femminismo, appunti

Interessandomi così tanto al corpo delle donne (no, non l’ho visto il film) ma di certo non solo a quello e tuttavia non volendo né smettere di assecondare la pulsione elementare, l’amore per un’estetica o un gusto personalissimo ma senza scordare che cosa sono pressioni sociali, oppressione e via dicendo, di tanto in tanto sento di dovermi porre nella prospettiva da cui partirono le femministe quando hanno iniziato. Ma a volte, se scordo il mio mestiere, è più facile: si tratta “solo” della vita. Quando non stiamo scattando foto (oppure quando senti che ad una ragazza di oggi piacerebbe un sacco ma sento che mi giudicano una troia)  il ritorno indietro sulla consapevolezza e sul rapporto tra i due sessi viene fuori tutto. Per cui mi pare di sentire gli echi di vecchie donne che, ingrigite, piegate su un tavolo con un gotto in mano e una cicca con la brace che ancora pende ti guardano di sottecchi mandandoti affanculo e sentendo l’accusa a noi tutti, due, tre generazioni. Non è cambiato niente? Non credo. La sensazione che vedo uscire libera dalle ragazzine di oggi è diversa da una volta. Ma non è libera di essere esercitata. Il dolore è ancora quello, che ti circonda.

http://efferivistafemminista.it/2014/11/sesso-e-potere-basi-sessuali-del-femminismo-radicale/
https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_sessuale
http://www.libertaepersona.org/wordpress/2016/05/la-liberazione-sessuale-fu-vera-liberazione-delle-donne/
https://www.huffingtonpost.it/l-arcobaleno/dal-femminismo-al-pride-la-liberazione-sessuale-e-la-caduta-del-patriarcato_b_10351130.html
http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-rivoluzione-sessuale-non-ci-ha-liberati-linsegnamento-della-chiesa-si-parola-di-femminista.aspx
https://it.wikipedia.org/wiki/Adelina_Tattilo
https://it.wikipedia.org/wiki/Playmen
http://www.unosguardoalfemminile.it/wordpress/?p=1284
https://it.wikipedia.org/wiki/Mascolinit%C3%A0
https://it.wikipedia.org/wiki/Posizioni_femministe_nei_riguardi_della_sessualità
https://www.google.it/search?q=femminismo+liberazione+sessuale&oq=femminismo+liberazione+sessuale&aqs=chrome..69i57.8126j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8

non decidi tu cosa sia la bellezza

fat Hermione

In un vecchio fumetto di Ken Parker un pellerossa chiedeva a Ken Parker se fosse bello; gli spiegava che lui non si vedeva, a lui non importava perché la bellezza era dalla parte che vedono GLI ALTRI. Lui vedeva gli altri, LUI diceva se gli alti erano belli, ma solo gli altri potevano dire se LUI fosse bello, perciò lo chiedeva a Ken. Non ricordo altro, magari la cosa si risolveva con uno specchio d’acqua o uno specchio tout-court, poi nessuno avrà parlato di estetica, di senso comune, di epoche storiche, di moda, di gusti, di relatività, di Πόλεμος , di “diversa ponderalità”, di colpevolizzazione ed idealizzazione.

Io SO che se per me il cioccolato fa schifo, quando pronuncio queste parole posso dire che A ME IL CIOCCOLATO FA SCHIFO, non che non mi piace, che non lo trovo affine al mio gusto. Provo DISGUSTO. (era un esempio, io amo il cioccolato, ma NON TUTTO il cioccolato: il fondente 90% mi FA SCHIFO). Ribrezzo, disgusto, non sono costruzioni semantiche: sono impulsi primari, spontanei, sensazioni che proviamo: sincere. Il sole splende. POI brucia, o scalda, o illumina. Ma la sua parte è EMETTERE. Ciò che arriva dall’altra parte dipende anche dall’altra parte. E così sono i nostri gusti e giudizi personali su ciò che è altro da noi, fuori da noi.

