Se non insegni l’Ai ai tuoi figli

Qui un esempio del perché è molto, molto importante non considerare i chatbot basati su LLM , ossia quelle che stiamo comunemente chiamando “iA”, davvero intelligenti: senzienti, che capiscono, che sanno, comprendono. Non sanno un cazzo. Soprattutto non capiscono un cazzo. Cercate tutte le argomentazioni più precise date dal dott. Walter Quattrociocchi. Io invece qui vi fornisco un esempio di interazione che mostra un errore marchiano; terribile se data in mano a un complottista di qualche tipo, ad una persona che usi volontariamente o inconsciamente/inconsapevolmente dei ragionamenti fallaci e che magari faccia gruppo con altri come lui/lei che ancora non avevano assorbito l’argomento fallato. L’iA (che di “i” non ha nulla) rischia, come si sa, di corroborare puttanate ma con un eloquio elegantissimo. Ecco l’esempio:

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Ronin-S Joystick Calibration error ed altro

Ronin-S Joystick Calibration Error

Nel caso vi capitasse che il FOTTUTO ronin-s iniziasse a fare alcune cose strane anche se avete bilanciato (a mano) piuttosto correttamente, ad esempio iniziare a tirare su la testa… oppure ruotare a destra e sinistra da solo piano piano come se fosse un handicappato strano… ecco io NON SO se questa sia la ricetta “risolvi tutto”, ma io ho risolto.

Visto che bisogna andare a cercare in giro come fare la fottuta merdosa joystick calibration, ve lo scrivo io qui, cazzo, che è come sapere la combo di un videogioco, come cazzo fai a saperla: il tasto DAVANTI, quello grosso, viene chiamato “trigger”, quello che premi due volte per mettere dritta la macchina, per capirci.

Premi il TRIGGER quattro volte e alla quarta lo TIENI PREMUTO. Poi smanetti a destra e manca con il piccolo joystick, destra alto, sinistra basso, un po’ in circolo eccetera e quando hai finito, di nuovo PREMI IL TRIGGER 4 volte e poi TIENI PREMUTO.

E questo mette a posto il problema col joystick. Spegni, riaccendi.

Poi fai l’advanced balance dalla app del ronin-S con il telefono.

Un’altra cosa interessante è quella di SPEGNERE e accendere la batteria del ronin.

Accendere la batteria del ronin-S: premere con un piccolo tocco il tastino.

Spegnere la batteria del ronin-S: premere con un piccolo tocco il tastino, iniziano a lampeggiare le luci verdi, ri-premere gentilmente e TENERE PREMUTO finché le luci si spengono una ad una. Finito.

Altre cosette interessanti? è possibile scambiare il joystick del ronin-s con quello dei mavic air che sono più lunghi: ci sono i video su youtube che te lo dicono. Ma siccome indicizzano con l’ano, e in inglese, difficilmente lo troverai subito. Comunque si può fare.

 

avvio pianificato di macchina virtuale, problemini? [risolto]

Nerdpost! Ho una macchina virtuale che devo far partire con VirtualPC 2007 (in virtualbox crasha ed il problema è proprio che è un trasferimento da macchina fisica di cui è dispendiosa la ricostruzione e reinstallazione) ; un XP che ospita un altro XP.

Quando era una macchina fisica l’ospitata partiva da sola ad una certa ora del mattino (o via wake on lan o da bios) e si spegneva da sola con una pianificazione interna oppure da un server del dominio che aveva diritti per farlo.

Ora questa è virtualizzata in questo modo casalingo (non abbiamo soldi) e se non parte da sola qualche povero cristo ha l’incombenza di farla partire al mattino presto… e se è malato sono fatti suoi.

Come fare? Ecco qui un esempio, ma non fa al caso mio. Diamo per scontate alcune cose:

VPC non parte se non fai login*, secondo l’esempio linkato. Ma non importa. Il punto è che io non ho bisogno di un semplice  start all’avvio della macchina ospitante, perché cercherò di dare per scontato che l’ospitante sia sempre accesa (quindi che non vada lei stessa avviata), ma quella ospitata deve fare tutti i giorni ON / OFF in certe ore, quindi io devo pianificare l’avvio del file .vmc che corrisponde alla mia macchina. Se uso la pianificazione di windows lui mi linka il file ottenudo da Virtua PC ma il link fa partire solo Virtual PC e NON la VM che mi serve. Ovviamente lo spegnimento non è un problema.

Ok, risolto: invece di mettere in pianificazione l’inutile link ottenibile da VirtualPC si mette in pianificazione uno script/batch che avvia il file .vmc usando il comando “start”. Testato, funzionante.

Quello che non ho testato, invece, è se questa tecnica mi sia consentita con il pc ospitante che NON faccia login … in pratica la consolle di VirtualPC è una GUI… ma è obbligatorio che sia lanciata in modo interattivo oppure funzia e chissenefrega? Anche perché il pc ospitato si spegne senza l’intervento del gestore di VM.

