riesce ad inquietarmi ancora

lei mi dice che ha litigato col suo tipo. Mi chiede se dovrebbe lasciarlo. “Per un litigio?” chiedo io. Ma in effetti mi viene più da dire se la prima cosa che ti viene da fare quando ti incazzi è lasciare, lascia. Se dopo la ventesima volta senti che stai bene così, hai capito che non fa per te stare con qualcuno fissa. Altrimenti magari inizi a chiederti se sia il sistema giusto di affrontare le cose. Se non lo è alla fine, forse, le cose per cui ti incazzi le dovrai affrontare per il loro contenuto.

Purtroppo tornano sempre fuori quelle: non è economicamente e logisticamente indipendente. Se lo fosse il suo stile di vita potrebbe essere solo “mi piace / non mi piace”. Ma se mangi a casa di qualcuno, vivi a casa di questo qualcuno, non sei indipendente, ma anzi, il suo contrario, sei dipendente. Quanto lo sei? Quanto contribuisci? Continue reading →

la valvola dell’amore

La valvola fa entrare e non fa uscire e viceversa, a seconda del lato da cui ti trovi. Forse quindi il mio paragone è sbagliato. O dentro o fuori? Potrebbe essere?

Io stesso, quando si trattò di lei, mi dissi: la amo, o la vedo così, del tutto, perché siamo l’uno dell’altra, ci diamo al 100% oppure non posso averla ” solo un po’ ” e soprattutto sapere che il suo corpo desidera altri corpi e non il mio. Può essere insopportabile. Forse di più del far parte di un gruppo, di essere uno dei tanti. La totale esclusione “tu no” credo sia il peggio. Non ho certezza. Qualcosa che ti dice “tu potevi, tu avevi tutto, ma hai rotto il giocattolo ed ora il meglio, il mio intimo, quello non puoi più averlo, ma puoi fare conversazione”.

Eppure nella totale solitudine, nel pieno della notte, nel silenzio con i grilli e le auto che passano sporadicamente: o tutto o niente è una bella cosa?

Lei ha insistito, ha tanto voluto continuare a frequentarmi. In qualche modo mi ha detto “io comunque ti voglio vedere”.

E alla lunga io ci ho pensato, ricordate, e mi sono detto che volevo esserci, che volevo che lei fosse nella mia vita e io nella sua, per quello che si poteva.

A volte però sei dall’altra. Ti dici: ma se non ti amo allora non posso vederti? Non è un ricatto? Non posso frequentarti, non posso parlare con te, non posso comunque darti quello che ti piaceva di me, che comunque ti davo, ti davo tutto … “solo” perché non ti amo?

Non è forse crudele? L’amore è spontaneo, ma più della voglia di stare. La voglia di stare proviene dalla convivialità. L’amore è più vicino all’incontrollabile. Alla fine credo che ci priviamo delle persone migliori e ci teniamo attorno magari quelle mediocri, quelle che sono un po’ meno … perché rifiutiamo di non averle al 100% … e quindi quelle che non ci interessano così tanto … le abbiamo, le vediamo, anche regolarmente.

Siamo stupidi? Beh la sofferenza del rifiuto, il costante vedere quello che non puoi avere come lo vorresti tu, in esclusiva … questo può farti male: un costante memento del non-amore. Comprensibile. Tuttavia l’alternativa sembra altrettanto brutta.

Non ho risposte vere e proprie.

Vado a bermi un caffè: ore 1.31, un gatto fa la serenata alla mia micia, che è corsa in terrazzo ad ascoltare il suo miagol-ONE.

uomini, soli

Mi viene in mente che su questo potrei costruire un bel gioco di parole. Uomini soli, uomini, soli (satelliti “Sole”). Bene, me la segno.

Oggi sono passato a trovare G. ; voleva un consiglio tecnico; gli ho lasciato un vocale whatsapp, promettendo che sarei passato comunque. In realtà era chiaro che voleva parlare di storie, di solitudine.

G ha 50 e qualcosa anni. E non può, come me, stare solo. E – questo mi interessa – non può scopare puttane. Non solo. Come me, non può scopare la prima che capita, pare. Non so se abbia il problema idraulico, ma di sicuro ha quello di cuore. Che poi non considererei un problema, a questo punto. Quello idraulico e basta si, ma il fatto di non andare con la prima che capita, questo non mi pare un problema, non più.

