Chi fa l’opera? – Autore/Soggetto [FOTO/VIDEO]

Una questione basilare, apparentemente banale, per molti neanche da discutersi è che dalla merda non esce la cioccolata. Fotograficamente parlando, questo negli ultimi decenni è riferito – da parte dei “vecchi del mestiere” – al fatto che intestardirsi sul fotoritocco che alla base ha uno scatto sbagliato, mediocre, brutto, non sia una buona idea. 98% della foto è quella fottuta foto. Altrimenti, aggiungo io, sei talmente un bravo fotoritoccatore che non si tratta più di ritocco, ma di una opera digitale che ha qualche pixel originale alla base di una pittura digitale. Chiaro, ma distinguiamo.

Ma io non mi riferisco a questo. Parlo proprio di fotografia.

Una cosa che può accadere è che ti venga richiesto “fammi un video che faccia dire wow”. Fammi una foto che mi renda spettacolare.

Contestualizzo: parliamo di spettacolo. Se sei moscio, brutto, non fai un cazzo sul palco, non hai carisma, non hai personalità, non c’è qualcosa che possa essere colto, al di là del fare del mio meglio con quello che ho, che sei tu, il palco, la luce, quello che c’è li ed eventualmente il mio intervento su luce che posso portarmi, devi arrenderti al fatto – ed anche io che riprendo la scena devo farlo – che se la scena è la stessa, le luci le stesse, il fotografo lo stesso e le foto di un gruppo sono fighissime e quelle tue no, la cosa che cambia sei tu. Non hai fatto un cazzo di figo da fotografare, non mi hai dato materia prima.

Se mi dai un muro posso fare molte cose, ma se mi dai un muro DIVERSO ne escono altre. La foto la fa il soggetto o la mia interpretazione? La pappa la fa il cuoco, ma non la fa senza ingredienti. E se gli ingredienti non sono un granché, farà il possibile, ma una grossa parte della sua responsabilità è scartare gli ingredienti di scarsa qualità. Quindi ecco, dipende.

Uno di quelli bravi diceva che se vuoi fare belle foto una buona cosa da fare è che i soggetti siano belli. Cosa “belli” voglia dire e a cosa si riferisca, ovviamente, cambia a seconda dei contesti. Se sto facendo microfotografia sarà diverso da playboy.

Io però vedo molta, moltissima differenza, anche nella “semplicissima” arte fotografica del ritrarre corpi nudi, e se volete aggiungo “in bianco e nero”, per ridurre ancora il campo, e ancora lo riduco dicendo: femminile. E ancora: di tipe molto belle.

Ecco, ho ridotto moltissimo il campo eppure non ritengo tutti uguali i risultati dei diversi autori: prima di tutto un solo singolo soggetto umano – specialmente in questo caso –  è infinito, a mio avviso. Secondariamente le varie persone sono diverse. E si, certo, le combinazioni di fattori di ogni singolo autore fanno la differenza. Le scelte, tutte le scelte.

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Una di queste è cosa non fotografare. Ma questo solo quando sei autore e puoi fare quello che vuoi, generando un’opera. Invece se quello che hai è quello che hai, interessante è quello che ci fai (cit.”Ember”). Bene, si fa il possibile, ripeto. Potresti essere moscissimo ma interessante. Oppure essere uno che fa un sacco di cose sul palco. O essere un tocco di gnocco e offrirmi il tuo corpo suonante, cantante, danzante, in molteplici occasioni di combinazione con ambiente e luce.

Come fotografo posso “estrarre” molto da te, posso cogliere moltissimo, se c’è da cogliere moltissimo, posso anche sollecitarti, se sono regista della cosa, generando una “coreografia dello scatto”, posso fare lo stesso come videomaker… ma ci sono cose relative al carisma sul palco, al movimento personale, al modo di tenere gli strumenti, l’abbigliamento, il rapporto con le luci e con le camere (video/foto) che non è trascurabile nel risultato. Può esserci, può non esserci. E ci sta: se il tuo compito non è “fare spettacolo”, ma suonare, ad esempio, lo spettacolo, ci è chiaro, è più per l’opera sonora o sonoro/poetica che stiamo sentendo, se il testo è intellegibile. Io lo so perché su quel palco ci sono stato e non ho dato molto in termini di “roba da vedere”. Non mi interessava, non mi sentivo qualcosa da vedere. Quello che volevo fare era non cappellare mentre suonavo, ero li per quello, per farti sentire la nostra musica. In determinati casi è ottenibile del “bello” anche se io non sono personalmente coreografico. Ma ci si deve pensare: i Pink Floyd avevano i tipi delle proiezioni. Perché no. Di soluzioni ne esistono tante.

