro sulla trama (cazzate) e su quanto era nelle intenzioni del regista (rapporto-padre-figlio e ipotesi “siamo soli nell’universo”).

Introspettivo, silenzioso, durissimo nelle considerazioni. La storia portante è tutta sottovoce, come la sente lui, in sottofondo, non è importante, e apparentemente nega quello che lui apparentemente afferma ad alta voce continuamente, di essere concentrato solo sull’essenziale, a discapito del resto. Cosa che accade, effettivamente, solo alla fine. Continue reading →

nel mezzo del cammin di nostra vita: la morte

A little help from my friend, forse: un link con degli indizi e poi alcune indicazioni più precise.

C’entra il Rum, vedo. Purtroppo questa cosa mi fa schifo. Non sono un bevitore. Magari col tempo trovo un superalcolico che mi piace e trovo il modo. Intanto andiamo nella direzione. Mi ha anche indicato due farmaci, ma si passa sempre per la via “dì al tuo dottore che hai molto molto dolore e vedi se ti da questo o questo”.

Si ma che cazzo di dottore è se non verifica? Mica ho un dottore del menga. Vedremo, magari qualcuno che lavora con gli anziani.

Hey! La mia stalker!

Si ma lei mi vuole vivo, cazzo. E poi non credo che abbia accesso; sicuramente lavora con “i suoi nonni” come dice lei… e magari potrebbe. Va beh, io comunque ho moltissimi punti fermi ora. 25 anni, 12+4 mila euro da procurare (10 debito ad amico x casa, 2 a B perché sono un pezzo di merda, 4 per le mie stesse spese funerarie, che dovrebbero coprire una morte “basic”).

E nel frattempo si va avanti. Ma meglio. Pronti a premere il tastino.

another day (37ma puntata)

Dal giorno dopo natale, dell’anno scorso, siamo ancora assieme.  Quindi quasi un mese, tremo!

Mettici in mezzo l’influenza mia e sua che ci ha tolto qualche giorno. Mettici in mezzo lo studio, il conservatorio. Ma mettici anche che – sembra – lei sta imparando a governare un po’ di più i suoi sbalzi d’umore, le sue rabbiette e capriccetti. E anche io, naturalmente. Ci do meno peso. Lei è fatta così. E’ un po’ come arrabbiarsi con le mie micie quando soffiano… non ha tanto senso. Non tutte le persone sono così e io non ero abituato a persone così. Non ero abituato a considerare di voler stare con persone così.

In questo momento lei sta dormendo in studio, sul divano di scena. Che poi dovrò di nuovo lavarlo tutto: sfoderarlo e rilavare tutto, che sembra un set di un horror film porno fatto in una cuccia del gatto: non manca NESSUNA secrezione corporea, ci abbiamo fatto di tutto. Io sono tornato a casa a lavorare, che se no non faccio niente. Ma ecco, mi prendo dei minuti per questo. Continue reading →

Prima di partire #20171223

Per parecchi anni mi sono illuso di vivere, cercando – invece – di sopravvivere comodamente, di sbarcare il lunario decentemente. Quando ho perso l’amore, dopo aver perso il sesso, non mi sono preoccupato forse abbastanza. Ora è troppo tardi. Quello che mi piace e che mi interessa è, salvo esplosioni di fortuna, fuori dalla portata della mia età (o dei miei soldi, ad essere un filo più cinici). Sono un mediocre, quando va bene, in qualsiasi cosa. La mediocrità e il fallimento possono convivere. La mediocrità ti da la capacità di essere in grado di comprendere l’eccellenza fino all’ultimo granello, tanto da soffrire intensamente l’inadeguatezza della sua inarrivabilità; sei in grado di comprendere il confronto e la tua posizione schifosa di inferiorità. Puoi desiderare una cosa irraggiungibile: la fonte primaria e massima dell’infelicità.

Per cui accarezzo spesso, sempre più spesso e con una disperazione di differente intensità, l’idea di andarmene per sempre: in quel caso il mio obiettivo è sempre il “tasto rosso” da premere, click, e via, rapido ed indolore.

monossido di carbonio

CO

Da un po’ di tempo, qualche mese, ho individuato la via migliore nel monossido di carbonio: un classico. Quello che non mi è ancora chiaro, perché non ho informazioni sufficienti in merito, è se davvero sia sufficiente collegare un qualche tipo di tubo alla marmitta e cercare di isolare decentemente l’abitacolo dell’auto infilando questo tubo o se in qualche modo è: inefficiente e DOLOROSO. Remember: se me ne vado perché soffro, di certo non voglio soffrire andandomene. Tempo fa ho cercato un assassino. La conduzione della mia vita e delle mie scelte mi ha portato a conoscere brave persone: chi ne conosce non me li vuole presentare, non mi vogliono permettere di farla finita facilmente. Continue reading →

strascichi da confidenza suicidaria

EXIT strategy

Ho chiesto ad M, la cui moglie si è impiccata, che pensavo potenziale suicida nonché potenziale frequentatore di gente brutta in quanto indagato a suo tempo per terrorismo dalla digos (uso di esplosivi? boh!) che mi portasse da uno che mi sparasse in testa e non l’ha fatto. Nel frattempo lo scopro uno che ama la vita, un combattente. Non solo, adesso vuole che vada con lui dalla sua assistente sociale. Mappòrcod.