Leggo l’ottimo articolo in Ruminatio Laica relativamente alla probabile causa di suicidio di una ragazzina di 15 anni. Sofferenza, rabbia, disagio. Si tratta di una persona altra da me: mi dispiaccio per lei, anche io penso che il futuro ancora non lo consceva e poteva riservarle chissà che. Ma era il presente ad esserle insopportabile. E la realtà era quella: non piaceva a sé stessa, secondo il proprio giudizio in fase di formazione in un mondo formato da altri, altri da sé il cui giudizio ci importa. Ci importa perché io posso piacermi finché voglio ma non mi scoperò da solo. Posso ritenermi bello ma non imporre ad un altra mente di trovarmi bello. Non posso come non posso imporre di trovare BUONO qualcosa. Sono gusti personali. Ci sono cose/persone/concetti/forme che non mi piacciono. Ce ne sono che mi fanno proprio schifo. E se a me interessa quello che gli altri sentono, provano, nel vedermi, sentirmi, parlare con me, perché siamo animali sociali e nessun uomo è un’isola eccetera … puoi dirmi che grasso è bello, che c’è il fascino, puoi tentare di addolcirmi la pillola ma lo specchio è di fronte a me e le parole risuonano nella mia mente: le parole di persone a cui vorrei che il mio corpo piacesse. Io da solo, lontano da tutto e da tutti ME NE FREGO del mio corpo estetico. Mi fregherà che sia forte, probabilmente. Posso avere cultura, capacità di comprendere (intelligere) molte cose… e tuttavia quello che sono come animale, come umano, passa anche attraverso l’ammirazione e il desiderio del corpo fisico. Soprattutto se hai 15 anni, l’età in cui siamo maturi, pronti per la riproduzione da MILIONI DI ANNI. Il nostro corpo è fatto in un certo modo per attirare l’altro sesso: essere ATTRAENTI e non REPULSIVI. E’ quindi comprensibile, non biasimevole che una ragazzina abbia il sacrosanto diritto di SOFFRIRE PERCHE’ SI SENTE BRUTTA. Ne ha il diritto. E ha il diritto persino di morire, a mio avviso. Naturalmente è crudele questo mondo di merda. Certo, perché nasciamo e cresciamo con forme che non ci piacciono e non possiamo modellare? C’est la vie e devi accettarlo eccetera. Ma certo, anche di essere disabile. Devo accettarlo. Ma resta un fatto, non cambia, non è obbligatorio che mi renda felice. Continue reading →

Candida, ma non come la neve – 17ma puntata

prurito intimo

Mi ero completamente dimenticato di cosa fosse la candida, nonostante OGNI GIORNO il signor ginocanesten si presenti sui canali che guardo se ho due secondi (Top Crime e GIALLO)  Eppure forse è stata una delle cause del mio calo del desiderio con la mia ex. Quello e… i peli del culo. Suoi. Quando lo facevamo anale, nell’inserimento i peli mi avevano fatto dei taglietti sulla cappella. Non un incentivo. Ma la candida mi aveva fatto diventare il cazzo grosso così. E non era roba da vantarsi, anzi. Tanto male, tanto tanto male.

Poi ci eravamo curati entrambi (credo antimicotico per tutti) tutto passato ma … la sensazione “lo infilo  verrò punito” mi era rimasta parecchio, come la scossa elettrica.

Ad ogni modo ora che con questa ragazza molto giovane basta che ci baciamo e lei va in acqua e io ergo il paletto, è tornata di grande attualità questa brutta PUTTANA di malattia schifosa. Che non è una malattia ma una crescita anomala di un batterio (fungo?) che esiste sempre nell’organismo.

Santamariapuledra che bordello. Io ho messo il cazzo in acqua e bicarbonato due volte e fine, ma lei? Lei ci convive da quando fa sesso. A quanto leggo superficialmente la candida è influenzata da una combinazione di fattori (che è sempre bello quando devi curare qualcosa) e deve essere in equilibrio nel nostro organismo; i fattori coinvolgono gli abiti, l’alimentazione, lo stress. Poi per qualcuno anche gli integratori alimentari e bla bla cacate omeopatiche. Continue reading →

body shaming

Sotto questa definizione fichetta si nasconde il “prendere per il culo la gente per il proprio corpo”.