Zucchero Fornaciari in concerto, PH (C) KEYSTONE

Qui di roba ce n’è! Ma se nessuno facesse qualcosa? Fotograferesti un palco.

Ecco, se siete quelli che si fanno fotografare o videoriprendere, sappiatelo. Se non fate niente, non avete uno sguardo, non evitate lo sguardo ma sapete benissimo dove lo sguardo andrebbe a cadere da quella particolare angolazione e quindi FATE qualcosa… questo qualcosa non sarà fotografato perché non c’era, quel qualcosa che non avete fatto non verrà ripreso. Non avete fatto un cazzo. Le luci hanno illuminato quell’uncazzo che avete fatto. Potete essere fotografati, sempre, come una statua di marmo: questo è ciò che il fotografo riuscirà sempre a fare. Se non siete vivi, il fotografo e il videomaker faranno del loro meglio, nelle condizioni in cui si trovano, per ottenere almeno questo, se hanno la capacità per farlo, ovviamente. Ma concediamogliela. Se voi non fate questo e il fotografo o l’operatore alla camera sono bravi, otterranno al massimo questo. Se invece voi fate qualcosa di visibile, lo manifestate, allora certo, voi sarete parte attiva di quel risultato, ma artisticamente non più di quanto non lo sia un cervo che spicca un balzo. Certo però, di più di quando sta li fermo e dorme. Bellissimo, ma fermo e dorme.

Questo è solo un piccolo microscopico pezzettino di quanto io, come fotografo o “riprendi-cose” considero di me stesso quando mi chiedo – e tranquilli, me lo chiedo parecchio – quanto l’opera la faccia chi sta da questa parte della fotocamera e quanto chi sta dall’altra. Ecco che il “merito” e il “meritarsi” una cosa, qui prende un significato: sei una statua o un’attore? Beh il merito della tua azione ci sarà, si, se te lo meriti.

Perché l’attore agisce. Anche poco. Un respiro, uno sguardo, la fisicità, l’abbigliamento, il suo corpo, i capelli, un gesto. Mille gesti.

Nudi (miei) che mi nauseano

È possibile rattristarsi, rabbuiarsi, sentire anche un po’ di nausea mentre si sistemano foto di nudi di donna? È possibile continuare a pensare “ma ha un viso da vecchia” con una di 37 anni? Certo il suo corpo e la sua pelle sono abbastanza a posto. Non avrei nulla da dire su come si piega la pelle, sulle smagliature, sul cesareo o altre cicatrici.

Ma le occhiaie dell’età sono differenti da quelle della stanchezza. Io riesco, di nuovo, questa è la seconda volta che mi capita di fare questo genere di ragionamento, a scorgere la ragazza che questa donna è stata. Per un attimo, quella luce. Ma questi nudi sono troppo forti, non possono essere sopportati da una donna normale. L’imperfezione viene bilanciata dalla giovinezza.

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da quando su GQ non c’è gnocca?

Ora, ragazzi, avevo dei punti di riferimento importanti. E sinceramente a parte fare qui un po’ il coglioncello con il titolo, ci sono delle cosette su cui riflettere. E io rifleggo. Riflusso. Riflo. Rif. Ci penso.

Quindi. <— questo lo faccio per la mia maestra

Max non esiste più. Vado a vedere che dice GQ in fatto di stragnocche e… E? Non c’è una sola modella discinta, in costume, sexy, ditelo come volete. Nulla.

Quello che mi viene da dire è dunque: allora avevano ragione a protestare nei decenni precedenti. Chi? Chiunque abbia considerato la presenza di ignude o discinte una sorta di soft-porn mascherato da altro. E certo. Come mai oggi non ci sono? Perché c’è pornhub e youporn e porntube eccetera.

Davvero? Really? Per questo?

Allora si, allora mi dispiace ma dico CHE SCHIFO.

