Cinque anni dopo. Siamo migliorati?

panorama postapocalitticoQuesto post è stato scritto il giorno 7 aprile 2020, in pieno lockdown da coronavirus, covid-19, e pubblicato in modo automatico. Ci si chiedeva se saremo migliori. Lo siamo? Avremo capito qualcosa sul telelavoro? Qualcosa sul valore del tempo, del tempo di qualità, aggiungerei io – abbiamo capito? Abbiamo capito qualcosa sul valore della collaborazione e non dell’isolamento politico? Abbiamo capito qualcosa e siamo migliorati? Abbiamo capito che la conoscenza e la scienza sono importanti, che i religiosi e altri santoni tentano sempre di attaccarci quando diventiamo più deboli? Anche in questo caso il supporto psicologico non è stato valutato? Com’è andata? Quanti sono morti? Quanto si è approfittato della situazione per limitare la libertà, la privacy, per aumentare i poteri forti, accentratori, diminuire la democrazia, la libertà?

Siamo imbarbariti? Siamo diventati ancora più ricchi e ancora più poveri? È morto mezzo pianeta? Alla fine il contagio è stato fermato, contenuto, si è trovato il vaccino? Abbiamo capito perfettamente la sua dinamica? Ci siamo scagliati gli uni contro gli altri e non ci siamo aiutati? Abbiamo capito come smettere di produrre e ascoltare fake news? Continue reading →

Io vivo sempre così ( cronache da un Corona World )

Mettetevi un disco ambient di Brian Eno qualsiasi. Non quelli con la voce. Non le collaborazioni. Brian Eno vero. Se non fa per voi non importa, tenetelo e guardate fuori la notte, fermi alla finestra o in terrazzo, se ce l’avete. State li un po’.

Dissolvenza su nero, passate ad un largo schermo di computer.

Io vivo sempre come ora voi state vivendo in questo momento. Io #restoacasa quasi sempre. Tutto sommato è, per il 75% del tempo, il mio posto di lavoro. Quindi quando voi andate al lavoro e io vado “al lavoro in ufficio”, stiamo facendo la stessa cosa. Ma io lo faccio a casa mia. Quando scatto, momento bellissimo, origine della “materia prima”, sto solo facendo una piccola parte del lavoro.

Ora, proprio adesso che siamo in “isolamento fiduciario”, in quarantena come continuano a chiamarla tutti, io non noto grandi differenze.

In questo momento vorrei che – senza che muoia nessuno – restasse tutto così, fermo, mentre io con lentezza procedo, egoisticamente, a cercare di fare due soldi, a cercare di imparare cose. Ma con lentezza, calma. Senza correre. Perché spesso noi corriamo solo perché dobbiamo, non perché vogliamo. Molti hanno una indole più sbrigativa. Io talvolta, ma solo se lo sento io. Ora invece mi fa sorridere vedere gente che non sa che cazzo fare della propria vita se sta in casa. L’eternità in questa modalità non mi sta stretta, non mi è insopportabile. Sarà il periodo. Continue reading →

#iorestoacasa , di solito, ma ‘sta volta…

Ho una nuova opinione sui ragazzi di queste ultimi 2 decenni. E voi non aspettavate altro che sentirla, questa importantissima opinione. In occasione della “quarantena”, come stanno già iniziando a chiamare il periodo di restrizioni dell’ultimo DPCM per il CoronaVirus, approfittando della sovraesposizione di cazzi propri che tutti fanno via social, social-instantmessenger eccetera, vedo una grande espressione di opinioni.

Ed ecco che quanto si diceva sui bamboccioni, sui viziati eccetera, mi balza maggiormente agli occhi per un preciso aspetto di spazio e tempo di convivenza di cui forse hanno già parlato tutti, ma che io vedo chiaramente solo ora.

Molti adulti e ragazzi non sanno che cazzo fare a casa. Non sanno che fare del proprio tempo libero se non possono uscire. Non hanno una casa fatta per viverci. Vivere dentro casa. E vabbè, parleremo di questo un’altra volta.

Ma quello che si capisce di più, questa volta, non è tanto la mancanza del poter uscire a fare qualcosa. No. Quello che manca è potersi allontanare dalle persone con le quali devi vivere. I ragazzi, in particolar modo, si trovano a vivere con genitori che trovano insopportabilmente opprimenti.

E la novità? Direte voi. Continue reading →