Vivere il momento / lasciare il segno

Viversi la vita, artisticamente, sia da fruitore che da produttore/esecutore di espressione … si può essere divisi, in sé, combattuti. Che via seguire? A non pensarci fai quello che fai: esegui, ora. Vivi. Il poeta declamerà? O lascerà in mano un foglietto alla gente?

Senza parlare del “produrre arte per vivere”. Non ne parliamo. Pensiamo solo al prodotto. Vivi quel concerto, osservi quella persona nell’atto, ascolti quel suono, vedi quel momento, quegli attori.

Semplicemente non tutto sta nella stessa vaschetta.

Un meraviglioso film, per quanto possa risentire di stili e tecnologie antiche, se era davvero qualcosa… sopravvive agli autori. E allora non poter essere lì mentre la camera girava non è più un problema.

Nessuna novità. Cosa fare dunque? Guardo la natura o la reinterpreto? Congelo quella splendida bellezza prima che questa muoia e ne nasca altra? Per chi?

PER CHI

Per te, prima.

E per chiunque altro lo voglia.

Quindi si, fatelo. Ecco perché.

Se vi interessa quanto interessi a qualcuno, perché di dovete vivere, lo capisco.

Se invece lo fate solo per quello, allora forse sarà meglio ripensare come spendere il proprio tempo. O un po’ di psicologia clinica. Che, detto con chiarezza, non significa che “sei pazz*”. Significa che hai dei problemi e li vuoi risolvere. Anche avere puzza di culo è un problema e lavarselo è la soluzione, non una manifestazione di inferiorità umana.

Octavarium è l’ultimo album dei Dream Theater (e musica digitale)

Per me l’ultimo album dei veri Dream Theater, ascoltabile, interessante, è stato Octavarium.

Il primo scazzo è stata la dipartita di Kevin Moore. Il secondo la morte della melodia e di un tema interessante, nonché del cazzutismo batteristico (e dello schifo chitarristico con sborrate ipertrofiche a destra e manca inutili e mai ricordate da me) , poi il “ciao Portnoy se vuoi andare in pausa puoi anche andartene per sempre”.

Oggi, con il mio reperto archeologico perfettamente funzionante, ovvero un lettore CD portatile della Sony, che ho usato pochissimo quando era l’ora, e che ho usato con MOLTA gioia quando ormai si usava molto poco, stavo preparando buste da imballaggio per spedire i DVD con le foto, visto che siamo sotto COVID-19-quarantena e che non consegnerò con le mie manine, di persona. Ho collegato quindi un aggeggiometro per trasferire jack-to-bluetooth e attaccato le cuffie wireless. Pensavo sarebbe stato quello il problema. Invece ho risolto.

Quello che si è invece rivelato ai miei increduli sensi è stato che il mio CD MASTERIZZATO NEL 2001 ERA ANDATO A FARE IN CULO. Cioé ragazzi era un METAL-AZO della Verbatim. Io ho speso SVALANGATE DI SOLDI per garantirmi la durata nel tempo. E invece dopo SOLI VENTI ANNI il mio atto di pirateria mi si reinfila nel culo. Continue reading →

Io vivo sempre così ( cronache da un Corona World )

Mettetevi un disco ambient di Brian Eno qualsiasi. Non quelli con la voce. Non le collaborazioni. Brian Eno vero. Se non fa per voi non importa, tenetelo e guardate fuori la notte, fermi alla finestra o in terrazzo, se ce l’avete. State li un po’.

Dissolvenza su nero, passate ad un largo schermo di computer.

Io vivo sempre come ora voi state vivendo in questo momento. Io #restoacasa quasi sempre. Tutto sommato è, per il 75% del tempo, il mio posto di lavoro. Quindi quando voi andate al lavoro e io vado “al lavoro in ufficio”, stiamo facendo la stessa cosa. Ma io lo faccio a casa mia. Quando scatto, momento bellissimo, origine della “materia prima”, sto solo facendo una piccola parte del lavoro.

Ora, proprio adesso che siamo in “isolamento fiduciario”, in quarantena come continuano a chiamarla tutti, io non noto grandi differenze.

In questo momento vorrei che – senza che muoia nessuno – restasse tutto così, fermo, mentre io con lentezza procedo, egoisticamente, a cercare di fare due soldi, a cercare di imparare cose. Ma con lentezza, calma. Senza correre. Perché spesso noi corriamo solo perché dobbiamo, non perché vogliamo. Molti hanno una indole più sbrigativa. Io talvolta, ma solo se lo sento io. Ora invece mi fa sorridere vedere gente che non sa che cazzo fare della propria vita se sta in casa. L’eternità in questa modalità non mi sta stretta, non mi è insopportabile. Sarà il periodo. Continue reading →