Davvero dunque abbiamo relegato l’ammirazione della bellezza del corpo femminile, della forma fisica, della statuaria, anche sensuale, anche sessuale visione non da “carnazzi”, pur rappresentando persino i genitali a degli ambienti ristrettissimi. Siamo tornati indietro. Adesso quindi stiamo moraleggiando de facto. Il nudo ora è solo nel porno, oppure in qualche bugigattolo nascosco, al buio, con vergogna.

Mi fa SCHIFO che l’umanità sia questo. Io non ho nessun problema col porno, ma se non si vede la differenza di qualità delle cose…

non c’ho manco voglia di continuare la frase.

la giovinezza e la bellezza passano in un soffio

Incontro la vecchia, che sta sempre negli uffici sompra il mio studio: sta in segreteria; ho sempre notato che mette scarpe che non dovrebbe: dei vezzi, voglia di essere, libertà di farlo, probabile abitudine ad essere stata. La vecchia ha 72 anni. E’ vecchia sul serio, rughe, grinze, vene varicose, roba cadente e tutto il repertorio. Compresi i trucchi impietosamente sbagliati, i capelli eccetera. Ma non ci facciamo poi tanto caso. Io alle vecchie sono sempre stato abituato; di bellezza ce n’era meno in giro, più si va indietro nel tempo. Vanità, darsi delle arie, boria, altezzosi. Queste erano le parole per chi onorava il dono.

La vecchia mi mostra una foto del 1971. Non ero neanche nato e lei sembrava che so… la morosa di Jim Morrison. Una figa pazzesca. Rayban, ok, ma un collo, lineamenti, mascella, fronte-naso, le labbra. Poi vedo altre foto dopo, i suoi occhi. Era davvero una grandissima gnocca e lo ricorda. Ne parliamo, e mi dice “diglielo, diglielo alle tue ragazze, che questa cosa passa veloce, in un soffio! Guardo questa foto e mi sembra fosse ieri… ma guardo lo specchio e non c’è più niente, niente di tutta questa roba!”. Ne parliamo ancora, non diciamo che si muore, che non c’è altro. Ma quello di sicuro non c’è.

E certo, io a loro lo dico. Ma puoi capire solo quando era tuo e non ce l’hai più. Potevi e non hai fatto. Hai detto dopo. Hai detto c’è tempo.

E invece no. C’è QUEL tempo. E dopo ce n’è altro, diverso. Quello di prima è passato per sempre.

Se vi sembra tutto superficiale, pensate a qualsiasi altra caratteristica fisica. Mio padre, pensavo, leggerà finalmente in pensione. Non vede quasi niente. Beh potrebbe ascoltare. Non sente quasi niente.

Devi usare il tuo corpo. Devi godertelo, goderne a pieno, darci sotto. Scopare come un trapano, guardare, ascoltare, succhiare, mangiare, bere, gustare, usare i muscoli, correre, saltare, odorare, toccare, infilare, leccare.

Poi potresti non esserne più in grado.

Quindi se puoi posare nuda, dico io, fallo subito.

ma perché non fotografi i maschi nudi?

Ieri ho sentito questa, di nuovo.

Ho accopagnato una modella a prendere dei vestiti in un sexy shop: siccome vendono anche abiti gotici, costumi, eccetera, lo conosco. La modella cercava vestiti sexy, anche si, ma più che altro dark, gotici.

La tipa del negozio è una attempata signora. Da una certa distanza l’ho trovata proprio brutta, una vecchia, più un maschio che una femmina. Diciamo che l’abito faceva parecchio il monaco, grazie abito. E’ bravissima nel suo lavoro: oltre al fatto che in altri momenti le ho visto spiegare roba su sex toys e orgasmi come se fosse la marca delle pastiglie dei freni, è ultra professional, tiene il negozio pulitissimo e non ha l’aspetto del posto schifoso, ma carino. Come dovrebbe essere. Suo marito è stato un fotografo. Tutt’ora fotografa qualcosa: prende qualche cliente e mette su gli abiti e boh, non so, non è che io ammiri molto il suo lavoro.

Ad ogni modo si è presa un po’ di confidenza perché porto spesso gente. Me l’ha fatta conoscere B. Comunque ad un certo punto mi mostra un fotografo di roba fetish che secondo lei è bravissimo : gran belle foto; tipe strafighe, ottime foto, buone ambientazioni, luci ottime, QUINTALI DI FOTORITOCCO di ottima qualità. Le dico: belle, molto belle, ma tanto fotoritocco eh.