Parlavo con C, carissimo e – pensavo io – fidato amico, totalmente fidato, sempre del fatto che magari conosceva qualche esperto di armi in quanto avente passato da militare ed amante delle armi. E alla fine questo ha avvertito mia sorella. Che è già giù di suo. Per fortuna lei ha avuto la bontà di tenerselo per sé, ma adesso mi tormenta. Ragazzi è bello che mi vogliate bene, ma io voglio l’amore e la fica. Mescolati assieme. Non vado a puttane. Non sono uno per l’amore platonico con un roito. Mi serve il MIX. Quindi cara sorella, grazie per la stima. Ma questo non me lo puoi dare. Quindi DIOXXXXXXina.

Parlavo con H, che subito, in 2 secondi, mi avrebbe trovato un sicario. Ma no, niente. Perché? Perché è una brava persona e non voleva che l’ammazzato fossi io. Risultato? Mi contatta SUA MOGLIE e mi chiede “stai meglio?”. Ma se cristodiddio la prima cosa che ti dico era “quello che ti dico resta fra noi qualsiasi cosa sia?” si, ok, giuro. Seh. Ziokkkkkkkkkkkkkkk.

Per fortuna A, l’unico che si fa i cazzi suoi e che quando gli viene da chiamarmi per verificare che non mi tiri un colpo dice “eh, ma son cazzi suoi se vuole farlo”, è anche stato l’unico che mi ha trovato LA SOLUZIONE: il monossido di carbonio, tubo attaccato allo scarico dell’auto, si butta dentro, si sigilla tutto, si dorme, si crepa, fine dei problemi. Eccolo un amico. Lui mica vuole che io muoia. Ma nemmeno vuole che io soffra. Sta a me. QUESTO DOVREBBE FARE TUTTA L’UMANITA’: vuoi che sia felice? Adoprati perché lo sia. Non sono felice e voglio morire? Adoprati perché io lo possa fare agevolmente, senza soffrire ulteriormente. Questa sarebbe civiltà e resterebbe vivo solo chi VUOLE farlo: estremamente positivo anche per la specie.

Ma la versione migliore resta questa:

MONOSSIDO DI CARBONIO I LOVE YOU

Finalmente ho trovato il tasto rosso. Mi sento sollevato. Quando, giorni fa, ho cercato la morte attraverso l’impiego di un sicario, qualcuno che mi sparasse in testa (visto che qualcuno che avesse eroina, cocaina o morfina per farsi un’overdose non lo trovo… e che comunque a quanto ne so bisogna farsi in vena e io non sono a fare ‘sti discorsi perché sono forte e coraggioso – oltre che serve perizia per fare certe cose) ne ho parlato con un amico. Lui semplicemente mi ha detto “no, non le so fare le endovene … ed anche se le sapessi fare, non te la farei perché … alla fine io ho speranza, e ce l’ho anche per te”. Ci sono rimasto secco. Era un punto fermo del suicidio quel mio amico. Ma oh, è stato sincero e diretto. E comunque ovviamente non si sarebbe preso la responsabilità. Come acqua fresca, non lo giudico in nessun modo. Ne abbiamo parlato, come si parla di qualsiasi cosa. Per l’ennesima volta.

Comunque io gliel’ho detto: ora userei subito la soluzione finale. Ma … la sua mancanza la sento da tanto tempo: ogni tanto la semplice conoscenza del fatto che il tasto rosso è li esiste e io lo so, so che c’è e che è efficace li dove si trova immediatamente … per me significa relax, calma, tranquillità. So che ho una uscita di sicurezza in caso di merda. Quando non ce la faccio più. E lui se ne è ricordato. Non ha fatto come tizio che l’ha detto a mia sorella. Mi fidavo di lui. Non gliene faccio una colpa ma non si doveva fare: lei così sarà preoccupata, spaventata, per sempre. Invece se muoio starà male una volta sola e nel momento giusto, non PRIMA, che magari non faccio un cazzo perché sono incapace o sfigato. Comunque insomma l’altro amico ad un certo punto, così come un fulmine a ciel sereno, mi scrive su whatsapp “hey! ma c’è sempre il buon vecchio monossido di carbonio!!”. Ora, leggo in giro che si parla di convulsioni … e la cosa non mi piace tanto… ma in effetti di gente che ci resta secca nel sonno per stufette e cacate simili ce n’è. Allora… cavolo, dormo, muoio. FIGATA. Oppure insomma basta sigillare bene l’auto e collegare il tubo di scappamento dentro … poi meglio se l’auto è in una rimessa, così non c’è pericolo di pedere gas e farla durare tanto. Ma questo rischia di mettere in pericolo altri. Ma insomma… morte indolore, nel sonno.  Continue reading →