back in black

Mio padre ha 80 anni. I suoi amici non sono tanto più giovani. Mio padre è preoccupato per la mia vita: la mia professione non è attualmente sufficientemente remunerativa da togliersi le preoccupazioni e io non glielo nascondo perché non gli voglio mentire: non lo voglio nemmeno preoccupare troppo ma… si preoccupa, ovviamente, comunque. E così mia madre, poco meno giovane.

Così un suo amico ha preso l’iniziativa, non richiesta, di cercare un aggancio all’italiana: una persona a cui probabilmente la cosa ha, durante tutta la sua vita, ripugnato fare cose simili, ma che lo fa per grande affetto per mio padre che, immagino, manifesti con gli amici più cari la sua preoccupazione per tre figli che non sono certamente dei nababbi.

Questa cosa mi ha ripiombato nella tristezza dell’indeterminatezza, del vuoto, dello schifo. E’ stato certamente un pensiero sincero ed uno slancio di buon cuore. Eppure.

Dentro di me qualcosa urla “ma perché non ti fai i cazzi tuoi? Ma chi ti ha chiesto niente?!”.

Non è ingratitudine: questa stessa scelta e con le stesse modalità e gli stessi dubbi potenti l’ho fatta anni fa: non abbastanza da non far insinuare nuovamente il dubbio, però. Ma ho quarant’anni, signori. La via che ho deciso di prendere alcuni anni fa, l’ho presa proprio mentre un mio carissimo amico mi offriva un lavoro che lui, occupato in quel momento, non poteva accettare ma che era “di tutto rispetto”: posto fisso, mansioni adeguate, stipendio non si sa, ma sicuramente negli standard e di più di quanto non incassi io ora. Continue reading →

avere paura di scrivere un curriculum

Arrivare ad avere paura di fare qualsiasi cosa è possibile. Voglio descriverlo perché forse non avrei mai immaginato di sentirmi in questo modo e, forse, alcuni che ora sono solo preoccupati da qualcosa, per sé, non immaginano che domani, forse, potrebbero sentirsi paralizzati come me.

Per questo devo partire subito con un consiglio POSITIVO: se non state male, scrivete o aggiornate il vostro curruculum IMMEDIATAMENTE. Fatelo ORA, tornerete qui a leggere dopo. Perché? Perché il vostro stato mentale positivo vi consente di portare a termine questa operazione, di non essere incatenati, congelati, impastoiati in un circolo vizioso autodistruttivo. Di dire semplicemente qualcosa, senza farvi venire mille dubbi che vi spingono a tacere, a ritirarvi, a sparire. E potrete usarlo anche se doveste trovarvi in condizioni di non riuscire a scriverlo più come si deve.

“Dottore, cura te stesso” – dunque? Certo, ora io me ne rendo conto, ma questo non mi basta a far sparire la sensazione. Sapete, quei film d’azione dove si parla di “vivere nella paura” … beh, questo cambia senso una volta che ti capita. Continue reading →

l’ottimismo dell’ignoranza

In alcuni settori ci sono delle cose che alcuni sanno ed altri ignorano. Diciamo che qualcuno si arrangia e gli altri non si arrangiano, non c’azzeccano, non ci hanno a che fare se non con fatica. Questi che non ce la fanno, spesso, vedono quelli che fanno meno fatica come “quelli che sanno tutto”. E invece non sanno tutto: sanno qualcosa. E naturalmente è meglio di niente, non lo nego.

Ed ecco che entrano in scena i soldi.

Quando qualcuno dev’essere pagato per le prestazioni fornite da azioni e conoscenza, allora questa si manifesta davvero. Se io sono un chirurgo con la laurea, la specializzazione, il tirocinio, l’esperienza e gli aggiornamenti … forse sono un po’ diverso da uno che ha rucucito due panze in guerra: la gratitudine è grande, ma la competenza è diversa.

Quando i vostri amici vi dicono che vi abbattete perché “tu sai tutto! guarda quante cose sai fare! vuoi non trovare lavoro in 10 secondi?” … stranamente non si chiedono se avrebbero mai pagato per la vostra competenza. Oppure semplicemente, loro vi vedono come qualcuno che sa delle cose perché loro non sanno niente. Ed è frustrante sentire queste persone incoraggiarvi ed incitarvi a mandare currucula a destra e manca quando voi sapete bene quello che c’è scritto… e quello che vale … e cioé un cazzo. Ma la frustrazione resta… persone che ti circondano, amici, soprattutto parenti… rimangono male quando non mandi  curricula alla NASA … perché mai? Sai tutto di computer… Restano male per il fatto che non ti aspetti di essere assunto zac-e-tac al CERN a lavorare con gli scienziati … in fondo loro hanno da fare gli scienziati e quindi tu puoi “programmare”. Anche se sei stato un sysadmin in una PMI che non ha voluto investire aggiornando i propri sistemi negli ultimi 10 anni… e tu con loro.

E come fotografo? Ma vuoi scherzare? I giornali e gli editori non aspettano che te! Certamente, sicuro. Ma come mai tu ritieni costosa una foto in studio da 150 euro?

E’ un vecchio discorso, tutti lo avrete fatto prima o poi… se tua zia Sissy ti dice che sei veloce quando ti vede correre allo stadio, è un conto… è un altro conto se te lo dice l’allenatore… ed è un altro ancora se te lo dice Bolt. Tua zia Sissy ti vuole bene… ma non sa nulla.