Per qualche motivo mi deve parlare di uno che lei odia, che è un fotoamatore e che fa cagare, le sta sul cazzo, e guarda qua (mi mosra foto di tipe che non sono belle – questo non è dissimile da quello che fa suo marito, ma mi astengo dal dirlo) e poi l’ho contattato e gli ho chiesto ma maschi non ne fotografi? e lui “non è il mio genere” e maddai come si faaaaaa.

Ma cosa? Ma come si fa cosa?

Io vado dal cinese e gli dico “ma filetto alla Stroganoff non ne fai? ma come si fa?”.

Vado da un giallista e gli dico “ma come, di horror non ne fai?”

Vado da uno che fotografa gatti e gli dico “ma come cani non ne fai?”

Ma?????!!!!!!!!!! Quando uno fotografa donne è la bellezza femminile che fotografa. Se hai committenza sarà un altro conto. Ma comunque la tua sensibilità non è al servizio del soldo. Al massimo lo sarà la tua tecnica, ma c’è una grossa differenza tra l’esecuzione di uno scatto corretto ed un’attività continuativa sentita, voluta, amata da te e che consiste nella tua continua ricerca di QUELLO e non di altro. A me che cazzo me ne frega del corpo maschile? Certo, è molto bello. Anzi, involontariamente, fotografando dei ballerini ho trovato che ci sia del gran bello. Ma è una cosa tiratissima.

Io fotografo sicuramente una tipa che mi scoperei. Sicuro. Mica me la devo scopare. Ma il mio occhio e quindi la luce, la fotocamera, tutto, vanno dove io sento, non solo dove dice la tecnica.

Se sei pasticcere, non è che devi essere anche pizzaiolo altrimenti sei un morto di bignè. No.

Temo che andrò li a dirglielo. Ed ecco che mi inimico un’altra persona, invece di stare muto, invece di farmi i cazzi miei e dire “macchissenefregaaaaaaaaaaaaa”, eh? 🙂 Evvai!!!!!!

Lo farò. Update: vedi fondo.

Lo so che non lo ha detto a me. E le foto di quel tizio non mi piacciono. Ma il discorso generico mi si attaglia. Quindi non trovandolo valido, devo confutare, porcatroia. Cheppalle a me!!!!!!

Del resto nel suo negozio ho visto 1 vestito da maschio e 150 da donna. Come mai? Gli oggettini sessuali erano il 98% per donna e quasi niente per uomo. Come mai?

*update: dato che la cosa mi rodeva e che B conosce la tipa gliene ho parlato; lei mi ha detto che (traduco, non sono le sue parole) l’ho considerata troppo intellettualmente onesta e con un pensiero affine al mio. Mentre invece è molto probabile che sia stata rifiutata dal fotografo, che volesse fare un’orgetta ma lui non ha voluto e altre cose del genere. Eh beh io non la conoscevo così… Poi B mi ha detto “ti ricordi di ZZZ ?” E ho capito. Riassumo (ne farò un post) : ZZZ era un noto finocchio che teneva un cinema; lui mi ha fatto fare una figura di merda terribile; quando glie ne ho chiesto conto mi ha detto che lui ci provava con me quando ero studente e non ci stavo e quindi ha fatto lo stronzo.

Ecco, la cosa andrebbe interpretata così. Come sono ingenuo, cazzo.

dieta/palestra mini risultato

Non mi ricordo nemmeno, potrei controllare, quando ho iniziato qualcosetta. Diciamo un anno fa? Circa. E’ iniziato tutto con lei. Con il fatto di essersi accorto che mi ero mentito. Ho iniziato un po’ di dieta. Nutrizionista. Continuato un po’ di dieta. Poi in uno dei vari tiramolla mi aiutò a cambiare jeans (io odio lo shopping ma ho dei gusti) … contemporaneamente ho scelto di smettere con bevande gasate e magari gasate-e-zuccherate.

E poi dopo un sacco, palestra.

Aggiungiamo, recentemente, niente zucchero nel caffè, per un graziosissimo patto con fanciulla dal sen fuggita: io niente zucchero nel caffè, lei niente peli sotto; tutto liscio. Naturalmente con verifiche periodiche ISO9003231 🙂

Di tanto in tanto qualcuno mi dice “sei dimagrito”.