I bambini lo fanno sempre. Se hai una parola per definire quella cosa, da bambino, la usi. Se esiste un’alterazione la usi. Se è bastardo questo uso, tu lo usi.

penitenziagite

penitenziagite

Da adulti diremmo “per darsi importanza”. Se portati a sociologia o psicologia diremmo “per far parte del gruppo” (del branco, per senso di appartentenza) – certo, purché il gruppo sia la maggioranza.

Il diverso ha qualcosa nel proprio corpo che gli altri, la maggioranza, non hanno. La maggioranza, i normali, non hanno gli occhiali, non sono troppo magri o troppo grassi, alti, bassi. Non hanno i denti troppo o troppo poco qualcosa. E così per ogni altra parte del corpo, della pelle e della sua pigmentazione (lentiggini comprese).

Credo sia riprovevole, da non fare.

Nonostante questo… il mio cervello? boh, fa sempre due giudizi immediati nonappena si presenta un altro essere umano: te lo/la scoperesti: si/no. E “bello/brutto”.

Così, rapido, ultrarapido forse. Di solito è rapidissimo con maschi, anziani e bambini nella prima fase. Non mi scoperei bambini, anziani e in ogni caso non maschi. Spesso questo impulso è mischiato: l’essere attraente o il suo contrario (repellente) sono mescolati: senso estetico generale?

In qualche modo sono io, sono la stessa persona che penso “che cicciona di merda”, tanto quanto lo penso se vedo me stesso allo specchio. Di sicuro l’eccesso di magrezza, verso il quale sono sicuramente meno sensibile, mi provoca comunque ribrezzo: se mi ricordi uno scheletro o la morte, tutto penso fuorché sei bella, ergo ultrarapido l’altro pensiero inespresso ma eseguito in automatico “non ti scoperei”. Ma questo accade e basta.  Continue reading →

fotografodidonnenude

un po’ pelosa ma vabbé

Sto scoprendo cose davvero nuove sulle donne spingendo di più sull’acceleratore riguardo al nudo. Ormai lo propongo apertamente. Vuoi? Fico. Non vuoi? Facciamo quest’altro, nessun problema.

E sorprendentemente arrivano donne un po’ più mature, anche più difficili da ritrarre. Sono abituate a fotografi che le trasformano in troie de strada, gente che non vede l’ora di vedere una figa aperta e aumentare l’archivio tipo serial killer. Ma le loro foto si vedono subito. Io non mi sono dato il limite del nero sulle grazie, di usare sempre il chiaroscuro per nascondere proprio ciò che comunque nascondiamo sempre. E voglio fortemente che se c’è un nudo forte il viso non sia nascosto. Perché le statue e le sculture moderne sono belle, ma chi sono? Mi piacciono gli esercizi di stile con le forme del corpo, ma io ritraggo una persona, una persona nuda, davvero identificabile, forte della propria bellezza che diventa un vestito e una corazza ancora più potente.

E scopro che a tante donne la bellezza non serve con gli uomini. Forse serve passare attraverso gli uomini, essere seducenti. Ma essere BELLE no. Essere belle è come avere un 10 sempre in vista, una pagella portatile che sventolano in faccia alle altre donne.

Per fortuna io faccio click e sorrido.

E qualche volta chiedo scusa e vado a farmi una sega gigante perché certe donne seguono le mie istruzioni un po’ troppo bene e io ho garantito che non ci avrei provato. Al sicuro dal lupo cattivo, si aprono totalmente. E dopo essere state morbide, escono dallo studio fieramente più dure di prima.

Quando lo racconto, chi non pensa solo “ecco tu vedi la patata, che cazzo mi frega di quello che dici”, rimane comunque incredulo. Mio padre ha detto “io capisco le tue parole, ma non mi capacito comunque di questo meccanismo mentale” … mia madre lasciamo perdere che per lei sono tutte cose così grette e meschine e si fa il segno della croce. Ma io dovevo avvertirla che se qualcuno veniva da lei a dirle che fotografavo “le donne nude” (ledonnenude) era vero. Poverina, ha una certa età.

Non l’ha presa male.

La foto a corredo non è mia ed ovviamente era solo per attrarre la vostra attenzione: è fatta apposta 🙂