G è stato cornificato per buona parte di 16 anni di relazione. Ne aveva il sentore, ma zitto, leale, onesto. Poi ha avuto la certezza ed è andato via. Ha vissuto in azienda per parecchio, lo fa tuttora. Poi ad un certo punto dopo bla e anche bla, ha trovato una, da poco. Si butta, lui, a farle cose. Su questo non gli darò mai ragione: scambia la cessione di beni e servizi – su cui poi ti capita di fare i conti, molto male – con l’essere presenti, accompagnare, esserci, essere li per lei, supportare. Non è che non si possa essere generosi, ma il fatto che gli uomini debbano fare cose o fornire servizi per dimostrare amore è una cazzata. Così come le donne non devono. E fare sesso NON è tra queste cose. Fare sesso è una parte della relazione tra più-che-amici che rende due partner amorosi-non-platonici. Ma rassettare? Fare le pulizie? Fare qualsiasi lavoro di casa? Stare esclusivamente dietro ai bambini? No, niente di tutto questo è dovuto o sengo di “amare abbastanza”. La gestione delle faccende pratiche è PERSONALE. E se diventa comune, è condivisa. Sempre che sia questo l’accordo. Ma ho divagato, ovviamente.

Però ad un certo punto lei è andata. Solo che parla sempre di lui con tutti. Più lui manca più le ne parla. E a lui lei manca. Molto.

Brutte stronze. Ci mancate capito?

Del resto siamo tutti uguali.

DAHAHAHAHAH scusa moon, era solo per te: bacino :-*

Poi arriva la sua ex, con grossi casini, gli lascia roba vecchia, un modo per arrivare li e lasciargli una lettera vecchia. Ha bisogni, ha problemi, vecch problemi. Ma settimane prima era stata a dire ai suoi che lui quando erano assieme non “aveva fatto abbastanza per lei e l’aveva lasciata sola” in un periodo in cui lui ha CHIUSO L’AZIENDA PER STARE CON LEI e poi per farla recuperare. Boh. In effetti era molto in azienda. Ma lei poteva allegramente andarci, quando voleva. Anche perché magari era per stare assieme a guardare la TV: lui ne ha 8 … non sarebbe niente. E le coppie stanno assieme anche facendo cose diverse. Sono vicini, si guardano, bacino. Comuque mi chiede ma perché, dopo tutto quello che mi ha fatto sento che vorrei ancora aiutarla? Anche se so che la mando affanculo perché mi ha cornificato una volta di troppo, che è stata scorretta ed ingrata dicendo questo ai miei… ma la vedo qui, dimagrita, emaciata, con casini di salute e di soldi… certo, li ho anche io … ma sento che vorrei aiutarla, perché?

Ma perché? ti interessa? Aiutala. Fottitene di tutto. Se vuoi. Se pensi che il mondo ti dirà coglione, fregatene. Se pensi che lei pensi che sei un coglione e ti sfrutta, allora magari no, ma se non è così… se non vuoi niente in cambio e se sai che non pagherai un prezzo emotivo… perché? Perché siamo complessi. Siamo persone. E se l’hai scelta, quella volta, e ci sei stato assieme, lo hai fatto tu, per quel qualcosa che hai visto in lei, che c’era. E forse c’è. Assieme alla merda, certo. Come in tutti noi. Ma ecco il perché.

l’orario del buco / appiattimento culturale = GIOIA

Depressione, tristezza, sconforto, mancanza di lei, ricordo di lei. A me pare che mi arrivi forte verso le 17.45 e poi aumenti fino a verso le 21.40… proprio l’acume della sofferenza è nettamente più intenso.

Strano perché la tristezza generica, la poca voglia di vivere, il tuttofaschifo, di solito, mi prendevano la mattina.

OK. Ho esaurito l’argomento.

Stavo riragionando su quanto mi ha “aizzato” in testa moon nel suo gli-uomini-sono-tutti-uguali-vogliono-solo-quello.

Ragionavo sul fatto che l’appiattimento culturale della massa li rende felici: chiavano di più perché hanno tutti gli stessi merdosissimi interessi comuni e basta che si piacciano tanto così per incastrarsi. Lasciamo perdere le fasce d’età: immaginatevi quelle che preferite. Se tutti ascoltano la stessa merda musicale regaetton, roba spagnola, trap, techno/tekno, dance. Quanto ci vuole perché si intendano su questo? Uhuuuuuu! sulemaniiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!! Continue reading →