Qualche sera fa sono andato dal kebabbaro non-halal che fa tutto con ricetta locale, maiale, formaggio, robbbbbabbona. Non ci andavo più da mesi per i summenzionati motivi dietetici. Se vado li io non mi trattengo. La morosa del kebabbaro sarebbe mia modella (e pure lui). H arinviato molte volte, gli dicevo. Lui fa “beh ma allora vai a fare colazione al Taldeitali e tirale le orecchie!”.

Ci vado.

Mi fa “hey! sei DIMEZZATO! Stai bene!”.

Dimezzato. Questo va bene. Ora la fottuta panza.

Ma da oggi, fissato col chiodo al muro della mente: la forma importa fino a lì, perché serve la sostanza. RESISTENZA. La resistenza cari miei non è tanto roba da palestra. La resistenza è roba seria: sport vero. Camminare, correre, per ore. Nuotare. Dopo 25 anni di inattività… beh ma ok, ok, è per un buon motivo.

Che non esiste più, è esistito per circa 45 minuti. Solo che si è fissato nella mia mente. Un piccolo misunderstanding con gentildonzella mi aveva fatto capire che “non ci do sotto abbastanza”, che non duro. Questo mi ha turbato perché sembrava assai felice dei servigi resi. Siccome credeva che le mie defaillances fossero dovute a mancanza di resistenza fisica, mi suggeriva di non mollare con la palestra, perché la resistenza è importante. Tutto chiarito che non funziona in questo modo se la resistenza non serve al suo godimento, mi resta comunque indelebile che, per questo o quell’altro motivo, la resistenza io comunque non ce l’ho. E allora facciamocela. Non ci vogliono 5 minuti. Serve impegno costante.

Evabbé. In effetti avevo un po’ mollato per un pochino. Che alla mia età significa praticamente ricominciare, in palestra (prego, leggete informazioni di settore prima di dire noooo maddaiiii). Ma va bene. Va bene sul serio. Fatica, ma va bene.

Dimezzato è bene. Ora basta così, cancellare panza. Schifo. E aumentare resistenza. Dura, molto dura. Ma è per il bene dell’umanità!

😀

magari cercando di mangiare di p MAVAFFANC

Se qualcuno avesse fatto le stesse critiche dicendo “è un po’ troppo in carne” saremmo stati tutti ad indignarci contro “questo mondo mediatico che impone un ideale di forma femminile che non ci rappresenta” e via stronzeggiando.

Quali critiche? Queste: GOSSIP DEL CAZZO (ho aperto bing per sbaglio, scusate) all’aspetto magro di Celine Dion. Ora, per onore della cronaca, vi prego, leggete TUTTO l’articolo fino in fondo. Se avete un AdBlocker dovete evitare solo DUE falsi link. Per il resto l’articolo si legge in 15 secondi.

Ora, lei lo ha detto chiaro: non rompetemi i coglioni, se non vi piaccio così girate al largo, io voglio sentirmi più femminile e sexy e faccio una dieta in questo senso. Fine, chiaro? Ma no, forse è il marito morto di tumore. Eh certo. Non può lei guardarsi allo specchio e non piacersi. No. Continue reading →

di forma e contenuto #20192393487

Ragionavo (si ok, ok, non esageriamo) di forma e contenuto su di noi, persone, in rapporto ad un’opera. Letteraria? Non è il mio settore: io mi esprimo liberamente, tutto qua. Foto? Chi lo sa… foto bella VS foto buona ci insegna Ugo Mulas –> GB Gardin –> innominato. Musica? MI sembra più evidente. Senza forma il contenuto non arriva proprio.

E noi, persone? Se siamo scritti male il nostro contenuto potrebbe non interessare. Si legge una pagina, bah, scritto male, via, avanti un altro, uno scritto bene.

Fine del pensiero che, comunque, è stato formulato sulla tazza del cesso.

Come tutte le mie migliori creazioni ed espressioni, ovviamente.

comodo edonismo morboso?