*affermazione non testata da me, ma sicuramente usando la tecnica del quell’esempio l’affermazione resta vera.

la smettiamo con “CARI SALUTI” ?

caaari… TENG TENG! … salu… TENG TENG … ti! ecco fatto.

Caro mio! Caro lei! Caro mi costi! Caro questo prosciutto. Ah, com’è caro questo gattino. La cara congiunta. Sempre caro mi fu quest’ermo colle. Ma i saluti? A chi sono cari? E a te che li ricevi? Posso importi che ti siano cari mentre lo scrivo… e prima ancora che tu li riceva?

Mi urtava continuare a vederlo usare e così cerco e noto che già nel 1977 a qualcuno era venuto in mente di scriverne. Ecco qui. Ora però vedo che qualcun altro in vena di “non dar fastidio” , sposta l’aghetto della bilancia dal “non è grave, certo, ma costa così poco far giusto” al deleterio “si, sarebbe sbagliato, ma è l’intenzione che conta e perché vogliamo sottolineare l’errore quando ci viene inviato dell’affetto?”

E se avessi scritto quando ci viene inviato dell’affettato?

Mi avreste capito lo stesso no?

Ma un conto è asserire che si indirizza un sentimento d’amore, un altro che si spediscono tre etti di mortadella (col pistacchio, mi raccomando) !

Eppure ci siamo capiti lo stesso, no?

Prima si lascia tirar su col naso. Poi si lascia pulirsi il moccio con la manica, poi sputare per terra, ruttare, emettere flatulenze in tranquillità, e così via. Cosa vuoi che sia?

L’escalation. Ecco cosa. Eppure bastava correggersi subito, costava meno che far sopportare a tutti un nostro errore.

Esageriamo? Voi dite? Guardatevi attorno. Attraverso un minimo di disciplina nel comportamento (e parlo davvero del minimo) a livelli più alti si ha qualcosa di vero valore. Come tenere pulito in sé non è un valore, ma è un punto di partenza per altro che di valore ne ha eccome. Io sono un casinista nelle mie carte, ad esempio, ma riconosco che quando mi esprimo male gli altri non capiscono. Nelle mie carte ci metto le mani io. In quelle in comune con altri (il linguaggio è convenzione comune) invece devo tener conto degli altri. Non posso decidere da solo. Bisogna mettersi d’accordo e fare quel che va bene a tutti.

E allora un cordiale vaffanculo ai cari saluti. Non certo a chi me li manda, che sicuramente, senza badare a come parla, sapeva di certo che voleva essere gentile.

Ma non diamo fastidio, non siamo fastidiosi. Non diamo fastidio nemmeno a chi non fa lo scontrino, poverino. Non diamo fastidio a chi vuol far lavorare una sola piccola ora in più – tutti i giorni – chiunque, senza pagare: che fiscali, far pagare. Che sarà mai un’ora? Beh se non è niente, fanne pure a meno. Se è qualcosa, vale qualcosa e la paghi.

Ma non diamo fastidio, no.

Non disturbiamo quel signore che ha scorreggiato nell’ascensore, povero, gli scappava. Proprio non poteva aspettare di uscire… eh no, anzi, ha aspettato proprio di entrare li, dove stagnerà meglio e potrà infastidire gli altri, tanto lui sarà andato via. A lui però stranamente non è venuto in mente di non dare fastidio.

E a quello che parla a cazzo non gli’è venuto in mente di non dare fastidio?

A quelli che danno fastidio a me, prima che glielo dica, non gli frega se stanno dando fastidio. Non sono politically correct. Sono solo quelli che iniziano, come sempre, e quando tu gli fai notare che sbagliano, ti dicono che sbagli, che rompi le palle.

Danno fastidio quelli che sono maleducati, che soverchiano. Ma diamo fastidio noi quando glielo diciamo? Eh. E allora dai no, non diciamolo, non diamogli fastidio. Lasciamo che loro infastidiscano noi, è molto meglio, è più politically correct. Con il nostro rect, non con il loro, però.

Questa è decadenza, non è corruzione. Ma la ruggine è decadenza o corruzione?

“Errore di chiusura produttore dati” in NERO

Non trovo grandi feedback per quanto riguarda questo errore che mi si presenta in Nero Express Essentials 9 (tutto legale, onesto, originale, quindi no soluzioni “aumma”) …  ecco alcuni dati:

Errore di chiusura produttore dati (Error closing data producer)
verifica dati fallita (Data verification failed)
Nero Version: 9.4.27.100
Internal Version: 9, 4, 27, 100
(Nero Express)
su Win 7 64 bit

Qualche esperienza in merito da condividere? Me potete aiutà? Se potemo aiutà? E lasciare segno di questa soluzione per i posteri?

 

TTF è in uso e non può essere sostituito?

il file filename.TTF è in uso e non può essere sostituito, attendere che windows abbia terminato e riprovare” – potreste incappare in questo errore tentando di installare dei font (ad esempio in WindowsXP) con un utente privo dei diritti amministrativi: semplicemente utilizzatene uno che sia nel gruppo administrators locale.