lunedì shakerato freddo con selz

Giornata interessante. Ieri mi sentivo unammerda. Ho dormito da mezzanotte. Ma solo fino alle 4. Poi mi sono rigirato. E poi boh, alzato, con pensieri misti di lavorare e un fisso fisso fisso di desiderio di throatfuck che mi distoglieva, per fortuna, anche da pensieri molto molto seri e tristi. Il post che lo descrive non l’ho fatto. Ero triste, ma esiste il … tasto verde, cerco, e penso meno a, quello rosso.

Comunque ho lavorato, preparato cose, ho corso di qua e di la, dovevo anche preparare le foto per fare una presentazione, un discorsetto, un raccontareroba ad un circolo fotografico, ed andare a far firmare provinatura e liberatorie di nudo all’ultima modella (promettente).

Prima avevo quelli del posto che mi offre lo studio con una foto scema da fare e nessuna preparazione nonostante mi avessero chiesto e io avessi risposto sul cosa fare, settimane prima. Niente, non avevano un cazzo. Pazienza. Ho fatto con quel che c’era.

Poi corro da tizia, che lavora in un bar. Tutta agitata si guarda intorno. E’ stato spassoso: era eccitatissima (excited, niente che ha a che fare con arousal) e combattuta, per la singola foto tra il “ohmmioddio nonononononono” pronunciato come una zitelletta macchietta di vecchi telefilm ed un immediato consecutivo “madonna che bella, stupenda! Ma cazzo come fai?” (credo il complimento diretto fatto dall’interessata più potente che abbia mai ricevuto). Ad ogni modo continuava così, era buffissima. Tutta agitata che qualcuno la potesse vedere. Le ricordo: stai firmando perché le foto siano pubblicabili. Le ricordo che se rode il culo a me rode anche a lei: hai solo le foto che sono utilizzabili. Dice “giusto”. E ripete il rito dello scandalo-libidine per quasi ogni foto. Poi mi guarda in faccia e con la penna ne cancella un tot, come per fare la sadica. Pazza! Molto bene. Ne ha segate un paio che mi dispiacciono e quindi non guardo più.

Arrivo a casa: ha segato la polaroid, questo mi dispiace. Ha segato quelle due, anche questo mi dispiace. Poi ha segato: quelle in cui ha la pancia piegata e quelle in cui è vestita. Fine. Cazzo!!!!!!!! Sorpresa!!!!! Non me l’aspettavo. Ok, almeno altre 3 sono bloccate, molto belle… ma è assurdo perché si, ha la figa completamente spalancata in modo naturale… ma ce ne sono altre che sono molto più forti, a mio avviso. Quindi non capisco. Boh. Inoltre mi sfida! Cioè: vorrai farne altre? “Tu muoviti a sistemarle!”.

La sera dopo un tourdeforce a sistemare le foto da portare ho fatto una due ore di speech “a cazzo”. Ma l’idea era dire “come sei arrivato a fare quello che fai?” e ho potuto fare digressioni a caso. Alla fine quello che mi ha chiamato fa “non esiste che uno parli due ore senza fermarsi e fare pausa, spettacolo!!”. Boh. Domande, alcune, ne hanno fatte. Non so bene se hanno apprezzato o che. Io ho detto quello che dico sempre, solo un po’ condensato e tutto dritto.

Il supremo maestro è venuto pure lui. Ha detto “serata piacevole ed interessante”. mi fa ridere, gli dico “ma sai tutto!!!” – “si ma mi interessa ed ascoltarlo dall’esterno mi piace”, mentre il suo collega “ah io dopo 1 ora e mezza non ascolto più neanche la Madonna se scende in terra” (e stava spippolando col cellulare). Ahahaha 😀

Poi, visto che non siamo più in vaffanculo-mode, ho avvertito lei, visto che era almeno in 2 foto che abbiamo visto, che persone dall’aspetto serio e compito stavano li a guardarla nuda su uno schermo, ma l’ho avvertita dopo, perché non volevo venisse a bearsi di qualcosa per poi fare chissà che scena per non si sa quale motivo (capacissima).

Uscito da questa cosa stavo per andare a fare piscio-caffè (2 ore senza queste due cose!!!) e mi è arrivato un fiume d’amore, intenso, denso, caldo ed avvolgente. Ho pianto in macchina, con contentezza, verso il caffè. Che abbiamo preso in birreria: caffè, cappuccino, toast, tortine al cioccolato. Il tizio ha fatto un sorriso del tipo “se qualcuno chiede una birra gli dico dove credi di essere, in birreria?“.

Se penso che ieri …

Non che sia cambiato qualcosa: sono sempre uno sfigato molto fortunato. Ma oggi i segni erano positivi. E in birreria hanno offerto: ho cenato gratis.

Meglio che non esca di casa, la fortuna mi ha sorriso oggi. Non vorrei si distraesse.

Sul discorso di Marchionne alla Bocconi

Bocconi, 30 marzo 2012 – Avete forse avuto modo di leggere l’intervento di Sergio Marchionne presso l’università Bocconi. Se non lo avete fatto, fatelo. Potete farlo presso queste fonti (CLICK) ed è importante perché si tratta di quel genere di discorso alla Jobs che molti poi prendono ad esempio come se fosse una verità da santone; meglio dunque conoscerlo. Il discorso è molto bello, non lo metto in dubbio. Ecco cosa scrissi a mio padre nonappena me lo sottopose, dopo aver smesso di risentire dell’effetto-commozione:

Sono belle e sono sicuramente condivisibili, ma come sempre si rivolgono solo ai cosiddetti “maschi-alfa-del-branco” e non al branco intero. Ti sferzano a “darti da fare”, ma le due categorie di persone come possono metterlo in pratica, nella realtà? Certamente non hanno le stesse possibilità e quindi non si può pretendere ed aspettarsi lo stesso comportamento da entrambe le parti.

Immagine raffigurante lavoratori, un po' inquietanteLe uniche parole che si riferivano alle persone comuni sono “…spronare la nostra rete produttiva italiana ad adeguarsi agli standard necessari a competere a livello internazionale e a produrre per…“. Un buon vecchio “taci e sgobba – e di più”.

Nel nostro caso nella sostanza, a mio avviso, significa perdere i diritti che Marchionne, nel discorso, ha identificato come provenienti dal ’68 e “non più adeguati”; ovvero dare la possibilità di trattare le persone come ingranaggi di una macchina, da accelerare, velocizzare, spegnere, accendere, staccarne alcuni pezzi e metterli da parte, riprenderli quando serve, ecc. Certamente, a parole, pensando ad ogni mossa “con responsabilità verso il paese”, certo… E’ anche probabile che tutta questa responsabilità, magari in termini di introiti e gettito fiscale, esista. Ma non siamo tutti ingegneri, tutti inventori, designer, attori, tutti in prima fila a scuola. Magari abbiamo figli che lo saranno, come magari lo furono i nostri genitori, ma noi no. E stiamo mantenendo noi quei figli e il loro benessere. E lo facciamo ora e domani. Continue reading →