Dalla prima volta che si è innescato il meccanismo per cui ho iniziato e poi proseguito con la fotografia di nudo ho imparato molte cose. Molte cose sulle donne, più che sulla fotografia. E sicuramente molte cose sulle donne di questo paese, di questo periodo particolare. Non vuol dire che sono un grande conoscitore delle donne. Non confondiamo. Conosco alcune cose, più o meno sempre nello stesso ambito. Continue reading →

sono una mamma, non sono una donna

Fermo la gente per strada perché mi facciano da modelli o modelle: repetita juvant, ve lo ricordo. Faccio il fotografo, devo barattare il mio lavoro con il tempo di persone gradevoli alla vista ( cit.M. ❤ ). Perché, anche questo vi ricordo, ci sono persone bellissime in giro, che non se ne rendono conto. Alcune di queste sono donne, dalle quali il mio occhio e il mio istinto sono particolarmente attratti. Alcune di queste donne sono, incredibile a dirsi, madri. E a questo punto MILF, devo dire. Perché – anche questo, ricordiamolo, che non è mai

la mia mamma non è più una donna? ah si?

abbastanza, in questo acronimo c’è MOTHER, ma da nessunissima parte viene indicata l’età. Che la consuetudine all’utilizzo del termine sdoganato si, ma proveniente dal porno, lo abbia portato a confondersi con la cougar (sempre porno) è un grande errore. Sei mother a 16 anni tanto quanto a 90. Ovviamente la cosa nasceva da quell’immagine di culetti che ad una seconda occhiata risultavano essere montati addosso ad una mother che stava spingendo un passeggino. Ma era il corpo di queste che I'(d) like (to) fuck, dice l’acronimo.

Io fermo una donna per strada: una mamma per strada? che ne so che sei mamma? potresti anche essere agente delle tasse, banchiera, pompinara, suora, santa, stronza, sorella, avere le emorroidi, avere il cazzo ed essere trans. Io so che sei bella, non so altro. Ergo ti chiedo se vuoi, se ti interessa, prima di sapere che sei mamma. E del resto, se lo sei: MEGLIO! Ho DUE modelli invece di una.

Risposta tipica (a rispondere è sempre prima il corpo) è: piega all’indietro (= mi distanzio) , faccia un po’ oltraggiata (sono superiore a quello che tu sporco plebeo porti a me Nobile et Superiore) unita a scansione alto-basso-alto e sguardo “scusa? ma conchiccazzocredidiavereaccheffare?” , cambio espressione in sorriso di cortesia con un “io non sono più una zoccola come quelle altre troie con cui potresti avermi confusa: io ho l’alone non viola, ma bianco, attorno” e inizio fase del diniego con “noooo, noooo… he he… Io… sono mamma“. Che sembrerebbe desiderare una risposta tipo “AHHHHH, MI SCUUUUUUSIIIII VOSTRA SIGNORIA LA MADRE SUPERIORAAAAA, ELLA HA USATO L’UTERO COME SOLO LEI SAFFAREEEEEeeeee, mi perdoni, mi prostro e vada con tutte le mie benedizioni et lodi e mi scusi ancora se ho osato parificarla alle altre donne non-madri povere ed inferiori che ancora non hanno infuso nel loro spirito il sacro-essere-una-madreee!” e quindi purificata in stile battesimo non già dal peccato originale, bensì dal peccato successivo di essere, di esistere come una donna che magari prima poteva, zoccola tra le zoccole, zozzona comune, mera meretrice merdosa che poteva usare del suo corpo in siffatto lurido modo impuro, esteriore, mostrarlo – pensa! – in chissà che modo…

ah scusa, in che modo? Ah non me lo chiedi. Toh. Sei madre, e questo è dichiarato, forte e chiaro, sempre nello stesso modo da questo tipo di ragazze o donne, sempre come uno scudo dal “io non sono più” qualcosa. Che foto ti voglio fare ti interessa? O dai per scontato? Le altre, prima di assurgere alla perfezione della Grazia della Madritudine, come minimo mi chiedono “che tipo di foto scusa?” anche se la faccia dice “porco, lo so che mi vuoi nuda, zozzone, ma sentiamo potresti anche convincermi” oppure “ma sentiamo, voglio svergognarti, porco, lo so che voiuominisietetuttiugualiblaaaaa”. Ma, bontà loro, non danno per scontato: chiedono. E guarda caso scoprono che si, certo, faccio anche quello, ma non le ho fermate per quello. Per quello me lo dici TU se vuoi, se ti interessa. Continue reading →