dieta/palestra mini risultato

Non mi ricordo nemmeno, potrei controllare, quando ho iniziato qualcosetta. Diciamo un anno fa? Circa. E’ iniziato tutto con lei. Con il fatto di essersi accorto che mi ero mentito. Ho iniziato un po’ di dieta. Nutrizionista. Continuato un po’ di dieta. Poi in uno dei vari tiramolla mi aiutò a cambiare jeans (io odio lo shopping ma ho dei gusti) … contemporaneamente ho scelto di smettere con bevande gasate e magari gasate-e-zuccherate.

E poi dopo un sacco, palestra.

Aggiungiamo, recentemente, niente zucchero nel caffè, per un graziosissimo patto con fanciulla dal sen fuggita: io niente zucchero nel caffè, lei niente peli sotto; tutto liscio. Naturalmente con verifiche periodiche ISO9003231 🙂

Di tanto in tanto qualcuno mi dice “sei dimagrito”.

Qualche sera fa sono andato dal kebabbaro non-halal che fa tutto con ricetta locale, maiale, formaggio, robbbbbabbona. Non ci andavo più da mesi per i summenzionati motivi dietetici. Se vado li io non mi trattengo. La morosa del kebabbaro sarebbe mia modella (e pure lui). H arinviato molte volte, gli dicevo. Lui fa “beh ma allora vai a fare colazione al Taldeitali e tirale le orecchie!”.

Ci vado.

Mi fa “hey! sei DIMEZZATO! Stai bene!”.

Dimezzato. Questo va bene. Ora la fottuta panza.

Ma da oggi, fissato col chiodo al muro della mente: la forma importa fino a lì, perché serve la sostanza. RESISTENZA. La resistenza cari miei non è tanto roba da palestra. La resistenza è roba seria: sport vero. Camminare, correre, per ore. Nuotare. Dopo 25 anni di inattività… beh ma ok, ok, è per un buon motivo.

Che non esiste più, è esistito per circa 45 minuti. Solo che si è fissato nella mia mente. Un piccolo misunderstanding con gentildonzella mi aveva fatto capire che “non ci do sotto abbastanza”, che non duro. Questo mi ha turbato perché sembrava assai felice dei servigi resi. Siccome credeva che le mie defaillances fossero dovute a mancanza di resistenza fisica, mi suggeriva di non mollare con la palestra, perché la resistenza è importante. Tutto chiarito che non funziona in questo modo se la resistenza non serve al suo godimento, mi resta comunque indelebile che, per questo o quell’altro motivo, la resistenza io comunque non ce l’ho. E allora facciamocela. Non ci vogliono 5 minuti. Serve impegno costante.

Evabbé. In effetti avevo un po’ mollato per un pochino. Che alla mia età significa praticamente ricominciare, in palestra (prego, leggete informazioni di settore prima di dire noooo maddaiiii). Ma va bene. Va bene sul serio. Fatica, ma va bene.

Dimezzato è bene. Ora basta così, cancellare panza. Schifo. E aumentare resistenza. Dura, molto dura. Ma è per il bene dell’umanità!

😀

gigi, la cremeria, il pollo e l’obsolescenza programmata

“Una volta che hai accalappiato il pollo” è un concetto che ho sentito da 30 anni. Questa frase stessa, non dovreste sottovalutarla. Quale? Quella “che ho sentito da 30 anni”.

Ne ho 44.

Figuratevi un ragazzino di 14 anni, anzi facciamo pure di 12, che sente dire a qualcosa che assomigliava a tua mamma, una donna, che “una volta che hai accalappiato il pollo”.

Che quando hai incastrato un uomo, un maschio, un ragazzo, allora… allora varie cose. Cose che cambiavano, finzioni che cadevano, altarini che si potevano smettere di controllare, armadi che potevano tranquillamente essere scrollati dai loro scheletri, perché tanto ormai chissenefrega. Corpi che potevano smettere di essere curati perché non era per essere né per sentirsi che questi corpi erano belli, piacevoli, gradevoli, affascinanti… ma certamente attraenti. Era solo per questa ultima: attrarre. Ma se non ti serve più attrarre, pensavano queste gentildonne, queste dame, queste signore degne del massimo rispetto di qualsiasi uomo (o donna) d’affari, non serve più investire in questa inutile, faticosa e spiacevole attività di curare sé stessi. Ad esempio. Ma questa era una cosa. Altre cose potevano essere solo quelle di essere gentili. Di essere accomodanti quando invece volevi sputargli in un occhio. Di scopare, persino. Fare sesso, pur di non contrariare l’acquirente.

Ricordo che Gigi mi disse che quando stava con S. era scoglionato perché questo no, e quest’altro no, e troppo questo e che fatica. E quindi lui si è trovato un’amante. Anzi, diverse amanti. Anzi, io direi scopate, non amanti. Non c’era amore. Erano proprio quattro salti in padella da come me li racconta. Gigi non è raffinato. Gli piace avere a che fare con la raffinatezza e i soldi, tanto che ci ha messo su un business, ma siccome non è raffinato, tra un po’ chiuderà. Quindi io credo in questa sensazione: erano scopate, non amava nessun’altra. Questo se lo dimentica, si dimentica di essere andato a chiavare in giro. Io posso comprendere la necessità del suo corpo, ma nel cervello. Perché lui ha tradito. Ma se lo scorda sempre quando dice che S. lo ha tradito, che andava con altri. Chissà che non mancasse qualcosa anche a S. che lui non le dava. Che di certo non erano chilometri di cazzo. Ma non so, non li conosco: quando l’ho vista allegra come una scolaretta per “dei bei manzi” però due domande sul loro rapporto me le sono fatte. Non sembrava solo apprezzamento. Sembrava desiderio. Ma quando ci sono messi assieme, mi diceva Gigi, facevano i salti mortali, i numeri, si rivoltavano come calzini, si divertivano molto. L’intesa sessuale c’era. E lei era curata, come lui. Non che lui fosse un adone, intendiamoci, ma com’era così è rimasto.  Continue reading →